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venerdì 22 novembre 2019

Luca Toni, il grande ritorno

17-09-2012
Toni e la Fiorentina, una storia infinita. Si può riassumere così, con il titolo del famoso film del 1984 la vittoria della squadra gigliata sul Catania per 2-0. Dopo sei anni, Luca Toni torna a far roteare la mano intorno all’orecchio destro, nello stadio dove è diventato grande, sotto quella curva, la Fiesole, che per due anni lo ha coccolato e amato. Durante la conferenza stampa di presentazione, l’attaccante modenese si era detto carico e pronto per rimettersi in gioco, consapevole di non avere ancora i 90 minuti nelle gambe. Alla prima partita ufficiale nella sua nuova, vecchia squadra l’ex Bayern Monaco ha mantenuto le promesse, andando a segno dopo appena 90 secondi dal suo ingresso in campo. Un gol facile, a porta spalancata dopo uno splendido assist di Jovetic. Il gol di Toni ha di fatto chiuso la partita, mettendo al riparo la squadra di Montella da qualsiasi sorpresa, dopo l’1-0 firmato proprio dal giocatore montenegrino sul finire del primo tempo. Oltre cha dalla sorpresa Toni, la Fiorentina riparte anche dalla certezza Jovetic, capocannoniere del campionato con quattro gol in appena tre partite. L’attaccante, senza dubbio il migliore in campo, si è preso sulle spalle la propria squadra, cercando fraseggi continui con il partner d’attacco Ljajic, correndo sul tutto il fronte offensivo e andando al tiro in più di una circostanza da fuori area. E’ proprio da una di queste conclusioni del montenegrino che la Fiorentina si porta sull’ 1-0. Un lampo, un gol improvviso, forse inaspettato per i tifosi viola, fino a quel momento spettatori di un gran possesso palla da parte della loro squadra, ma con pochi tiri verso la porta di Andujar. Troppo simili per le loro caratteristiche e per i loro movimenti in campo, Jovetic e Ljajic per dare fastidio a Spolli e Legrottaglie. Certamente, anche il Catania non ha fatto niente per impensierire la retroguardia viola, guidata da un imponente Facundo Roncaglia, ben presto idolo dei tifosi se continuerà a sfornare prestazioni del genere. Da segnalare solamente un gol giustamente annullato a Bergessio nella prima mezz’ora e un contropiede sul quale però la Fiorentina è riuscita a recuperare prontamente con Pizarro.
Non pervenuto il Catania nella seconda frazione di gioco, con gli etnei incapaci di costruire un’azione degna di questo nome, nonostante l’ingresso in campo del neo-arrivato Castro. Sarà proprio l’attaccante argentino ad avere l’occasione migliore con un tiro ribattuto a pochi metri dalla porta di Viviano, sul risultato ormai di 2-0. Sarà anzi la Fiorentina ad avere per due volte l’occasione per portarsi sul 2-0, entrambe con Toni, prima di testa sugli sviluppi di una punizione calciata da Matias Fernandez e poi su un tiro respinto di Jovetic.
La Fiorentina dimostra, così, quanto di buono aveva fatto nella prima partita contro l’Udinese e nella sconfitta immeritata contro il Napoli, consapevole di avere quest’anno, forse più che nelle altre stagioni, Stevan Jovetic in splendida forma, cosciente dei propri mezzi, vero leader della squadra e di nuovo col sorriso dopo che molti lo davano in partenza per Torino, sponda bianconera e per Manchester, al City. In attesa dei colpi di Ljajic, dal quale non solo gli addetti ai lavori ma anche i tifosi si aspettano molto, soprattutto dopo i 13 gol dell’estate.
Neanche nel sogno più bello poteva succedere una cosa del genere – ha detto Toni ai microfoni di Sky - Sono stato accolto subito bene e dovevo fare qualcosa per ringraziare i tifosi. Montella mi ha detto di cercare di aiutare la squadra, di farla salire. Mi sono tolto tante soddisfazioni nella mia carriera ma la cosa più importante per me è l’affetto della gente. Se sto bene di gambe posso dire ancora la mia. Voglio giocare ancora e togliermi delle belle soddisfazioni con questa squadra, in questa città. Jovetic voleva darmi la fascia ma non potevo accettarla perché lui è il vice capitano e il futuro della Fiorentina. Jojo è forte e oggi l’ha dimostrato, ho dovuto spingere in rete il suo assist. Toni ha voluto dedicare la rete al figlio nato morto tre mesi fa; a lui era rivolto il bacio lanciato verso il cielo subito dopo il gol: "A chi dedico la rete? Alle persone che mi sono state vicine quando ho passato un periodo difficile a livello personale”.
I tifosi viola sono di nuovo pronti per tirare fuori dai cassetti le vecchie maglie “Toni e furmini” e non ci voleva certo il gol al Catania per convincerli.

Stefano Niccoli