Un movimento di poeti che intende misurarsi con la dimensione storica del nuovo millennio: i cambiamenti antropologici conseguenti a fenomeni quali l’inurbamento massiccio della popolazione e l’imperio di oggetti e nuove tecnologie sugli esseri umani; con la ritirata della natura a vantaggio dell’artificiale. Facendo appello a «cifre formali» all’altezza di una «svolta millenaria che ha messo a soqquadro le categorie e le modalità stesse della conoscenza»: dalle “similitudini rovesciate”, in cui la natura non è più il termine di paragone, alla “accumulazione caotica” quale versione privilegiata della specie retorica dell’enumerazione.