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martedì 12 novembre 2019

Fiorentina, scalata no limits: spazzata via l’Atalanta 4-1

19-11-2012
“The show must go on”, il famoso successo dei Queen del 1991, si addice perfettamente alla situazione attuale della Fiorentina. Quinta vittoria consecutiva e terzo posto in classifica agganciato: lo spettacolo degli uomini di Montella continua e i tifosi sognano in grande. L’aeroplanino sorride alla parola scudetto ma il boato dello stadio al gol del 2-1 del Cagliari sull’Inter dice molto di più di qualsiasi parola. E pazienza se poi la partita del Meazza finirà per 2-2.
Atalanta rispedita a casa con un perentorio 4-1. Anche una squadra ben attrezzata e in un’ottima posizione di classifica come quella di Colantuono ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ad una Fiorentina non più sorpresa ma sempre più conferma del campionato.
Dopo il gol del vantaggio della viola firmato Gonzalo Rodriguez dopo appena cinque minuti di gioco e il pareggio dell’Atalanta ad opera di Bonaventura, la partita di fatto si è conclusa tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. Tutto, o quasi, grazie ad Alberto Aquilani, autore di una prestazione sublime impreziosita con due gol, di cui il primo un’autentica perla su calcio di punizione. La splendida domenica dell’ex centrocampista di Roma e Milan ha sfiorato i livelli della perfezione quando dai suoi piedi sopraffini è partito il cross che Toni ha indirizzato nell’angolino basso alla destra di Consigli. Merita davvero tanti elogi il giocatore romano ceduto dal Milan con eccessiva fretta. Troppo avventata la decisione della società rossonera di disfarsi di un giocatore di qualità che con Montolivo avrebbe formato sicuramente una bella coppia in cabina di regia, vista anche l’assenza di uomini dai piedi buoni nel centrocampo milanista.
A facilitare ancor di più la situazione alla Fiorentina è stata poi l’espulsione di Cigarini sul finire della prima frazione di gioco per un fallo commesso su Cuadrado.
Di fatto, il secondo tempo ha preso le sembianze di un allenamento settimanale con i viola protagonisti di un continuo possesso palla, fin quasi nauseante per i giocatori dell’Atalanta costretti a girare a vuoto per il campo e derisi dagli “olè” del pubblico del Franchi. Da sottolineare solo qualche tiro sbilenco di Ljiajc, una conclusione a giro di El Hamdoui finita di poco sopra la traversa e un gol annullato proprio al giocatore marocchino. “ Scudetto? Io rido – ha dichiarato Montella nel post-partita -, è bello che i tifosi sognino ma noi dobbiamo pensare a lavorare. Oggi abbiamo avuto un black out di qualche minuto dopo 20 minuti perfetti, avevamo un po’ mollato in aggressività ma la squadra è in crescita e siamo contenti. Dopo il gol abbiamo avuto la voglia di vincere. Bisogna lavorare con ambizione ma senza illudersi. Le pressioni? Nelle ultime due partite abbiamo dimostrato di saper interpretare le partite con la mentalità della grande squadra contro avversari importanti”.
Dove possa arrivare la Fiorentina nessuno lo sa. I dirigenti, e con loro l’allenatore, non si sbilanciano sugli obiettivi stagionali. Proclami non se ne fanno e difficilmente se ne faranno; anzi l’imperativo sarà, come sempre, il solito: pensare partita dopo partita. Un ragionamento più che giusto per una squadra che fino a pochi mesi fa si trovava impantanata nelle sabbie mobili della zona salvezza. Ma il campo parla chiaro e nel calcio, si sa, è l’unico giudice che conta. Nessuna delle altre squadre ha messo la Fiorentina in difficoltà sul piano del gioco. Nemmeno le big del campionato. Non lo ha fatto il Napoli, non lo ha fatto l’Inter nonostante le due sconfitte. Tanto meno la favoritissima Juventus. La squadra di Conte è sicuramente più forte per la rosa a disposizione e per l’aggressività che dimostra di avere in ogni partita. Ma se questa differenza tra le due formazioni esiste, sicuramente non la si è vista in occasione del pareggio del 25 settembre scorso.
In settimana si sono sprecate le similitudini tra la prima Fiorentina di Prandelli e quella di Montella. Oltre ai tantissimi punti conquistati dai due tecnici dopo appena tredici giornate c’è anche un altro aspetto da considerare: il fattore Franchi. Dopo due anni in cui era diventato terra di conquista altrui, lo stadio è tornato nuovamente ad essere quel fortino difficile, se non impossibile, da espugnare come lo era ai tempi dell'allenatore bresciano. Le sei vittorie in sette partite lo dimostrano chiaramente.
Domenica prossima la Fiorentina andrà a far visita al Torino. Il calendario sembra sorridere alla squadra gigliata. I granata non possono e non devono far paura agli uomini di Montella. Sarà comunque una partita molto delicata perché in palio ci sono punti importanti per la salvezza della formazione allenata da Ventura. Dall’altra parte poi ci sarà un certo Alessio Cerci voglioso di riprendersi una bella rivincita nei confronti della sua ex squadra e dei suoi ex tifosi, coi quali non c’è mai stato amore vero.
Sugli spalti sarà una festa visto il gemellaggio tra le due tifoserie ma in campo una battaglia.

Stefano Niccoli