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martedì 12 maggio 2026

"Eros and Ashes", mostra di Palina Adriana e Yulia Bas allo Spazio Sassetti di Firenze

15-05-2026
Aria Art Gallery presenta "Eros and Ashes", la mostra di Palina Adriana e Yulia Bas, inaugurerà venerdì 15 maggio alle ore 18.00 allo Spazio Sassetti di Firenze, Via dei Sassetti 1. La mostra è curata e organizzata in collaborazione con WHY NAT

Le opere di Palina Adriana e Yulia Bas nascono da un comune punto di rottura, momenti in cui le strutture personali cedono, mettendo in crisi sia le certezze emotive sia i modi consolidati di espressione. Tuttavia, nessuna delle due pratiche considera la perdita come una condizione finale. Al contrario, ciascuna artista affronta la trasformazione come un processo continuo e attivo: un passaggio attraverso la frammentazione verso il rinnovamento, in cui l’identità non viene semplicemente ripristinata, ma si forma nuovamente. Al centro di entrambe le pratiche vi è una ridirezione dell’energia. Ciò che un tempo era proiettato verso l’esterno, verso un altro, verso la stabilità, verso un significato fisso, si volge verso l’interno. In questo movimento, Eros si sposta da forza relazionale a principio interno: una dinamica attraverso cui il sé si ristruttura e si sostiene. La trasformazione qui resiste a una progressione lineare o a una risoluzione definitiva. Si sviluppa in cicli, rifiutando la chiusura e rimanendo aperta a una costante reinterpretazione. In entrambe le opere, dissoluzione e rinnovamento restano inseparabili, coesistendo in un campo condiviso in cui vulnerabilità, incarnazione e ricostruzione convergono.

La serie di Palina Adriana segue un movimento interiore che va dalla dipendenza relazionale verso l’autonomia, articolandosi attraverso fasi emotive di frammentazione, dissoluzione e riformazione. Ogni dipinto segna un momento all’interno di questo ciclo, non come una narrazione fissa, ma come parte di uno stato continuo e ricorsivo del divenire. L’uso di titoli in greco antico non impone un significato preciso, ma apre invece l’opera verso l’esterno, suggerendo tappe di un continuum più ampio pur preservandone l’ambiguità. Questi riferimenti agiscono come punti di accesso piuttosto che come spiegazioni, permettendo all’interpretazione di rimanere fluida e soggettiva.
Il colore occupa un ruolo centrale nella sua pratica, funzionando come espressione diretta degli stati interiori. Una palette dominata da indaco, blu, verde e viola deriva da una percezione profondamente interna, plasmata in parte da un’esperienza sinestetica. Ogni tonalità è calibrata con attenzione e porta con sé una distinta carica emotiva, rendendo il colore quasi tattile, meno una qualità superficiale che un’estensione del corpo.
Questa dimensione fisica è parte integrante del suo processo. Partendo dal movimento, Palina Adriana utilizza il corpo per accedere e individuare l’emozione prima di tradurla in pittura. Le forme si sviluppano attraverso il gesto piuttosto che tramite la rappresentazione, dando origine a figure frammentate che trasmettono stati emotivi più che precisione anatomica. Il corpo diventa un luogo in cui memoria, tensione e trasformazione si intrecciano, mantenendo in equilibrio vulnerabilità e controllo.
Centrale in questo processo è la reintegrazione di Eros, inteso come un’energia maschile precedentemente esteriorizzata, all’interno del sé. Questo ritorno genera un senso di indipendenza che non si oppone all’intimità, ma la approfondisce, radicando l’identità nell’autosufficienza piuttosto che nella definizione relazionale. I suoi dipinti mantengono una sottile tensione tra immediatezza e ritrazione. Pur essendo emotivamente presenti, resistono a una piena rivelazione, preservando uno spazio per la proiezione e l’interpretazione. In questo modo, l’opera evita una risoluzione definitiva, mantenendo la trasformazione come una condizione aperta e continua.

Per Yulia Bas, la rottura innesca non solo un collasso personale, ma anche una frattura del linguaggio artistico stesso. Da questa disintegrazione emerge un nuovo approccio che si sviluppa attraverso l’azione piuttosto che attraverso l’intenzione. I gesti ripetuti del tracciare e sfumare il carbone diventano un modo per confrontarsi con ciò che non può essere pienamente articolato, una negoziazione continua tra controllo e abbandono, presenza e cancellazione. Rifiutando strumenti mediati e l’uso del colore, Yulia Bas lavora direttamente con le mani e con materiali secchi, mantenendo un contatto ravvicinato con la superficie. Il significato non è prestabilito, ma viene gradualmente portato alla luce attraverso il processo. La ripetizione stabilisce un ritmo costante, permettendo all’instabilità di persistere senza risoluzione, mentre traduce il disordine emotivo in una forma di continuità.
Un momento decisivo avviene con l’introduzione del suo abito da sposa. Tagliato e aperto, il capo si trasforma da simbolo di unione in luogo di rottura e trasformazione. Ogni incisione opera simultaneamente come ferita e liberazione, trasformando la memoria in materia e il dolore in forma spaziale. Qui la distruzione diventa produttiva, un’apertura attraverso cui identità e possibilità future possono essere ripensate.
Al centro della pratica di Yulia Bas vi è la consapevolezza che la trasformazione sia al tempo stesso fisica e psicologica. Le opere non rappresentano il cambiamento; lo mettono in atto. Le figure appaiono divise ma vitali, sospese all’interno di spazi vasti e instabili che collocano il sé come insieme fragile e resistente. In questo contesto, Eros e Ashes non sono forze opposte, ma stati interdipendenti. Eros agisce come forza di espansione, desiderio e vitalità, mentre le ceneri indicano ciò che rimane dopo la dissoluzione. Yulia Bas colloca il proprio lavoro precisamente nella loro intersezione, dove la frattura diventa una condizione necessaria per il rinnovamento e dove il sé viene continuamente rimodellato attraverso il proprio stesso disfacimento.

Palina Adriana (1993) ha sviluppato fin da giovane una solida base nel disegno e nella pittura, mantenendo una pratica indipendente continua parallelamente agli studi di fashion design womenswear presso il Central Saint Martins a Londra. Dopo la laurea, ha lavorato come designer per case di moda internazionali come Alexander McQueen, Balmain e Marchesa tra Londra, Paris e New York City. Dopo il trasferimento in Switzerland, ha ampliato la propria pratica alla fotografia di
moda e all’art direction, affinando ulteriormente il proprio linguaggio visivo. Nel 2021 si è trasferita a Florence, dove ha continuato a sviluppare la propria ricerca in dialogo con la Florence Academy of Art. Nel 2024 ha formalmente consolidato la propria pratica artistica, tornando alla pittura come mezzo principale. Da allora il suo lavoro è stato presentato in mostre a Paris e Zurich. Attualmente residente a Florence, la pittura di Palina si muove tra astrazione e figurazione, combinando passaggi espressivi e gestuali con momenti di intenso realismo.

Nata a Moscow nel 1986, Yulia Bas ha intrapreso studi artistici fin dalla giovane età. Dopo aver conseguito il diploma in architettura, si è trasferita nell’Europa occidentale. Oggi vive a Barcelona, in Spain. Nel 2008 lei e il suo partner hanno fondato uno studio di yacht design di successo. Poco dopo si sono trasferiti prima in Italy e successivamente in Spain. Alcuni anni fa, dopo oltre un decennio nel design, ha riscoperto la propria passione per l’arte, dedicandosi a studi privati e collaborazioni con artisti, curatori e storici dell’arte. Yulia ha instaurato collaborazioni con gallerie internazionali, esponendo il proprio lavoro in mostre personali e collettive, inclusa una presentazione presso Christie's a Londra, oltre a partecipare a diverse fiere d’arte. Le sue opere sono oggi acquisite da collezioni in tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni: www.ariaartgallery.com - info@spaziosassetti.com