Come si forma la percezione di sicurezza quando frequentiamo un parco urbano? Quali elementi dello spazio influenzano il nostro senso di tranquillità? A queste domande risponde un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Urban Science, promosso dal DAGRI – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze.
La ricerca, dal titolo “Percezione del disordine, paura della criminalità e senso di sicurezza nei parchi urbani: uno studio basato su modelli di equazioni strutturali condotto in un’ampia area verde metropolitana a Firenze”, affronta il tema della sicurezza percepita con un approccio rigorosamente scientifico, distinguendola da quella “oggettiva” basata sui dati di criminalità.
Il caso studio è il Parco delle Cascine, il più esteso spazio verde pubblico di Firenze con circa 160 ettari lungo la riva destra dell’Arno. La scelta dell’area, oltre alla prossimità con la sede del Dipartimento, è legata alla rilevanza del parco come luogo di aggregazione e fruizione quotidiana. Nonostante l’elevato valore ricreativo, il Parco presenta alcune criticità, soprattutto nelle ore serali, che ne limitano il pieno utilizzo.
La ricerca, coordinata dai proff. Claudio Fagarazzi e Iacopo Bernetti, e realizzato in collaborazione con un gruppo di studenti del corso di laurea in Scienze e Tecnologie dei Sistemi Forestali, analizza le relazioni tra percezione del disordine, paura della criminalità e soddisfazione per i servizi offerti. I risultati mostrano come elementi strutturali quali la visibilità, la manutenzione, la presenza di vegetazione, uniti ad elementi sociali - ad esempio il tipo di frequentazione degli spazi - incidano in modo significativo sul senso di sicurezza.
In particolare, l’aspetto sociale del “disordine percepito” emerge quale fattore determinante nell’aumentare la paura della criminalità, con effetti più marcati nelle ore notturne, mentre appare meno diretto il suo legame con la soddisfazione complessiva dei servizi. Differenze significative si osservano anche sul piano demografico: le donne riportano livelli più elevati di paura e, insieme alla variabile età, rappresentano i fattori che contribuiscono in misura rilevante sulla percezione complessiva di sicurezza dell’area.
Quanto emerso offre una conferma empirica delle principali teorie della sociologia urbana e della psicologia ambientale, concorrendo al tempo stesso ad affinarle e ad aggiornare il quadro interpretativo.
Il metodo
Lo studio integra strumenti innovativi e approcci tradizionali. Da un lato, utilizza immagini di contesti urbani - come quelle disponibili tramite servizi di street view -, insieme a tecniche di intelligenza artificiale e ad analisi su larga scala delle caratteristiche dell’ambiente costruito, consentendo una valutazione sistematica degli elementi visivi. Dall’altro, è stata condotta un’indagine diretta tramite questionario rivolto ai frequentatori del Parco delle Cascine. La raccolta dei dati si è svolta tra dicembre 2025 e gennaio 2026, attraverso social media, gruppi della comunità locale e materiali informativi con QR code distribuiti nell’area. È stata adottata una tecnica di campionamento non probabilistica “a valanga”, utile a raggiungere una platea ampia e diversificata.
Complessivamente sono state coinvolte 933 persone: le donne rappresentano il 56,5% del campione, gli uomini il 41,9%, il restante 1,6% preferisce non specificare il genere. La partecipazione è risultata prevalente tra i giovani adulti, in particolare nelle fasce 18–24 e 25–34 anni, che insieme costituiscono oltre il 60% degli intervistati.
Uno degli aspetti più rilevanti della ricerca è la possibilità di applicare questo tipo di analisi su larga scala. L’approccio consente, infatti, di mappare la percezione della sicurezza in contesti estesi, offrendo un supporto concreto alla pianificazione e alla gestione degli spazi pubblici.
L’obiettivo è proprio quello di mettere a disposizione evidenze scientifiche utili a comprendere come le persone vivono gli ambienti urbani e come questi possano essere progettati o migliorati per favorirne una fruizione più ampia e consapevole. Infine, la ricerca conferma che la percezione della sicurezza rappresenta un elemento centrale nella qualità della vita in città. L’integrazione tra dati ambientali e tecnologie avanzate apre nuove prospettive per analisi sempre più accurate e confrontabili tra realtà differenti.
Per maggiori informazioni: https://www.dagri.unifi.it