Chiusi i teatri, ridotti i set cinematografiche e televisivi. Per gli operatori dello spettacolo, in particolare dello spettacolo dal vivo, il momento resta oltremodo difficile e non solo per una questione economica, comunque rilevante, ma per il senso stesso del loro lavoro, oltremodo annichilito dagli eventi. Un mestiere, quello dell’artista, che per molte di queste “strane” creature equivale a una vera e propria vocazione, a un servizio pubblico, indispensabile per la mente e lo spirito del genere umano, ma che tuttavia, e ciò nonostante, continua a non rientrare, almeno in apparenza, tra le priorità per la ripresa di un’esistenza piena e completa. Preso atto di ciò c’è chi comunque prova a organizzarsi, per arrivare a quel pubblico da cui è stato brutalmente allontanato.