Simulazioni digitali avanzate e intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità industriale. È il tema della ricerca che ha permesso a Giulio Mazzoli, 26 anni, laureato all'Università degli Studi di Firenze, di conquistare una delle quattro Borse di Studio Renato Ugo 2026 assegnate dall'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Airi) ai migliori progetti di ricerca industriale in ambito Stem.
La ricerca premiata affronta uno dei processi più utilizzati in numerosi settori produttivi, dall'elettronica fino agli accessori moda e alla gioielleria: l'elettrodeposizione del rame. Attraverso simulazioni multifisiche e modelli predittivi basati sull'intelligenza artificiale, il progetto punta a migliorare l'efficienza dei processi produttivi riducendo consumi energetici, utilizzo di materiali e tempi di sperimentazione.
Giunte alla quinta edizione, le Borse di Studio Renato Ugo, per un valore complessivo di 20 mila euro, sono promosse da Airi in collaborazione con Farmindustria e Fondazione Bracco e dedicate alla memoria del chimico Renato Ugo, presidente dell'associazione dal 1983 al 2019.
La commissione giudicatrice ha selezionato i quattro vincitori tra oltre cento candidature provenienti da tutta Italia, valutando qualità scientifica, impatto industriale e potenziale innovativo dei progetti.
Il lavoro di Mazzoli ha consentito di riprodurre virtualmente complessi processi industriali attraverso sofisticati sistemi di simulazione. L'obiettivo è arrivare a integrare tecniche di machine learning in grado di prevedere in anticipo le condizioni ottimali di lavorazione, limitando il ricorso a test empirici e riducendo sprechi di tempo, energia e materie prime.
Una prospettiva che assume particolare rilevanza anche per il comparto toscano della moda e degli accessori, dove i processi galvanici sono ampiamente utilizzati per la realizzazione di componenti metallici destinati a produzioni di alta qualità.
“Dietro l'innovazione industriale ci sono innanzitutto persone, competenze e ricerca – afferma Andrea Bairati, presidente di Airi –. Questi premi nascono con l'obiettivo di valorizzare giovani talenti che stanno sviluppando soluzioni capaci di generare impatti concreti sulla salute, sulla sostenibilità e sulla competitività del sistema produttivo. Investire sui ricercatori significa investire sul futuro industriale del Paese”.
Per maggiori informazioni: https://www.airi.it