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martedì 19 novembre 2019

''Razzismi e follia''

15-12-2011

Quanto è accaduto a Firenze nasce dal gesto folle e lucido di un uomo disturbato, ma razionale, che si è nutrito per anni di riferimenti culturali ispirati al culto della forza, dell'unicità del pensiero, dell'esasperazione identitaria che nasconde sempre l'insicurezza e la paura. Quella paura è la madre di tutte le xenofobie. Firenze non è una città razzista. E l'Italia è un paese accogliente e multiculturale. Ma non si può nemmeno relegare nella sola follia individuale la causa di quelle morti. Perché c'è spesso in certe fascinazioni culturali un' adesione alle idee superficiale e generica, senza la profondità della storia, che è l'unica via alla verità. E allora dilagano il revisionismo e la distorsione degli eventi. Se poi il sospetto della presenza di un complice diventasse qualcosa più che un'ombra, allora dovremmo prestare maggiore attenzione al veleno strisciante del razzismo presente in quel gesto. Possiamo, comunque, affermare con forza che la società italiana e la comunità fiorentina possiedono tutti gli ingredienti per produrre il potente antidoto necessario a questo tempo. Abbiamo un tessuto associativo che per quantità e intensità del lavoro per la collettività ha pochi eguali; le associazioni degli studenti, ad esempio, sono molto vive ed attive e riuniscono ragazzi di ogni nazionalità. Dobbiamo lavorare insieme, e costruire una cultura della compresenza e dell'interazione oltre che dell'integrazione. E lo faremo, riunendoci fin dai prossimi giorni. Dobbiamo assumerci la responsabilità di una cultura dell'odio che non contrastiamo a sufficienza. Dobbiamo assumerci la responsabilità di una paura esasperata, strumentalizzata usata. Dobbiamo assumerci la responsabilità collettiva e individuale di un'accoglienza seria ed esigente, che offra dignità, sicurezza e responsabilità.

Cristina Giachi
Assessore Università, Ricerca, Politiche giovanili, Turismo, Fondi Europei e Pari Opportunità
Comune di Firenze