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lunedì 12 gennaio 2026

Bulli ed Eroi 2025: VIII edizione tra letteratura, cinema e robotica

20-12-2025

Dal 15 al 20 dicembre 2025 si è conclusa la VIII edizione di Bulli ed Eroi 2025, organizzata dal Centro STUDI di Psicologia dell’Arte e Psicoterapie Espressive APS, con la partecipazione della Fondazione Collodi e con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e di numerosi enti e istituzioni internazionali, fra cui SNCCI, ANCT, GSA, ConsCom, in gemellaggio con Tulipani di Seta Nera Festival Robotica e molti altri.
L’ultimo step del festival, iniziato già ad ottobre con un convegno dedicato agli adolescenti, si è concentrato sui temi dell’innovazione e della robotica, uniti all’educazione affettiva, alla letteratura e al cinema, confermando la vocazione multidisciplinare della manifestazione.

Oltre ai due eventi ospitati in due Licei di Siena, il programma ha coinvolto anche il territorio con appuntamenti a Sovicille e presso l’Area Verde Camollia, creando un dialogo aperto tra scuola, comunità e linguaggi espressivi contemporanei.

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla letteratura legata all’Africa, con l’intervento di Matino Muratore e il suo libro La ragazza metà bianca e metà nera, un racconto commovente che narra le difficoltà di chi deve integrarsi in luoghi diversi da quello della nascita, affrontando il tema dell’identità e dell’appartenenza attraverso una storia intensa e profondamente umana.

Nel dialogo tra letteratura e cinema, è emersa con forza anche la figura di Grazia Deledda, centrale nella letteratura italiana del Novecento e, a oggi, unica donna italiana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926.
Nata a Nuoro nel 1871, Deledda ha raccontato una Sardegna arcaica e profonda, fatta di paesaggi aspri, tradizioni antiche, senso della colpa, destino e redenzione. I suoi personaggi vivono conflitti interiori intensi, sospesi tra desiderio e dovere, libertà e leggi non scritte.

Il suo universo narrativo ha affascinato anche il cinema: romanzi come CenereElias Portolu e La madre sono stati trasposti sullo schermo, portando sul grande schermo la forza tragica e silenziosa delle sue storie. In particolare, Cenere(1916) è legato alla presenza di Eleonora Duse, in uno dei rari e preziosi incontri tra grande teatro, letteratura e cinema muto.
La scrittura di Deledda, essenziale e intensa, dimostra come la letteratura possa diventare immagine, atmosfera, destino: una voce femminile autonoma e potente, capace di parlare al mondo partendo da una terra periferica e trasformandola in luogo universale. Rileggere oggi Grazia Deledda significa riscoprire il legame profondo tra parola scritta e visione, tra identità culturale e racconto cinematografico. Complimenti a Pablo Revello.

Uno dei momenti più toccanti del percorso è stato il racconto dedicato a I bambini di Gaza all’IIS Piccolomini, una narrazione corale con Kite’s Angels Beach, Nicoletta Bortolotti e Loris Lai, fatta di voci giovani che resistono attraverso l’immaginazione. Tra la libertà del mare, l’incanto dei libri e la meraviglia del cinema, l’infanzia diventa uno spazio di possibilità, anche quando tutto intorno sembra negarla.
Il mare è orizzonte e sogno, una linea aperta che promette altrove. Il libro è rifugio e scoperta: leggere significa immaginare un mondo diverso, dare un nome alle emozioni. Il film è sguardo condiviso, immagini che raccontano la vita trasformando la quotidianità in storia.

Cinema e letteratura si incontrano così come atti di resistenza gentile, capaci di custodire l’infanzia, di restituire dignità al racconto, di ricordarci che ogni bambino ha diritto alla fantasia, alla conoscenza, allo stupore. Raccontare i bambini di Gaza significa ascoltare, senza retorica, la forza fragile delle storie, perché finché esistono parole, immagini e sogni, esiste ancora la possibilità di immaginare il futuro.