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giovedì 21 novembre 2019

Rugby: Italia a un passo dall'impresa, brividi per gli Wallabies

26-11-2012

Siamo nel 1823, nella città di Rugby, in Inghilterra. Lo studente William Webb Ellis, durante una partita di calcio, raccoglie la palla con le mani, corre verso la linea di fondo, la supera, mette la palla a terra e grida: "meta!". Così nasce il gioco del rugby, secondo la leggenda. Dalla grinta e dall'impeto di William Webb Ellis. E da questa grinta e da questo impeto inizia una storia, di quasi duecento anni, che arriva fino a noi, allo Stadio comunale Artemio Franchi di Firenze.

Grinta, impeto, passione e grande spirito di squadra: questo ha caratterizzato l'ultimo incontro del Cariparma Test match 2012. Questo ha portato in campo la nazionale australiana di rugby , una delle squadre più forti al mondo, che fiera di mantenere alto l'onore, prova a non risparmiarsi in nessun modo. E questo ha portato in campo la nazionale azzurra decisa a dimostrare il suo valore e le sue capacità.

Poco dopo l'inizio della partita, l'Italia si porta subito in vantaggio di tre punti. L'Australia reagisce: sfodera gli artigli, recupera i tre punti, ne aggiunge cinque con la meta di Cummins, e comincia a dominare la partita. L'Italia rifiuta la morsa della squadra australiana e tenta di arginare quella che sembra essere una disfatta. E, nonostante la superiorità degli Wallabies, 3° squadra nel ranking mondiale, sia sempre più chiara, il popolo del rugby accorso a Firenze non rinuncia a far sentire il suo calore ai quindici azzurri. Il risultato del primo tempo però è schiacciante: 22 a 6 per gli australiani.

L'Italia che scende in campo nel secondo tempo si dimostra fin da subito più disciplinata e precisa. E la meta di Barberi lo dimostra. L'Australia appare meno minacciosa e impavida, soffre e si confonde, tanto da non riuscire più a imporre il proprio gioco. Gli azzurri portano avanti la loro battaglia con energia e risolutezza, decisi a tentare la rimonta. Dagli spalti dell'Artemio Franchi i tifosi azzurri cominciano a cantare l'inno di Mameli, mentre gli azzurri combattono in campo. Già perchè si tratta di una vera e propria battaglia quella disputata in campo. "Ma è davvero un'amichevole?" dice un uomo. Effettivamente non sembra proprio un'amichevole. E questo dimostra quanta passione e bellezza ci sia nello sport del rugby: si gioca per puro piacere e, nel farlo, si dà tutti se stessi. A prescindere dal contesto del gioco, se sia una amichevole o l'ultima partita del Torneo Sei Nazioni. E gli azzurri combattono proprio senza risparmiarsi, tanto che Mirco Bergamasco riporta una frattura pluriframmentaria scomposta della rotula del ginocchio sinistro, mentre Andrea Lo Cicero è costretto ad abbandonare la partita per un trauma all'emitorace sinistro con frattura della nona e decima costa.

La rimonta dell'Italia si ferma a 19 e l'Australia tira un sospiro di sollievo. I 33.000 spettatori lasciano lo stadio emozionati e grati a quei quindici ragazzi, che li salutano dal campo, per il bel gioco offerto. La nazionale azzurra è andata a un passo dal pareggio, se non dalla vittoria. Ma alla fine la logica del se, poco importa. Ciò che importa è che l'Italia ha dato prova di grande forza e grande cuore.

Brenda Gatta