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sabato 25 luglio 2026

"Tyrrehenòs e Sardò", opere del Museo Archeologico di Firenze in mostra a Cabras

24-07-2026

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze con le sue collezioni tra le più rilevanti dell’archeologia etrusca è protagonista della mostra “Tyrrehenòs e Sardò, principi Etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce" visitabile fino al 9 dicembre 2026 al Museo Civico "Giovanni Marongiu" di Cabras, realizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Comune di Cabras. Un viaggio scientifico e culturale di altissimo profilo nel Mediterraneo antico che mette a confronto le aristocrazie etrusche e nuragiche durante il periodo Orientalizzante, unendo reperti d'eccellenza provenienti da diversi musei italiani, con una significativa selezione dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Il progetto espositivo è realizzato con il coordinamento di Villagio Globale International.

A delineare il valore scientifico i curatori della mostra, rappresentati da Paolo Giulierini (co-curatore insieme a Raimondo Zucca, Daniele Federico Maras e Giorgio Murru): “La mostra è un’occasione unica per mettere a confronto, tramite straordinari reperti, le aristocrazie etrusche e sarde in un momento in cui i ceti dirigenti si riconoscevano per comuni stili di vita. Mai come in quel tempo il Mare Sardo fu uno straordinario elemento di connessione tra le due coste; non a caso l’immagine della mostra è una barchetta nuragica rinvenuta a Vetulonia, in Etruria”.

La mostra nasce dalla collaborazione della Fondazione Mont’e Prama con il Museo Archeologico di Firenze da cui arrivano alcuni dei reperti più significativi: “Grazie a questo incontro tra Firenze e Cabras - conclude con entusiasmo Daniele Federico Maras, Direttore del Museo - ritorna in scena l’antica alleanza tra Etruschi e Sardi, che già migliaia di anni fa superarono le barriere fisiche, linguistiche e culturali e posero le fondamenta per la civiltà mediterranea ed europea. Una mostra-evento come quella che si apre ora è il segno del ruolo identitario di un museo nazionale, che uscendo dalle proprie mura contribuisce a promuovere la cultura anche al di là dei confini regionali e offre nuove prospettive sul patrimonio culturale a un pubblico sempre più vario e integrato”.

La mostra è all’interno della nuova Sala dei Giganti del Museo, la cui superficie è stata ampliata fino a raggiungere i 1500 metri quadrati. Il Presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, ha sottolineato il valore strategico della nuova ala: “Dopo l’apertura della mostra temporanea, che per la prima volta vede riuniti tutti i Giganti a Cabras, abbiamo l’onore di inaugurare la futura Sala dei Giganti con una nuova esposizione di grandissimo interesse scientifico e culturale che ci racconterà i legami antichissimi fra i sardi e gli etruschi”.

La mostra “Tyrrhenòs e Sardò. Principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” nasce dall’alleanza tra la Fondazione Mont’e Prama e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, allo scopo di illustrare l’antichissima relazione stretta tra le due sponde del Mare Tirreno, che vide protagoniste la grande civiltà sarda all’epoca dei Giganti e la nascente potenza etrusca tra le età Villanoviana e Orientalizzante. Una rete di contatti interculturali, all’alba del primo millennio, che gettò le basi per la cultura italiana ed europea, in un quadro mediterraneo più aperto alla mobilità e agli scambi di quanto si immagini oggi. Nel percorso della mostra, il visitatore si sentirà trasportato nel mare, racchiuso tra la costa etrusca, dove oggetti di produzione sarda furono importati in contesti funerari etruschi tra X e VII secolo a.C., e l’isola “dalla vena d’argento” (come i Greci soprannominarono un tempo la Sardegna), dove numerosi materiali etruschi sono il documento di un’antica consuetudine e permeabilità culturale.

Le navicelle di bronzo sarde trovate in Etruria – tra le quali la più bella dalla Tomba del Duce di Vetulonia – sono il segno concreto di quella frequente navigazione che congiungeva popoli diversi in una cornice culturale comune. Infine, l’incontro tra la grande scultura monumentale sarda, rappresentata dai Giganti di Mont’e Prama, e la scultura etrusca delle origini, rappresentata dalle statue di Casale Marittimo e di Vetulonia, mostra ancora una volta l’aspetto umano delle immagini del passato, con una insospettata condivisione dei modi di vivere e di sentire, che ancora oggi ci coinvolge e commuove al di là della barriera del tempo.

Sarà la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C. tra i Greci di Focea e una flotta etrusca e cartaginese a stabilire i nuovi equilibri nel Tirreno. Questi ultimi, vittoriosi, si spartiranno le rispettive aree di influenza e da questo momento la Sardegna diverrà progressivamente una colonia cartaginese. L’esposizione dimostra come la Sardegna, in quanto isola, non è mai stata isolata, ma è stata da sempre protagonista di una rete culturale mediterranea, alla quale ha contribuito attivamente sin da epoche remote.

Per maggiori informazioni: https://maf.cultura.gov.it