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venerdì 22 novembre 2019

Fiorentina a ''forza 4'' sul Siena

17-12-2012

I tifosi viola cercavano, anzi pretendevano un riscatto dalla loro squadra dopo la pessima figura nella capitale di sabato scorso. E puntualmente sono stati accontentati con una prestazione sontuosa dei loro beniamini, autori ancora una volta di un calcio delizioso. Calcio champagne, si direbbe in questi casi. Quale miglior congedo dal 2012 dai loro sostenitori, tornati nuovamente a sognare in grande dopo la paura tremenda della retrocessione di pochi mesi fa. Tre punti, quattro gol, la consapevolezza che la Fiorentina è una squadra matura e quadrata. La vittoria col Siena è frutto del solito gioco dei viola che entrano in campo senza la frenesia di dover vincere a tutti i costi, pur sapendo che i tre punti sono indispensabili per non entrare in crisi.
Derby, di fatto, finito dopo nemmeno metà partita. Davvero tutto fin troppo facile.
Troppo superiore il tasso tecnico della Fiorentina di fronte ad un Siena che definire arrendevole pare fin troppo eccessivo. Partita a senso unico sin dall’inizio. E’ Luca Toni ad aprire il valzer dei gol con un colpo di testa su un cross di Pasqual dalla sinistra al 16°. Passano pochi minuti ed è già 2-0 (18°). E’ il “Pek” Pizarro a trasformare il rigore concesso dal direttore di gara per una trattenuta di Paci ancora su Toni. Davvero grande la commozione del centrocampista, appena tornato dal Cile per il funerale della sorella, scomparsa pochi giorni fa. Al 44° minuto è Aquilani, bravo ad insaccare un cross rasoterra di Romulo, a firmare il 3-0 e a mettere la parola fine alla partita.
Nel secondo tempo, la Fiorentina abbassa giustamente i ritmi. E il Siena ne approfitta andando in rete con il più classico gol dell’ex, quello di Reginaldo, presentatosi a tu per tu con Neto.
Partita riaperta? Neanche per sogno perché è di nuovo un colpo di testa di Toni a chiudere definitivamente i conti a dieci minuti dal triplice fischio.
Nella splendida domenica della Fiorentina c’è un aspetto, però, su cui i giocatori e soprattutto Montella avranno molto da riflettere e lavorare. L’ennesimo rigore sbagliato, il terzo su cinque. Niente di grave, questa volta, per l’errore di Aquilani visto il risultato di 4-1. Quello dei penalty, comunque, è un problema che la formazione viola dovrà assolutamente risolvere se vorrà continuare a sperare nel sogno Europa. Perché altrimenti il rischio è di ritrovarsi in una situazione simile a quella di Parma, quando proprio un errore dagli undici metri di Jovetic costò caro ai fini dei tre punti. Un dettaglio troppo importante che non può essere sottovalutato nel calcio di oggi dove gran parte dei gol vengono realizzati proprio su situazioni da fermo.
La partita di oggi – ha detto Montella nel post partita - ci dà continuità perché la filosofia di gioca resta la stessa. La squadra ha fatto una grande gara, in velocità, interpretando bene quello che abbiamo studiato in allenamento. Il rigore lasciato da Jovetic a Pizarro? Questo è un grande gruppo. Pizarro è una persona straordinaria, aveva bisogno dell’affetto dei tifosi della Fiorentina e del resto della squadra. Lui si diverte a giocare a calcio, è il modo migliore per non pensare a quello che gli è successo”.
Derby indigesto, dunque, per il Siena. Non per la Fiorentina, mai sconfitta nel lunch match delle 12.30. I numeri parlano chiaro. L’orario di pranzo ha portato solo punti in casa gigliata. Diciannove per la precisione, frutto di quattro pareggi e ben cinque vittorie. L’ultima prima di ieri, proprio contro il Siena, un 2-1 targato Jovetic-Natali.
Unica lieve nota stonata: Jovetic, tornato in campo dopo più di un mese di assenza. Questo il solo dato positivo perché per il resto ha mostrato una condizione atletica precaria, reattività intermittente e velocità di esecuzione modesta. A Palermo ci sarà bisogno del vero Stevan.
Il rovescio della medaglia, invece, è tutto per Luca Toni arrivato a quota sei gol in campionato. Il primo di ieri molto simile a uno dei tanti messi a segno durante l’era Prandelli. Di questo passo può davvero arrivare in doppia cifra. Con buona preoccupazione di chi – vedi David Guetta – gli aveva promesso una cena pagata in caso del raggiungimento dei dieci gol. La strada tracciata è quella giusta se si considera che il bomber modenese va a segno una volta ogni 120 minuti. Una media che si avvicina molto a quella del 2005-06 quando nei primi 600 minuti giocati l’ex Palermo gonfiò la rete per sei volte, terminando la stagione con 31 centri, utili per la conquista della scarpa d’oro e per la convocazione nella futura nazionale campione del mondo. Questo però non toglie che a gennaio la Fiorentina debba intervenire sul mercato alla ricerca di un altro attaccante.
Tanti complimenti, infine, anche a Neto, subentrato a Viviano sul quale le critiche si sono sprecate nel corso della settimana. Il portiere brasiliano ha dimostrato grande concentrazione e affidabilità rendendosi protagonista anche di un paio di parate importanti, come quella sul colpo di testa di Calaiò nel primo tempo. Che le gerarchie in porta siano davvero cambiate? Mercoledì contro l’Udinese in Coppa Italia la risposta.

Stefano Niccoli