Dal 13 ottobre 2026 inaugura alla Libreria Brac di Firenze, Via de’ Vagellai 18 r, Scripta. L’arte a parole, quest’anno giunta alla sedicesima edizione. Il titolo scelto per le attività di Scripta 2026 è “Vista Mare”.
“Questa locuzione, comune nella promozione delle case per la villeggiatura e così insolita per Firenze - spiega il curatore Pietro Gaglianò - è un augurio e un programma di intenti. L’augurio è quello di avere sempre la possibilità di affacciarsi su un orizzonte sconfinato, di guardare il mare per nutrire l’immaginazione e per emancipare lo sguardo. Il programma di intenti è quello di un’educazione estetica che sia attenta agli spazi non convenzionali e ai sentieri meno battuti, a chi si trova oltre il nostro orizzonte geografico, sociale, linguistico. Al di là del mare c’è sempre una storia da conoscere, una voce da ascoltare, un mondo con il quale entrare in contatto. Il progetto Scripta coinvolge artisti e studiosi invitandoli a tenere presente la “vista mare” come soglia, come partenza, come approdo. Di primaria importanza, in questo mare dalle molte sponde, è il coinvolgimento dei pubblici, degli studenti, dei giovani artisti.”
Particolarmente nutrita e articolata, l’edizione di quest’anno si estenderà ai primi mesi del 2027, toccando diversi luoghi, dando voce a una pluralità di linguaggi, di pubblici e comunità, valorizzando la produzione artistica e culturale con particolare attenzione al sostegno degli artisti, sia affermati sia appartenenti alle nuove generazioni.
Protagonista della prima iniziativa di Scripta sarà, il 13 ottobre alle ore 18.30 alla Libreria Brac, Nicholas Mirzoeff con il libro Vedere nell’oscurità. Palestina e attivismo visuale, pubblicato quest’anno da Meltemi.
Dal 7 ottobre 2023, il mondo ha assistito in diretta alla tragedia della Striscia di Gaza, grazie a video sotto le bombe, macerie e corpi senza vita ripresi in tempo reale sui social: immagini spesso oscurate o peggio rimosse.
Per la prima volta nella storia, un genocidio è visibile mentre accade, frame dopo frame, grazie ai filmati dei palestinesi stessi. La violenza coloniale si mostra così in tutta la sua brutalità, ma allo stesso tempo viene astratta, normalizzata e spettacolarizzata.
L’autore, docente alla New York University e tra i massimi studiosi di cultura visuale, critica con ferocia lo “sguardo bianco” suprematista, consolidato da droni, checkpoint e algoritmi, che vedono senza entrare in relazione; e a questo oppone una pratica radicale: “vedere nell’oscurità”, ovvero scavare nelle macerie – materiali e digitali – per ricostruire ciò che i poteri forti vogliono rendere invisibile, così da educare lo sguardo alla solidarietà e alla resistenza.
La Libreria Brac, da sempre sponsor e partner della rassegna, ospiterà nel mese di novembre, l’artista Elena Bellantoni per un progetto in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Brac. Dedita al lavoro con le comunità, Bellantoni realizzerà un’opera site specific per la Libreria Brac legata alla sua ricerca recente sui mantelli parlanti: il lavoro dell’artista sarà ispirato agli orizzonti del mare e a quelli della resistenza. L’opera sarà presentata il 14 novembre alle ore 18.30.
Una delle finalità di Scripta. L’arte a parole è il sostegno alle professionalità nell’ambito della critica, della ricerca e della curatela, favorendone la visibilità, sostenendo la ricerca oltre a creare occasioni formative e di approfondimento. Il progetto attribuisce un ruolo centrale alla condivisione dei saperi tra arte contemporanea e questioni sociali.
Con questi fini è nato il Premio Scripta per la giovane critica d’arte. Giunto alla quinta edizione, in collaborazione con la casa editrice Gli Ori, è aperto a studiose e studiosi under 35. I candidati devono proporre un progetto di ricerca indipendente su arte contemporanea e studi sociali da sviluppare in un saggio. In palio una borsa di studio da 2000 euro e la pubblicazione del saggio nella collana I limoni in uscita nel 2027. Il bando sarà aperto dal 19 ottobre al 19 novembre. La giuria quest’anno è composta da Olga Gambari, curatrice indipendente, critica d’arte e giornalista, Lorenza Pignatti, critica d’arte e docente di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Naba, Annalisa Sacchi, Professore Ordinario di Estetica del teatro allo Iuav, oltre che dall’editore de Gli Ori Paolo Gori e da Pietro Gaglianò, il vincitore verrà annunciato il 3 dicembre alla Libreria Brac. Per l’occasione sarà presentato il libro di Rokhaya Sofia Thiam, Black Matter. Di rappresentazioni della Blackness e altre materie oscure, Gli Ori 2026, vincitrice della passata edizione. Il libro riflette sul concetto di blackness in quanto “materia oscura”, provando a rileggere quest’ultima in termini di una vera e propria sostanza che, seppure invisibile, è riuscita a contaminare l’intero campo visuale, dalle arti alle narrazioni collettive.
Si conferma, inoltre, per il terzo anno, la collaborazione con SRISA - Santa Reparata International School of Arts dove il 13 novembre si terrà una masterclass, aperta a studenti e studiosi sotto i 35 anni, incentrata sulla scrittura critica analizzando temi, processi e supporti. Il percorso sarà tenuto da Daniel Borselli e Pietro Gaglianò. Saranno coinvolti, grazie alla SRISA, docenti, studenti e artisti emergenti statunitensi.
La programmazione della rassegna ha sempre ospitato una pubblicazione d’artista: numerosi sono stati in passato gli artisti che hanno presentato i loro progetti editoriali. Protagonista per questa edizione sarà Cesare Viel con Si può tremare per una frase. Testi performativi 1990-2024. Il volume, edito da Postmedia, raccoglie i testi performativi di Cesare Viel, scritti in trent'anni di attività artistica. Trenta testi scelti e ordinati cronologicamente, concepiti per essere agiti dall'artista, da solo o insieme ad altri performer, secondo diverse modalità operative: lecture, performance, video, interventi audio, installazioni ambientali, dispositivi relazionali. L’artista incontrerà il pubblico della Libreria Brac venerdì 15 gennaio alle ore 18.30.
A febbraio è in programma anche la presentazione del volume Paesaggi integrati. Arte contemporanea come progetto del territorio di Maria Giovanna Mancini (Gli Ori, 2025): una ricerca sul paesaggio come “nesso critico”, attraversato insieme alle visioni degli artisti, che ne diventano la “guida emozionale, intellettuale, relazionale”. Il libro tesse così una rete di collegamenti tra la recente storia normativa, dalla scala dell’UE a quella regionale, e la capacità degli artisti e delle comunità di elaborare, recepire, rilanciare forme del vivere insieme: “operatori della cultura hanno avviato in Italia progetti che non solo trovano nello spazio comune il luogo privilegiato ma, fuoriuscendo dalla città, trovano nelle fasce periurbana e rurale i luoghi di approdo”.
La consolidata collaborazione con il circuito dei circoli Arci nell’area fiorentina si è concentrata in questi anni nella condivisione di percorsi con la frangia più giovane e aperta alla sperimentazione che abita le Case del Popolo. In sette anni di collaborazione con Arci (e dieci circoli coinvolti) si è creata una rete di opere, una mappa alternativa del contemporaneo che vive quotidianamente nell’interazione con le comunità dei circoli e che restituisce a questi stessi centralità nel paesaggio culturale in una prospettiva trasversale: qualcosa che rinnova la straordinaria sintesi dell’interazione sociale in Toscana. Anche questa edizione vedrà coinvolti due circoli ARCI cittadini: il Circolo ARCI fra i Lavoratori di Porta al Prato e il Circolo “Vie Nuove”.
Al circolo Vie Nuove, Firenze, l’artista e performer Marco Mazzoni, a partire da dicembre, realizzerà un progetto sulla grammatica del corpo e del disegno. Sarà coinvolto Demis Rosa nel coordinamento del progetto. Gli esiti saranno presentati nel corso di un evento pubblico conclusivo il 6 febbraio. Per l’occasione verrà presentato il libro di Teresa Macrì Stato di incanto, edito da Postmedia, dedicato alle intersezioni tra danza, non-danza, post-danza e performance art, attraverso la contaminazione delle discipline che negli ultimi decenni si è via via concretizzata nell'universo del sapere.
Al Circolo Arci di Porta al Prato, Firenze, l’artista e docente Paolo Parisi, con Marta Fumanti e Antonio Vasquez, realizzerà un laboratorio partecipato a partire dalla storia e degli abitanti del circolo. Il progetto, che vede la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, si sintetizza in un percorso formativo che nei primi mesi del 2027 impegnerà gli studenti dell’Accademia. Ne nasceranno un’installazione permanente e alcune azioni che saranno presentate nel corso di un evento pubblico il 13 marzo.
Contestualmente sarà presentato il libro di Maria Pia Guermandi Restituire. L’elefante nella stanza dei musei occidentali, Nomos edizioni 2026. Il volume rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l’idea occidentale di patrimonio culturale e di universalismo museale: un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.
Infine, da gennaio 2027, saranno disponibili i nuovi episodi del podcast Parlami di Lei.
Il podcast dà voce a sei personalità dell’arte e della cultura declinando in modo inedito riflessioni di carattere filosofico, estetico, politico sull’arte.
Per maggiori informazioni: https://lnx.scriptafestival.it