Nelle sue tele vive la luce di Firenze in riva d’Arno all’Albereta, oggi parco fluviale e nell’Ottocento angolo lontano di una città desiderosa di essere ritratta com’era e non come avrebbe dovuto essere nei più convenzionali dipinti artistici. Giovanni Fattori, livornese, incisore e pittore della “Macchia” cercava nel vero il racconto della modernità affidandosi anche all’aiuto e all’amicizia sincera e spontanea della concittadina Anna Franchi, giornalista, romanziera e pioniera nell’attivismo per l’emancipazione femminile nel suo impegno per il diritto di voto, giusto salario e il pieno riconoscimento civile e politico delle donne. La Franchi dedica volentieri la sua penna combattiva a raccontar l’arte e soprattutto la vita dell’amico pittore in pagine piene di riferimenti personali e familiari che nel 1910 diventano una biografia anti letteraria intitolata semplicemente Giovanni Fattori.