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domenica 26 luglio 2026

Teatro della Toscana: Stefano Massini alla Cavea del Maggio Musicale Fiorentino e a Peccioli

25-07-2026

Entra nel vivo il cartellone estivo promosso dal Teatro della Toscana sotto il segno del racconto d'autore, dell'impegno civile e della partecipazione popolare. Protagonista assoluto è il direttore artistico Stefano Massini impegnato in due appuntamenti che mettono al centro la parola e la forza drammaturgica come strumenti di indagine sociale, memoria storica e condivisione. 

Due piazze d'eccezione – la Cavea del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e l'Anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli – accoglieranno due progetti complementari che testimoniano la multiforme cifra culturale del Teatro della Toscana. 

Dopo il successo straordinario del primo appuntamento, il 13 luglio scorso, e il continuo riscontro di pubblico, la Cavea del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ancora verso il tutto esaurito si prepara ad accogliere, sabato 25 luglio 2026 alle ore 21, la seconda tappa di Liberamente_ Scuola Popolare di Scrittura… Sotto le stelle. Pochissimi i biglietti rimasti acquistabili online sul sito www.maggiofiorentino.com/events/liberamente-sotto-le-stelle-2026 (ingresso 5 euro).

Ideato e condotto da Stefano Massini, Liberamente è molto più di una lezione o di uno spettacolo: è un format unico nel suo genere che trasforma uno dei luoghi simbolici della cultura fiorentina in un immenso laboratorio di drammaturgia a cielo aperto.

Se la passata stagione aveva visto il pubblico confrontarsi con il tema della rabbia, l'edizione 2026 pone al centro dell'indagine un concetto universale, complesso e necessario: la felicità. Accompagnato dal vivo dagli artisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, Massini guida la platea in un percorso di riflessione, ascolto e scrittura. I partecipanti diventano co-autori, intrecciando i propri racconti, sogni e passioni per dare forma a un vero e proprio copione collettivo.

Richiamandosi esplicitamente alla lezione di Dario Fo, il progetto intende abbattere ogni barriera gerarchica tra palcoscenico e platea, restituendo al teatro la sua funzione più autentica: quella di un atto politico, sociale e comunitario, in cui la parola torna a essere bene comune e strumento di emancipazione.

La serata rappresenta anche un'occasione imperdibile per vivere il Teatro della Toscana tutto l'anno. Durante l'evento sono previsti eccezionalmente sconti fino al 50% sugli abbonamenti alla stagione 2026/2027 del Teatro della Toscana. L'offerta è valida per le programmazioni di Teatro della Pergola, Nuovo Rifredi Scena Aperta e Teatro Era.

Liberamente_ Scuola Popolare di Scrittura è un progetto del Teatro della Toscana, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, in collaborazione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e l'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, con il sostegno di Unicoop Firenze.

Il secondo appuntamento vedrà Stefano Massini spostarsi nel cuore della Valdera, lunedì 27 luglio alle ore 21:30, ospite della ventiduesima edizione del festival 11Lune, promosso dalla Fondazione Peccioliper. Dopo il debutto da tutto esaurito al Teatro Era di Pontedera, arriva all'Anfiteatro Fonte Mazzola di Peccioli da oltre 2.000 spettatori lo spettacolo E l'Ape disse alla Vespa: “Sì, Ciao”, una produzione firmata Teatro della Toscana che esplora l'identità profonda e la memoria storica del territorio.

La collaborazione tra Fondazione Peccioliper e Teatro della Toscana si rinnova anche quest'anno con uno spettacolo che ha un legame speciale con la Valdera, e per questo l’ingresso è libero. Al centro del racconto ci sono quattro oggetti simbolo dell'Italia del dopoguerra, quattro icone su ruote – l'Ape, la Vespa, il Sì, il Ciao – e attorno a esse la storia di una nazione che si rimette in moto. Lo spettacolo ripercorre l'impatto straordinario della Piaggio, non solo come realtà industriale, ma come motore di una metamorfosi sociale e antropologica irripetibile.

L'esodo dalle campagne, la nascita della classe operaia, la trasformazione dei ruoli familiari e delle gerarchie sociali: una vera e propria rivoluzione economica e culturale che ha ridisegnato il paesaggio umano della Valdera e dell'intera Toscana.

Con la consueta capacità narrativa – al tempo stesso ironica, lucida e commovente – Massini restituisce una geografia affettiva fatta di lavoro, sogni, ingegno e mani sporche di officina, dimostrando come spesso serva salire su due o tre ruote per guardare il mondo da una prospettiva inedita.

Per maggiori informazioni: https://www.teatrodellatoscana.it 

Foto: Michele Monasta