Proseguono le celebrazioni per i 140 anni della Casa Editrice Olschki. Sabato 6 giugno 2026, alle ore 18.30 al Bevedere di Villa Bardini, a Firenze, Valerio Cappozzo, Claudio Giunta, e Paolo Nori saranno protagonisti di Dante Globale, un evento realizzato in collaborazione all’Associazione Wimbledon APS nell’ambito della IX edizione del festival “La città dei Lettori”, manifestazione di Fondazione CR Firenze a cura di Associazione Wimbledon APS, con la direzione artistica di Gabriele Ametrano
Tre voci autorevoli per una riflessione sulla fortuna contemporanea di Dante e della Commedia nel panorama internazionale: dall’America, dove il poema è stato letto anche come racconto di giustizia e redenzione civile, alla Russia, che ha fatto di Dante uno dei simboli della cultura italiana, fino all’Estremo Oriente, dove la ricezione dell’opera si è intrecciata a traduzioni, fraintendimenti e riscritture culturali. Un percorso per comprendere perché il Poeta continui, ancora oggi, a parlare al mondo.
La storia stessa di Olschki nasce sotto il segno di Dante. Nel 1883, Leo Samuel Olschki, figlio di un tipografo prussiano, approda in Italia mosso dalla passione per la cultura umanistica e, soprattutto, per l’opera dantesca. Pochi anni dopo, nel 1886, fonda la libreria antiquaria editrice L. S. Olschki, destinata a diventare uno dei principali punti di riferimento dell’editoria culturale europea e non solo. Per Leo, cittadino “europeo” ante litteram, Dante non rappresentava soltanto una pietra miliare della cultura occidentale, ma anche il fondamento civile di una moderna “Repubblica delle Lettere”, capace di superare i confini nazionali, e delle divisioni culturali in essere.
Nel solco di questa tradizione, nasce Dante Globale, dedicato alla fortuna dell’Alighieri - a partire dalla Commedia - in America, Russia ed Estremo Oriente, tre aree decisive per comprendere gli equilibri culturali e geopolitici del presente. Tre prospettive diverse attraverso cui osservare la vitalità dell’opera dantesca nel mondo contemporaneo e le molte interpretazioni, riletture e appropriazioni culturali che essa continua a generare.
Ciascuno dei tre relatori, Valerio Cappozzo, Paolo Nori e Claudio Giunta, ospiti di questo evento, indagherà uno dei tre àmbiti citati:
Dante e l’America, a cura di Valerio Cappozzo: «La diffusione della Divina Commedia in Nord America inizia con la traduzione di Henry Wadsworth Longfellow nel 1867, che rende Dante accessibile all’élite bianca e successivamente a un pubblico più ampio, compresa la comunità afroamericana. In questo contesto, il poeta fiorentino viene riletto come simbolo di giustizia e dei diritti civili, inserendosi in una storia culturale segnata prima dalla schiavitù e poi dalla segregazione razziale. Oggi l’opera di Dante è utilizzata anche in ambito educativo e carcerario negli Stati Uniti, dove il viaggio dantesco continua a essere uno strumento per esplorare percorsi di redenzione personale».
Dante e la Russia, a cura di Paolo Nori: «Parlerò di Dante visto dai russi. I russi nutrono un inspiegabile pregiudizio positivo, nei confronti dell’Italia; se si parla di Dante, questo pregiudizio diventa spiegabile; non ci sorprende che Anna Achmatova e Osip Mandel’štam imparino l’italiano per leggere Dante in originale, e che Mandel’štam, su Dante, scriva un discorso nel quale dice che la lingua italiana è la più dadaista delle lingue romanze e che, con l’opera di Dante, la lingua italiana entra nell’arena mondiale come un tutto organico, un sistema, e, con Dante, scrive Mandel’štam, “la più dadaista delle lingue romanze si aggiudica il primo posto al mondo”».
Dante e l’Estremo Oriente, a cura di Claudio Giunta: «La storia del rapporto tra Dante e l’estremo oriente è una storia di fantasmi: perché Dante aveva un’idea di quella regione del mondo completamente diversa dalla nostra; e perché per ovvie ragioni ci sono voluti secoli perché la Commedia trovasse la strada della Cina (e del Giappone), e – per ragioni altrettanto ovvie – non senza semplificazioni e fraintendimenti. Proveremo a dare un po’ di corpo a questi fantasmi».
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su https://fondazionecrfirenze/fondazioneperte e www.lacittadeilettori.it
Per maggiori informazioni: www.olschki.it