Un gruppo di visitatori munito di radio guida attraversa lo spazio museale guidato dalla voce di una performer. Attraverso il flusso di parole prende forma una galleria d’arte irripetibile: una mostra orale dove opere e autori sono collegati dall’inciampo del ricordo. Un museo immaginario fatto di quadri visti e vissuti a cui connettere un momento, un’esperienza della nostra vita, un museo interiore.
Questa è “Exhibition”, installazione in movimento che sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 alle ore 18.30 andrà in scena al Museo Stefano Bardini (via dei Renai 37, Firenze) nell’ambito di Materia Prima Festival, l’evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo a cura di Murmuris col sostegno e al contributo di Mic - Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze. Uno spettacolo, firmato dalla compagnia premio Hystrio Cuocolo/Bosetti, che porta avanti la pratica di “teatro in cammino” che ha reso celebre la coppia creativa italo australiano. Una performance immersiva e sorprendente che si interroga sulla natura dell’esibizione nell’arte, conducendo il pubblico alla scoperta, dentro uno spazio perfettamente reale, di un altro spazio nascosto, introspettivo e intimo, dove disorientarsi e perdersi. Perché attraversare un museo vuol dire sempre creare una propria mappa, una psicogeografia nella quale visto, conosciuto e vissuto si intrecciano. Ad anticipare l’evento, venerdì 10 aprile ore 18.30 presso la libreria L’Ornitorinco (via di Camaldoli 10R, Firenze) Renato Cuocolo e Roberta Bosetti saranno protagonisti della presentazione di “La donna che cammina. The Walk, Underground, Exhibition, Teatro, Notte” (Titivillus Mostre Editoria), raccolta dei testi firmati negli anni dal duo, alla presenza della curatrice Laura Bevione (info: www.materiaprima.it).
Fondata a Roma nel 1978, trasferita a Melbourne nel 1988 e dal 2012 con una sede in Italia, a Vercelli, Cuocolo/Bosetti è la principale compagnia australiana d’innovazione ed è nominata Flag Company dall’Australia Council e da Arts Victoria. Il Sydney Morning Herald la definisce “la punta di diamante della performance contemporanea australiana”. Premiati in tutto il mondo, gli spettacoli di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti sono allestiti in spazi non teatrali: case, hotel, strade, gallerie d’arte, sempre esponendo lo spazio intimo e domestico allo sguardo dello spettatore-ospite, alla ricerca di un’impossibile, illecita geografia dell’intimità. Basandosi sulla rielaborazione di elementi autobiografici, Cuocolo/Bosetti costruiscono opere in cui realtà e finzione si sovrappongono, mettendo in discussione la separazione tra attore e personaggio in un invito a riconsiderare i limiti tra performance e realtà, tra arte e vita, finzione e autobiografia.
“Exhibition è una storia di abbandoni - spiega Cuocolo/Bosetti - È un interrogarsi sul posto dell’arte nella nostra vita. I musei li frequentavamo da giovani, allora cercavo delle risposte. Ora ritorno lì per sapere se i quadri possono davvero riparare un danno. Ci serviranno questi quadri? Ci salveranno questi quadri?”. E ancora: "L’arte sarà sempre autobiografica e l’autobiografia sarà sempre fittizia. Ci è sempre piaciuto guardare avanti, fare delle prove di futuro. Abbiamo immaginato un teatro da farsi dopo la catastrofe. Un teatro che rimetta in discussione la sua funzione, l’idea di comunità, le sue possibilità tecniche, la distanza tra attore e personaggio, la relazione tra realtà e finzione. Il teatro dovrà tornare ad essere essenziale. La nuova situazione sarà un allenamento costante a non percepire niente come insignificante. Tutto quello che vedremo e che una volta ci era stato familiare ora acquisterà un effetto disturbante, non familiare, un lontano “qualcosa” molto vicino a noi. L’ordinario non sarà più ordinario ma straordinario. L’esperienza di uno sguardo diverso sul mondo abbiamo iniziato a praticarla da molto tempo. D’altronde i luoghi, gli oggetti, i volti, le storie incontrate per caso, aspettano semplicemente che qualcuno li guardi. Il fatto è che c’è sempre stata e in futuro sempre più ci sarà nella realtà una zona di mistero. Il teatro si specializzerà nell’esplorazione di questa possibilità. Il teatro che verrà dopo la catastrofe partirà dal nostro sguardo interiore sul mondo”.
Per maggiori informazioni: www.materiaprima.it