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lunedì 09 dicembre 2019

"Murate Art District", l’arte contemporanea a Firenze cambia nome e riparte con una mostra

05-11-2019

Un nuovo nome, una nuova energia, tanti nuovi progetti che partono con una nuova esposizione. D’ora in avanti lo spazio conosciuto come Le Murate. Progetti Arte Contemporanea si chiamerà Murate Art District o MAD, un’operazione di re-naming e re-branding - fortemente voluta dal direttore artistico dello spazio Valentina Gensini - che punta a rilanciare il più importante centro di produzione e promozione dell’arte contemporanea a Firenze nel panorama nazionale e internazionale anche in virtù dell’aumento di pubblico (evidente nel 2018 con +74% di pubblico rispetto al 2017) nonché dell’ampliamento della proposta culturale e delle partnership internazionali.
MAD rappresenta un distretto culturale evoluto, un luogo di riferimento pensato per essere abitato da artisti e curatori in residenza, focalizzato sulla produzione artistica ancor prima che sulle esposizioni, incentrato su modalità alternative di progettazione e relazione tra artisti, comunità e territorio.

Assieme al nome, cambia anche l’identità visiva: una nuova immagine coordinata, declinata su tre colori brillanti che si alterneranno costantemente, a conferma di un’identità molteplice e di un presidio cittadino tanto saldo quanto vocato alla sperimentazione e all’approccio transdisciplinare.

Primo progetto ad essere presentato sotto il marchio Murate Art District è Florentine voices, mostra fiorentina dell’artista e musicista sperimentale Piero Mottola, specializzato nel “tradurre” in immagini le voci e le emozioni umane grazie all’utilizzo di uno speciale algoritmo. La mostra, che occupa tutto il primo piano, vede esposto - insieme ai lavori che hanno tracciano l’excursus dell’artista - l’inedito Florentine voices una composizione “corale” partita da un esperimento socio-antropologico: ad un gruppo di cittadini, convocati con bando pubblico, è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali (paura, angoscia, agitazione, collera, tristezza, stupore, eccitazione, piacere, gioia, calma) suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. Le centinaia di frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e intrecciati in composizioni e poi trasformati in sequenza grafiche che assumono l’aspetto di quadri astratti.

Le Murate – ha dichiarato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchisi stanno configurando come un polo cruciale di promozione e produzione di arte contemporanea, grazie anche alle numerosissime residenze artistiche che ha ospitato. Adesso è il momento di cambiare nome e passo per consentire a questo spazio un ulteriore salto di qualità che porti sempre più progetti, laboratori, idee, esposizioni”.

MAD tradisce l’identità di un distretto culturale evoluto che intende porsi come luogo di riferimento per la città, all’interno di un network internazionale. – afferma il direttore Valentina Gensini - Quale distretto dell’arte è un luogo abitato dagli oltre 500 artisti e curatori in residenza ogni anno, un luogo focalizzato sulla produzione artistica anziché sulla esposizione tout court, uno spazio che intende proporre modalità alternative di produzione e relazione con la comunità e il territorio. La nuova immagine coordinata, su tre colori intensi, ne testimonia l’identità molteplice, quale presidio cittadino sperimentale e transdisciplinare”.

+74% di visitatori nel 2018 rispetto all’anno precedente (sono stati quasi 25mila gli utenti raggiunti lo scorso anno), trend che sta trovando conferme nell’anno in corso (al 30 settembre i visitatori avevano già superato i 24mila) e un numero sempre crescente di artisti in residenza (552 artisti nel 2018, numero cui siamo già vicini con i dati di settembre 2019, che registrano, per le residenze dell’anno in corso, 264 artisti senior e 228 artisti in formazione in soli 9 mesi). Sono questi i dati che hanno spinto le Murate a “diventare grandi” e a trasformarsi sempre più in un distretto con importanti progetti e ambizioni. Un cambio di passo diventato irrimandabile, soprattutto se si considerano i progetti sperimentali che ne dilatano l’azione portando il progetto culturale in città (primo tra tutti il format inedito a livello nazionale delle Residenze d’artista a Scuola).

Florentine voices

Florentine voices (fino al 1° febbraio 2020), si intitola così la “tappa” fiorentina del progetto Voices, ricerca sperimentale itinerante e in progress condotta dall’artista Piero Mottola volta ad indagare le potenzialità evocative e musicali della voce di persone comuni, in diverse aree geografiche del pianeta. Florentine Voices, primo progetto nato sotto l’egida di Murate Art District e fortemente voluto dal direttore artistico Valentina Gensini è lo step fiorentino di una ricerca finora condotta a Valencia, Lisbona, Tenerife, Roma, Santiago del Cile, Lipsia, Varsavia, L’Avana, Buenos Aires, Wuhan, Shanghai, Pechino.

Alle persone che hanno partecipato all'esperimento negli scorsi mesi, convocati con bando pubblico, è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali (paura, angoscia, agitazione, collera, tristezza, stupore, eccitazione, piacere, gioia, calma) suoni e rumori prodotti esclusivamente con la voce e con il proprio corpo. Le centinaia di frammenti sonori ottenuti sono stati catalogati e intrecciati dall’artista in composizioni realizzate mediante l’ “autocorrelatore acustico”, un sistema capace di costruire algoritmi e trasformarli in opere grafiche che assomigliano a quadri astratti e variopinti. In questo modo l’opera restituisce un composito e fluttuante ritratto emotivo e internazionale della città.

Con le stesse sonorità, Piero Mottola ha composto l’omonima composizione per coro che verrà diretta dall’autore in occasione dell’inaugurazione della mostra (mercoledì 6 novembre alle 17:30) grazie alla collaborazione di Benedetta Manfriani, dell'Accademia di Belle Arti e del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.

Nelle tre celle al primo piano di MAD è invece esposto un excursus del lavoro dell’artista che  riconduce alle origini delle sperimentazioni degli anni Ottanta e primi anni Novanta sul concetto di “Miglioramento Peggioramento” estetico e delle categorie di “Bello Brutto”, in cui l’artista si poneva il problema della misurazione del processo creativo con pratiche relazionali attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico.

Infine, l'esuberanza cromatica delle opere più recenti, esposte nell'ultima cella, rivela il processo di ricerca dell'artista, volto a restituire partiture visive che rispondono alla ricerca di godimento estetico espressa dal fruitore.

Florentine Voices è realizzata nell'ambito del progetto Città contemporanea Comunità inclusiva sostenuto da Regione Toscana - ToscanaInContemporanea 2019 e Fondazione CR Firenze.

Piero Mottola è artista e musicista sperimentale, docente di Sound Design e Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Roma. Direttore del LER Laboratorio di Estetica del Rumore, la sua formazione avviene nell’ambito della Teoria Eventualista presso il Centro Studi Jartrakor di Roma dove nel 1988 tiene la sua prima personale con gli esperimenti interattivi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”.  Indaga la soggettività e la libera interpretazione del fruitore a strutture visive e sonore attraverso esperimenti e misurazioni. È stato invitato da diverse università internazionali a tenere conferenze e a svolgere master sulla relazione tra rumore ed emozione. I risultati di tali ricerche sono stati pubblicati nel libro Passeggiate emozionali, dal rumore alla Musica Relazionale, presentato in diverse università italiane e internazionali e nell’ambito di trasmissioni culturali della radiotelevisione italiana, Rai Uno, Rai Radio Tre e Radio Cultura Argentina. Queste ricerche sono state presentate anche in diverse istituzioni museali nazionali e internazionali: Palazzo Esposizioni, Roma (1993); MAMBA, Museo Arte Moderno, Buenos Aires (2013); Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2013); MACRO, Museo d’arte contemporanea, Roma (2015, 2017; 2018); Museo Hermann Nitsch-Fondazione Morra, Napoli (2009, 2015, 2019); MAC Museo d’arte contemporanea, Santiago del Cile (2016); Beijing Institute of Graphic Communication (2017); Istituto di Cultura Italiano, Pechino (2017);  Museo della Certosa di S. Lucia, Rome (2018); Museo della Certosa di S. Martino, Castel S. Elmo, Napoli (2018, 2019); CCK Kirchner Cultural Center, Buenos Aires (2019); Istituto Italiano di Cultura, Buenos Aires (2019).

Tutta le informazioni, sia sullo spazio che sulla programmazione, saranno a breve disponibili sul nuovo sito:
www.murateartdistrict.it e sui canali social Facebook e Instagram @MurateArtDistrict