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giovedì 14 novembre 2019

Pena di morte in calo nel mondo

23-06-2004

La situazione della pena di morte nel mondo è migliorata in senso abolizionista nel corso del 2003: nonostante il numero delle esecuzioni riportate sia più alto di quello dell'anno precedente (5.599 nel 2003 contro 2.101 nel 2002), l'aumento è principalmente dovuto alle notizie filtrate dalla Cina e dai Paesi con regimi illiberali. E' quanto risulta dal rapporto annuale sulla pena di morte nel mondo per il periodo del 2003 presentato a Roma dall'organizzazione "Nessuno tocchi Caino" che traccia un quadro dettagliato della situazione nel mondo.

I paesi che hanno applicato e continuano a praticare la pena capitale sono 63 (tre in meno rispetto al 2002) ma di questi, solo 29 (contro i 34 del 2002) hanno effettivamente compiuto esecuzioni. Dei 63 mantenitori della pena di morte, 48 sono paesi guidati da dittature o da regimi autoritari o illiberali che hanno praticato almeno 5.525 esecuzioni, pari al 98,7% del totale mondiale. La Cina da sola ha effettuato almeno 5000 esecuzioni (89,3%), l'Iran 154 e l'Iraq almeno 113. Seguono il Vietnam (69 condanne eseguite), l'Arabia Saudita (52), il Kazakistan (19), il Pakistan (18), Singapore (14) e il Sudan (13). Va aggiunto però che questi paesi non forniscono statistiche ufficiali per cui il numero reale delle esecuzioni potrebbe essere molto piu' alto.

Sono 15 su 63 i Paesi governati da democrazie liberali che mantengono la pena capitale e sono 6 quelli che nel corso del 2003 hanno eseguito condanne per un totale di 74 esecuzioni (contro le 100 del 2002). In testa ci sono gli Stati Uniti con 65 condanne, il minimo storico dal 1993 seguiti da Botswana (4), Tailandia (4) e Giappone (1).