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sabato 05 dicembre 2020

"Stante i tempi che corrono...", il docufilm di Leandro Giribaldi alla Biblioteca delle Oblate

05-11-2019

La guerra di trincea sul Carso, l’inutile e insensata strage, la prigionia nell’Impero austro-ungarico. Martedì 5 Novembre, alle ore 17.00, è in programma la proiezione del film documentario "Stante i tempi che corrono dal diario del soldato Benedetto Ciabatti (1917-18)" di Leandro Giribaldi per un nuovo incontro del ciclo "La tua storia la nostra storia", a cura dell’Archivio Storico del Comune di Firenze, in programma nella Sala Storica della Biblioteca delle Oblate (Via dell'Oriuolo 24) per valorizzare le testimonianze di vita personale e familiare come momenti della più vasta vita della comunità. La storia della città raccontata attraverso la storia dei suoi cittadini.

Il documentario racconta le vicissitudini del calenzanese Benedetto Ciabatti (1880-1941), soldato dell'esercito italiano nella prima guerra mondiale, attraverso il suo diario inedito, uno dei pochissimi diari italiani scritti da soldati semplici. Dalla cattura, avvenuta il 19 maggio 1917 sui monti vicentini della Val Posina, alla prigionia nel campo austriaco di Sigmundsherbergh, fino alle terribili condizioni di lavoro nelle campagne ungheresi, dove fu spedito insieme a cinque compagni di sventura.

Il racconto di Benedetto permette di allargare gli orizzonti della sua storia personale, gettando una luce nuova sulle condizioni dei prigionieri italiani durante la prima guerra mondiale. Il diario che Benedetto tenne sempre gelosamente con sé (e non fu quindi sottoposto a censura) permette di capire, ad esempio, la paura provata dai soldati italiani sia delle baionette austriache, sia del fuoco "amico" italiano, una volta catturati, cosa impossibile da raccontare in quel periodo, quando, per questo, si poteva essere tacciati di disfattismo e tradimento. Oppure, l'attesa spasmodica dei "pacchi-pane" che i prigionieri aspettavano ansiosamente dai familiari nei lunghi mesi di prigionia a Sigmundsherbergh, dove da mangiare c'era solo acqua cotta con "due foglie di cavolo o cinque fagioli". Infatti, l'esercito e lo stato italiano non aiutavano i prigionieri italiani che, solo per il fatto di essere stati catturati, erano considerati alla stregua dei traditori e dimenticati.

Leandro Giribaldi, nato a Calenzano, vive e lavora a Firenze. E' stato allievo di Ermanno Olmi a "Ipotesi Cinema" di Bassano del Grappa. Collabora da anni con l'Azienda Sanitaria di Firenze, per conto della quale realizza cortometraggi di argomento sociale. Ha collaborato dal 2001 al 2011 con il comune di Rosignano Marittimo, per il quale ha realizzato i documentari delle mostre che si tenevano al Castello Pasquini di Castiglioncello. Collabora con l'Istituto Francese di Firenze, con il Cinema Castello di Firenze, con la Biblioteca di Sesto Fiorentino, dove da alcuni anni tiene corsi di storia del cinema. Ha realizzato come sceneggiatore e regista numerosi cortometraggi e documentari.

L’Archivio Storico del Comune di Firenze raccoglie, in archivi digitali, le foto di famiglia, gli scritti e i documenti dei cittadini che intendono contribuire al progetto per mettere a disposizione deglistudiosi alcune testimonianze di vita, prezioso (e, a volte, necessario) complemento percapire e ricostruire, accanto alla storia istituzionale, la storia sociale della città.

Per maggiori informazioni: https://cultura.comune.fi.it/pagina/archivio-storico