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lunedì 27 maggio 2024

Gabinetto Vieusseux: i vincitori del premio di letteratura per ragazzi Laura Orvieto

12-12-2023
Sono Franco Matticchio con "Bambini nascosti" e Anna Sarfatti con "Il nido del tempo" i vincitori del premio di letteratura per ragazzi Laura Orvieto edizione 2021-2023. Il premio è istituito nel 1953 dal Vieusseux in collaborazione con la Fondazione ‘Premio Laura Orvieto’ per riscoprire la figura della scrittrice ribelle e coraggiosa di cui il Gabinetto Scientifico letterario conserva l’archivio. Dedicato a testi editi, il premio ha come obiettivo quello di valorizzare la letteratura per ragazzi ed è diviso in due sezioni: una destinata ai bambini tra i 6 e gli 11 anni e una ai ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Ha da sempre avuto giurie eccellenti, da Gianni Rodari e Diego Valeri a Gianna Manzini e Geno Pampaloni, e ha esercitato nel tempo una forte attrazione editoriale intorno ai suoi vincitori. Per l’edizione 2021 - 2023 sono state inviate dagli editori oltre 150 proposte.

A consegnare i premi, presso l’Altana di Palazzo Strozzi, sono stati i componenti della giuria, presieduta da Agata Diakoviez (consulente libraria) e composta da Teresa Porcella (autrice, editor), Silvia Serra (IBBY International Board on Books for Young People Italia), Maria Novella Todaro e Matteo Biagi (insegnanti).

Franco Matticchio con ‘Bambini nascosti’ (Vànvere 2023) ha vinto per la sezione 6 -11 anni e Anna Sarfatti con ‘Il nido del tempo’ (Giunti 2023) per la sezione 12-15 anni.

"Bambini nascosti" di Franco Matticchio. L’autore è uno dei più noti e apprezzati disegnatori del panorama editoriale italiano. Ha collaborato, fra gli altri, con Linus, Linea d'Ombra, L'Indice, Ventiquattro, Internazionale, Gioia Casa, Lo Straniero, oltre a disegnare copertine per la casa editrice Garzanti e per il New Yorker nel 1999. Sua la sigla animata del film “Il Mostro” di Roberto Benigni, del 1994. Un libro per giocare a nascondino scoprendo in ogni pagina i bambini di Franco Matticchio. Nascosti tra i rami degli alberi, dietro le porte, sotto i cuscini, negli armadi e altrove. Tanti bambini dai nomi evocativi che si celano con imprevedibili travestimenti o in improbabili luoghi. Progetto grafico di Guido Scarabottolo.

"Il nido del tempo" di Anna Sarfatti. Una storia vera, intima e universale al tempo stesso, che ripercorre con ostinata grazia una delle pagine più nere della storia: la shoah e i suoi esuli. Un ricordo d’amore capace di attraversare il tempo, un gioco d'infanzia che diventa, che resta, esso stesso infanzia. Margherita gioca nelle Mozzafiato, la squadra di calcio femminile del suo paesino in Toscana e ha una grande passione che ha ereditato dal nonno: lavorare il legno. A scuola va così e così, soprattutto in inglese, e sta prendendo malissimo la separazione dei suoi genitori. Va pazza per gli smalti strani e la sua migliore amica è Aziza, compagna di squadra bullizzata per il suo look vecchio stile e la sua linea non perfetta. Lisa è stata una ragazzina come loro, molti, molti anni prima, ma ha dovuto affrontare una realtà assai diversa - il dramma della discriminazione attuata dal regime fascista contro gli ebrei con le leggi razziali e, successivamente, con la persecuzione. Una violenza che ha significato per lei l’esilio della sua famiglia e una tragedia che le si è bloccata nel cuore. Adesso è una vecchia signora che talvolta dà ripetizioni di inglese ai ragazzi in difficoltà come Margherita. Le loro strade stanno per incontrarsi e un’antica casa delle bambole, testimone di una storia che deve essere raccontata, farà da tramite tra le due generazioni, per preservare la memoria e ritrovare in questa condivisione conforto, fiducia, e una nuova consapevolezza di sé stessi e del mondo.
Anna Sarfatti è nata e vive a Firenze, dove ha insegnato nella scuola primaria e in quella dell’infanzia. È scrittrice di libri per i bambini, ma anche di saggi e articoli in ambito pedagogico e didattico. È impegnata nella ricerca di percorsi e strumenti per promuovere la cultura dei diritti e della cittadinanza attiva tra i bambini. Dal 1992 ha cominciato a tradurre, per Giunti, i libri del Dr. Seuss, un mito della letteratura per l’infanzia, restituendo ai testi italiani rime, ritmo e gioco. Sempre per Giunti ha pubblicato gli albi Se vuoi la pace e Come stai, fiume?, il romanzo Capitombolo sulla terra, oltre a numerosi altri titoli. Ha inoltre scritto l’introduzione all’edizione Giunti del Diario di Anne Frank. Il nido del tempo è ispirato alle vicende della sua famiglia, vittima delle leggi razziali durante il regime fascista.
 

Notizie sul Premio e sulla sua fondatrice Laura Orvieto

Nel 1911, Bemporad, la casa editrice di Pinocchio e Gian Burrasca, pubblicava un libro destinato a diventare un classico: Storie della storia del mondo di Laura Orvieto. Opera di grande successo - settantamila copie vendute tra il 1911 e il 1938 - tradotta in moltissime lingue, rivelava un talento fuori dal comune nel raccontare storie che incanteranno i bambini di tutto il mondo.
Laura Orvieto era nata a Milano nel 1876 da una famiglia della borghesia ebraica cittadina e si era trasferita a Firenze dopo il matrimonio con Angiolo Orvieto, poeta e fondatore della rivista “Il Marzocco”. Erano gli anni di frequentazioni eccellenti: tra gli altri, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello, Sibilla Aleramo e Amelia Pincherle Rosselli. Il primo dei suoi numerosi libri per ragazzi fu Leo e Lia. storia di due bambini italiani con una governante inglese, pubblicato nel 1909 da Bemporad. La nascita e la morte, la parità dei sessi, la religione, tutti temi delicati e profondi affrontati con uno spirito laico e idee pedagogiche all’avanguardia, tanto che il volume nel 1929 ebbe problemi con la censura fascista. Ma è due anni dopo, nel 1911, che venne pubblicato il suo libro più famoso, vero e proprio best seller dell’epoca e diventato ben presto un classico anche fuori d’Italia: Storie della Storia del mondo, dove le leggende e gli eroi dell’antica Grecia vengono raccontate con uno stile affabile e vivace in grado di affascinare ancora i bambini del nostro tempo.
È proprio per riscoprire questa scrittrice ribelle e coraggiosa che il Gabinetto Vieusseux, che conserva l’archivio delle sue carte, in collaborazione con la Fondazione ‘Premio Laura Orvieto’, dal 1953, anno della morte della scrittrice, le dedica l'omonimo Premio letterario legato alla valorizzazione della letteratura per ragazzi. Da sempre il Premio ha avuto giurie eccellenti –  Gianni Rodari e Diego Valeri, Gianna Manzini e Geno Pampaloni – e ha esercitato una forte attrazione editoriale intorno ai suoi vincitori. Dedicato a testi editi, è diviso in due sezioni: un’opera destinata ai bambini tra i 6 e gli 11 anni e un’opera per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. L’iniziativa ha avuto anche quest'anno un grande successo, con più di 150 proposte inviate dagli editori.


Per ulteriori informazioni: www.vieusseux.fi.it - www.premiolauraorvieto.it


(fonte: Ufficio Stampa del Comune di Firenze)