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mercoledì 04 marzo 2026

"Uno spettacolo di Leonardo Manzan" di Leonardo Manzan al Nuovo Rifredi Scena Aperta

06-03-2026
Venerdì 6 e sabato 7 marzo 2026, alle ore 21.00, il Nuovo Rifredi Scena Aperta (Via Vittorio Emanuele II, 303) ospiterà "Uno spettacolo di Leonardo Manzan" di Leonardo Manzan,  Rocco Placidi e Paola Giannini con Leonardo Manzan, Beatrice Verzotti. Leonardo Manzan trasforma il teatro nella sala di un museo di arte contemporanea e mette in scena un vernissage in cui l'artista espone sé stesso come opera d'arte. Dopo il successo dello spettacolo-concerto "Cirano deve morire", il giovane autore e regista torna al Nuovo Rifredi Scena Aperta con "Uno spettacolo di Leonardo Manzan", un esperimento provocatorio e stimolante per riflettere sul ruolo dell'artista e dell'arte.
È uno spettacolo sul dramma di chi dice “io” senza nessuno che gli risponda “tu” e sulla mediocrità che si autocelebra. Un attacco ai luoghi comuni dell'arte contemporanea e un tentativo disperato e sentimentale di ristabilire il principio dell'eccezionalità dell'artista, negando la democrazia nel campo dell'arte.
Leonardo Manzan invita gli artisti a riprendersi con arroganza la scena, per uccidere il personaggio protagonista del teatro di oggi: il “perdente di talento”.

Al Nuovo Rifredi Scena Aperta, Leonardo Manzan allestisce un vernissage che si presenta così: «Ogni opera d’arte potrebbe intitolarsi autoritratto». Per questo, accoglie il pubblico in piedi su un piedistallo. «Benvenuti. È un vero onore essere qui». Dice. Sottinteso: per voi. In questa mostra, che diventa spettacolo, Manzan espone sé stesso come opera d’arte. Una parodia dell’autofiction che riflette sul problema del culto di sé in assenza di sé. Un tentativo disperato di ristabilire il principio dell’eccezionalità dell’artista e negare la democrazia nel campo dell’arte. Perché c’è un motivo per cui lui è sul piedistallo e noi no. Dunque, completamente nudo su quel piedistallo, accolto da una guida museale (Beatrice Verzotti), Leonardo Manzan trasforma il suo corpo in opera vivente. Da qui prende forma un cabaret di assurdità e provocazioni: uno sguardo lucido, ironico e spietato sul culto narcisistico dell’autore. Tra battute sull’arte contemporanea, riflessioni sulla spettacolarizzazione del sé e momenti di interazione surreale, Manzan costruisce una satira affilata che restituisce l’autoritratto distorto di un’intera generazione creativa. Il pubblico, coinvolto in questo gioco dissacrante, partecipa a un’asta finale in cui si “vendono pezzi” dell’artista.
Un tentativo disperato di ristabilire il principio dell’eccezionalità dell’artista e negare la democrazia nel campo dell’arte: un invito feroce e liberatorio a risalire sul piedistallo, a riprendersi la scena, a uscire dal cliché del “perdente di talento”.

Perché vederlo?
Un esperimento spietato e lucido sul bisogno di essere visti e sul vuoto che ne deriva.

Biglietti
Intero € 19
Ridotto Over65 e Convenzioni € 17
Ridotto Soci e Unicoop Firenze € 16
Ridotto Under35 e Abbonati € 15
I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita.
Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto.

Biglietteria
Aperta dal lunedì al sabato, ore 16 – 19
È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria.


Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it


(photo credits: Jacopo Salvi)