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sabato 21 settembre 2019

"Dolci carezze di sale", mostra di Cecilioni, Ferri e Llana alla Galleria d'Arte La Fonderia

21-09-2019
La Galleria d'Arte La Fonderia porterà sulle rive d’Oltrarno la mostra "Dolci carezze di sale". Tre i protagonisti: tre artisti non toscani, il messicano Pablo Llana, Marco Ferri di Tarquinia e Lorenzo Cecilioni di Pesaro. La mostra andrà in scena dal 21 settembre al 5 ottobre 2019 presso i locali di via della Fonderia, 42R, a Firenze. Vernissage d'inaugurazione si terrà il 21 settembre alle ore 18.00.

Un viaggio all’interno di una nuova forma poetica che sfiora e contesta la materia. Dolci. L'elemento dolce della mostra è caratterizzato da molte delle cartacce di plastica riciclate che contengono dolciumi "Junk Food" (cibo spazzatura), dolci e irrinunciabili. Pablo Llana utilizza questi scarti per contestare il fenomeno consumistico che ha ammalato la società occidentale contemporanea. Questa parte di dolciumi-Junk Food opposti nel gusto al sale, carezza l'uomo, lo seduce, lo conquista ed è desiderabile, nascondendo in realtà malessere fisico e sociale.

Carezze. La poetica dolce, carezzevole, fanciullesca e delicata e ermetica è la costante nelle opere di Marco Ferri.

Sale. L'elemento fondante dell'opera di Lorenzo Cecilioni che usa cristalli di sale come base per gran parte delle proprie opere.

L’ascesa artistica di Pablo Llana cresce insieme alla sua fama internazionale. Le opere di Llana hanno trovato posto a Firenze e nell’immaginario dei fiorentini grazie al gallerista Niccolò Mannini che lo ha scoperto e portato a Firenze per primo. Pablo Llana, classe 1980, vive e lavora a Tijuana, in Messico. Si è diplomato in arte alla House of Culture di Tijuana. Contestatore, attivo contro le politiche consumistiche che avvelenano la terra e l’uomo, Llana invita a una riflessione politica e sociale sul binomio capitalismo-consumismo e obesità-identità. Attraverso l’utilizzo degli incarti di plastica delle multinazionali del junk food -cibo spazzatura- crea opere di forte impatto visivo da una tavolozza di colori derivata dagli scarti di plastica, riciclati magistralmente da Llana. Esposte, tra le altre opere ci saranno “Who is eating who?”, “Date Food” e “McDonald’s Te amo”.

Una vita fatta di mestieri, nuovi inizi e di ritorni alle origini quella di Marco Ferri, artista di Tarquinia. L’eterno ritorno alla vocazione artistica che da bambino ha segnato la strada di Marco Ferri, lo conduce nella composizione di materiali che dialogano tra loro e in un afflato si fondono in un racconto di vita. Un moto ondoso insito nella vita stessa. Marco Ferri si scopre artista a 10 anni, quando inizia a frequentare Etrusculudens a Tarquinia, il laboratorio dove l'artista cileno Roberto Sebastian Matta studiava e sperimentava tecniche nuove per la sua arte. Le opere di Marco Ferri sono entrate di diritto in prestigiose collezioni pubbliche e private, come la Banca d’Italia. Le sue creazioni sono vivaci e rispecchiano la poliedrica attitudine di Ferri a spaziare tra diversi linguaggi utilizzando materiali come le resine, la carta, il vetro, la tela e la ceramica. Opere armoniche e ritmiche, proprio come le
poesie che compone, a tratti fanciullesche, che riconducono lo spettatore ad avvicinarsi all’arte con gli occhi innocenti di un bambino. Tra le opere in mostra “Le ermetriche” e ”Per versi certi”.

Lorenzo Cecilioni è un artista alchimista. Opere tridimensionali, concepite e realizzate con materiali che richiamano l’arte povera come il cuoio, il legno, il cemento, il piombo e il sale, che dalla visione dell’artista prendono forma nelle sue mani in un elegante rigore compositivo. Interviene sulla natura degli elementi, studia le interazioni tra loro, osserva la loro trasformazione. La natura si plasma sotto la sua sapiente e paziente guida, non utilizza la chimica, ma attende le naturali reazioni tra le materie. Nipote di Franco Bucci noto ceramista di fama mondiale, nasce a Pesaro dove vive e lavora.L’utilizzo della materia in Cecilioni è espressione di vita. Monocromia e geometrie, forme morbide e armoniche, sono il risultato di un attento studio volto a trasformare le materie ‘povere’ in opere che racchiudono il concetto del tempo, del suo disvelarsi. Dalla nascita degli elementi alla loro trasformazione mediante il volere e l’azione dell’artista. Tra le altre opere qui esposte “Aperture” e “I ricordi restano”, dalla serie Pizzi di Sale.

Orari di apertura: dal martedì al sabato 10.00 - 13.00 / 15.30 - 20.00

Per maggiori informazioni: www.galleriafonderia.com