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giovedì 14 novembre 2019

La Fiorentina alla ricerca del riscatto col Siena. Le probabili formazioni

14-12-2012

Fiorentina: operazione riscatto. Non è il prossimo film in uscita per le oramai imminenti vacanze di Natale ma il compito che gli uomini di Montella dovranno svolgere al meglio nelle ultime due partite del 2012.  Dimenticare la batosta contro la Roma, è questo l’imperativo.
Il calendario della prossima giornata di Serie A propone una delle sfide più importanti a Firenze, il derby contro i cugini del Siena. L’avversario non ha certo il fascino e la forza delle big del campionato ma si sa quanto questa partita sia sentita nel capoluogo toscano La rivalità tra le due città ha radici storiche molto profonde raggiungendo il suo culmine nel 1260 quando i guelfi fiorentini furono sconfitti dai ghibellini senesi nella celebre battaglia di Montaperti.
Ritornando al pallone, vincere domenica contro il Siena sarebbe di vitale importanza. Innanzitutto dimostrerebbe che quello di Roma è stato solo un passaggio a vuoto, un brutto passo falso a cui tutte le squadre possono andare incontro nell’arco di un campionato. I tre punti, poi, sarebbero fondamentali per riavvicinarsi al terzo posto in classifica. Senza dimenticare che appena ventiquattro ore prima, Lazio e Inter si sfideranno in quello che si preannuncia un vero e proprio big match nel quale potrebbero lasciare per strada punti importanti.
Perdere non fa mai bene. Chi dice che nel calcio la sconfitta può avere, in alcune circostanze, dei risvolti positivi per una squadra, dimostra di non conoscere a fondo i valori di questo sport. E’ anche vero però che il 4-2 inflitto dalla Roma alla Fiorentina potrebbe anche essere salutare, se osservato sotto l’ottica giusta. Non certo per Montella e i suoi giocatori. Forse per i tifosi e i giornalisti, presi fin troppo dal sogno scudetto. Che la formazione viola sia una delle realtà più belle ed intriganti di questa prima parte di campionato, non è assolutamente in discussione. Ma è giusto tornare a pensare una partita alla volta, senza fare programmi di lungo termine. Gli uomini di Montella non si sono mai fatti trasportare dall’entusiasmo e da eccessivi voli pindarici. Ci sono ancora obiettivi importanti da raggiungere ma forse non quelli che i sostenitori si erano prefissati fino a quattro partite fa. Equilibrio, questa la parola d’ordine. Quell’equilibrio che troppo spesso manca nel mondo del calcio, nel quale passare dalle stelle alle stalle e viceversa è veramente questione di un attimo. Non vanno dimenticate tutte le sofferenze che la Fiorentina ha vissuto negli ultimi due anni e mezzo. Guardare nuovamente quasi tutte le avversarie dall’alto al basso della classifica è già una bella vittoria che la formazione gigliata ha saputo conquistare in appena metà campionato.
A meno di clamorosi passi falsi, difficilmente la viola si lascerà scappare l’Europa. Nessuna delle altre squadre, fatta eccezione per Juventus e Napoli, dispone di una rosa superiore per tasso tecnico a quella della Fiorentina. Soprattutto a centrocampo, dove Borja Valero e Pizarro formano una coppia di palleggiatori tra le più forti del torneo. E proprio l’assenza del “Pek” ha pesato come un macigno nella trasferta di Roma. Il gioco passa quasi tutto dai piedi di quello che è, senza ombra dubbio, il cervello e il faro della mediana viola. La differenza tra il cileno e il sostituto Olivera si è fatta sentire sabato scorso. E parecchio. Anche perché l’ex centrocampista del Lecce dà il meglio di sé quando si trova nelle condizioni di “distruggere” la manovra piuttosto che costruirla. Emblematico il fallo su Pjanic, costatogli quattro giornate di stop.
Appurata la mancanza di un attaccante – un problema non certo nuovo – i dubbi adesso riguardano anche Emiliano Viviano, colpevole sabato in almeno due gol su quattro. Il portiere, tanto voluto dai tifosi in estate in quanto ex compagno di curva, non ha certo brillato fin qui. Molti sostenitori stanno già avanzando le loro perplessità su un suo eventuale riscatto dal Palermo fissato a 7.5 milioni a fine stagione. E poco conta quel giglio tatuato sul petto. Sta a lui, quindi, dover dimostrare di poter vestire ancora quella maglia viola, tanto amata sin da bambino.
Montella e Pradè faranno le loro valutazioni sull’estremo difensore. Ma non ora, non è il momento. La Fiorentina ha bisogno di  tranquillità, di compattezza  e di rimanere se stessa per continuare nel cammino, tutt’altro che semplice, verso l’Europa. Roma non ha cancellato questa meta, occorre solo rialzarsi e ripartire. Magari con uno Jovetic in più.
Contro il Siena (ore 12.30) dovrebbe tornare disponibile proprio il montenegrino. Al suo fianco Toni, in  leggero vantaggio su El Hamdoui. A centrocampo, rientrerà Pizarro al posto di Olivera, squalificato dal giudice sportivo per quattro giornate. Fuori per squalifica anche Cuadrado: probabile la partenza dal primo minuto di Cassani, come già avvenuto contro la Roma. Situazione critica, invece, in difesa dove Roncaglia e Gonzalo Rodriguez sono diffidati e quindi a rischio per la trasferta di Palermo di sabato 22 dicembre. Sicura, comunque, la loro presenza nel derby.
In dubbio, invece, Emiliano Viviano, alle prese con un problema all’anca. Se non dovesse farcela, è pronto Neto.
Capitolo Siena: ancora assente Angelo sulla fascia destra, al suo posto giocherà Sestu.
In avanti, Valiani e Rosina giocheranno dietro Calaiò anche se Cosmi potrebbe inserire Larrondo, optando così per le due punte. Indisponibile Zè Eduardo.
Ecco le probabili formazioni di Fiorentina-Siena:
Fiorentina: Viviano, Roncaglia, Rodriguez, Savic, Cassani, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual, Jovetic, Toni.
Siena: Pegolo, Neto, Paci, Felipe, Sestu, Vergassola, Bolzoni, Del Grosso, Valiani, Rosina, Calaiò.

Stefano Niccoli