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venerdì 02 dicembre 2022

Giorgio Napolitano risponde ai giovani a Palazzo Vecchio

12-05-2011
Si è tenuto giovedì, 12 maggio 2011, l’incontro tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e gli studenti universitari in Palazzo Vecchio riguardo ai temi che in questo momento sono protagonisti nella politica italiana: Unità d’Italia, Giovani, Lavoro e Costituzione.
La cerimonia si è svolta nel Salone dei Cinquecento dove, all’ingresso del capo dello Stato, è stato suonato l’Inno di Mameli e cantato con quella solennità che si addice all’occasione. Ad iniziare è stato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha affermato: “La accoglie una città piena di bellezza ed entusiasmo e grata della sua presenza. Personalmente le sono grato per il dono del Tricolore, simbolo dell’unità, che isseremo sul Teatro del Maggio. Inoltre la ringrazio per essersi messo in gioco rispondendo alle domande di questi studenti universitari oggi presenti”. Successivamente si sono susseguiti gli interventi dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, Carla Fracci, che nel ha concluso il suo intervento con “Viva la Repubblica! Viva la Costituzione!”, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, soffermatosi soprattutto sulla necessità di un federalismo che tenda ad unire e che faccia progredire il paese, il Rettore dell’Ateneo fiorentino, Alberto Tesi, e la Preside della Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, Franca Alacevich, entrambi interessati a ringraziare il Presidente per rispondere ai giovani e per essere sempre stato sostenitore della ricerca universitaria. Gli argomenti di domanda fatti dagli studenti hanno toccato molti punti: il futuro dei giovani, il federalismo, la parità di genere in ambito lavorativo, la gestione delle risorse pubbliche e la situazione del Mediterraneo. Il Presidente non si è risparmiato in niente, a cominciare dai giovani: “Loro sono il nostro futuro ed io non ho una molti consigli da dare o una ricetta per il loro futuro, ma è fondamentale che uniate le vostre aspirazioni al lavoro in modo che le possiate realizzare. Non vi do un consiglio, bensì un imperativo: Riusciteci!”. La “lezione”, perché questa è stata, ha riguardato anche la situazione attuale del Parlamento italiano, dei rapporti con l’Europa e dell’aumento, fortunatamente, di donne che ricoprono importanti ruoli nelle istituzioni. Il Presidente ha concluso l’incontro citando un episodio di “Storia d’Europa nel secolo XIX” di Benedetto Croce: “Piemontesi, siciliani e napoletani si ritrovarono insieme e si sentivano italiani, non dimenticando però le proprie patrie” – e continua “Noi dobbiamo essere così: il nostro deve essere un orizzonte comune”.

di Andrea Repek