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domenica 05 aprile 2026

"Ánghelos", lo spettacolo di Roberto Latini al teatro Nuovo Rifredi Scena Aperta di Firenze

08-04-2026
Al teatro Nuovo Rifredi Scena Aperta di Firenze, dall’8 all’11 aprile 2026, alle ore 21.00, debutta "Ánghelos", il nuovo spettacolo di Roberto Latini, prodotto dal Teatro della Toscana. È una tappa autonoma nel percorso che porterà al palcoscenico una riscrittura de "Il Vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini.

Il celebre film è scandito dalle apparizioni dell’Angelo, dell’Ánghelos, del Messaggero. Nel nuovo lavoro di Latini, anche interprete con Elena Bucci, Luca Micheletti, Marcello Sambati, e con Gianluca Misiti (tastiere), Piero Monterisi (batteria), quei “momenti dell’Angelo” sono la struttura portante per l’apparizione di altri angeli, come certe sensazioni, precedenti al momento stesso in cui le si prova.

Attraverso le sequenze continue dei primi piani di uomini, donne e bambini, Pasolini riempie il suo film di esseri umani, amplificando la percezione del divino. Come in Teatro, quando gli attori compaiono dal buio infinito che li precede e arrivano, disarmati, tra gli uomini, a distillare umanità. Questa tappa è una bella occasione per considerare Pasolini feat. Euripide, Rainer Maria Rilke, John Milton, Giambattista Andreini, Peter Handke, Wim Wenders.

“Chi cercate? Quem Quaeritis?” è la domanda dell’Angelo al sepolcro. “Chi cercate?” Intanto, nel ruolo di “Maria anziana”, Susanna Pasolini, quella della Supplica, attraverso il proprio figlio, suggerisce a tutti una possibile risposta: i poeti stanno agli uomini, come gli angeli ai bambini.

Ánghelos – verso “Il Vangelo secondo Matteo” trascritto da Pier Paolo Pasolini nasce dalla volontà di indagare lo spirito come condizione necessaria in tempi oscuri. Raffinato “spin-off” del celebre film, intreccia sacro e contemporaneo con una scrittura scenica articolata in quattro “apparizioni”.

L'Annunciazione: interpretata da Elena Bucci, la figura dell'angelo che rassicura Giuseppe si intreccia con il lamento di Ecuba (tratto dalle Troiane di Euripide) per la morte dei figli, creando un ponte tra religione e tragedia greca. La Fuga e il Ritorno: Marcello Sambati dà voce e corpo ai versi di Rainer Maria Rilke intrecciati alle indicazioni di Pasolini, seguendo il percorso di Giuseppe verso l'Egitto e il ritorno a Nazaret. Il Demonio: interpretato da Luca Micheletti, è un angelo caduto, seducente e ironico, tra testi dal Paradiso Perduto di Milton e dall'Adamo di Andreini. Il Sepolcro: lo stesso Roberto Latini interpreta l'angelo finale, che pone la domanda centrale: “Chi cercate?”.

Al centro della messinscena emerge con forza il tema dello sguardo. Latini recupera i primi piani tipici del cinema di Pasolini, soffermandosi, in particolare, sul volto dei bambini, simbolo della sofferenza innocente che oggi richiama l'attualità, come quella di Gaza e delle tante altre guerre nel mondo. Le musiche di Gianluca Misiti, eseguite dal vivo dallo stesso Misiti alle tastiere e da Piero Monterisi alla batteria, amplificano la forza evocativa della parola, mentre le luci di Max Mugnai fissano i gesti come fotogrammi cinematografici.

Per maggiori informazioni: www.teatrodellatoscana.it 

Foto: Manuela Giusto