Una foresta digitale che cambia volto al semplice sfioramento delle dita, alimentata dall'intelligenza artificiale: è quella che è comparsa alla Stazione Leopolda di Firenze, dal 17 al 19 aprile, in occasione dell’edizione 2026 del Bright Festival. L’installazione, chiamata “Hypnora”, è firmata firmata dallo studio milanese WOA Studio*.
L’opera - una parete interattiva che utilizza sensori di movimento e modelli AI scritti ad hoc - esplora il confine tra sogno e realtà: toccandola, il pubblico attiva mutazioni in tempo reale, generando un ecosistema digitale vivo che attualizza l'emozione delle favole classiche attraverso la creative technology.
"L'intelligenza artificiale non è un sostituto dell'artista, ma uno strumento per rendere possibile l'impossibile", spiegano Pajola e Asker. “La usiamo per rompere gli schemi, non per fare quello che sapevamo già fare. Oggi un’animazione che avrebbe richiesto mesi di lavoro può essere fatta in una settimana. Ad ogni modo, quando parliamo di alto livello di gamma, l’AI resta un’alleata che non può sostituire l’artista”.
Oltre alla foresta di Hypnora, WOA Studio* presenta a Firenze anche Super Omnia, un’installazione contemplativa che proietta lo spettatore in un viaggio visivo ipnotico tra design generativo e geometrie complesse, smaterializzando lo spazio fisico in una dimensione ultraterrena.
"L'AI si basa su ciò che è già esistito - evidenziano gli artisti - e può gestire la parte ingegneristica, ma le manca la scintilla creativa. Quella sfumatura umana è il nostro valore aggiunto, ciò che trasmette una vera emozione al pubblico".
Per maggiori informazioni: www.brightfestival.com
Foto: Luca Migliore