Home > Webzine > Profondo viola a Udine: Udinese-Fiorentina 3-1
venerdì 22 novembre 2019

Profondo viola a Udine: Udinese-Fiorentina 3-1

14-01-2013
Parlare di crisi in casa Fiorentina forse sarà fin troppo eccessivo ma che la sconfitta di Udine abbia fatto scattare un primo, piccolissimo campanello d’allarme è certo. Un’altra battuta d’arresto che si porta dietro i primi malumori dei tifosi viola che, abituati a volare per tutto il girone d’andata, non riescono a spiegarsi due ko consecutivi. E se il calcio fosse una scienza esatta, il vecchio adagio “non c’è due senza tre” si adatterebbe bene alla situazione della squadra di Montella. Fortuna che il pallone sia tutt’altro dall’esserlo.
Non ci sono dubbi che tra le due sconfitte quella che brucia di più è sicuramente quella con il Pescara, vista la differenza tecnica tra le due squadre e l’andamento della partita. Perdere con l’Udinese ci sta, i bianconeri sono una squadra in forma, ritornata prepotentemente in gioco per un posto in Europa League. Nessuno l’avrebbe mai pensato dopo un inizio di campionato a dir poco difficile. Riguardando però con attenzione la gara, risulta evidente come il match del Friuli sia stato viziato da alcuni fondamentali episodi. Uno su tutti: il raddoppio di Di Natale, con l’attaccante campano scattato in netta posizione di fuorigioco sull’assist al bacio di Lazzari. Anche sul pareggio rimangono dei dubbi. Non tanto sul rigore – evidente lo sgambetto di Migliaccio su Domizzi – quanto sull’off-side o meno dello stesso difensore bianconero.
Parlare però della partita di Udine focalizzandosi solo sugli errori arbitrali sarebbe ingiusto e riduttivo. Il ko con gli uomini di Guidolin ha messo ancora una volta in evidenza quali siano i problemi della Fiorentina. Problemi che la dirigenza gigliata dovrà cercare di risolvere in questa sessione di calciomercato.
Innanzitutto il centrocampo. Urge un vice Pizarro, assolutamente. Non è facile trovare un giocatore dalle qualità simili all’ex Roma, ma quando il cileno manca la sua assenza nella mediana viola si sente, eccome. Soprattutto quando c’è da costruire il gioco. Da Aquilani ci si aspettava sicuramente qualcosa di meglio mentre Borja Valero non può tessere azioni su azioni per tutti i novanta minuti senza un aiuto.
Le note dolenti riguardano anche l’attacco. Prestazioni assolutamente da dimenticare quelle di ieri per Jovetic e Ljajic, regolarmente murati dalla retroguardia friulana e mai entrati nel vivo del gioco. Da ricordare solamente un tiro a testa.
Il montenegrino è senza dubbio il giocatore più talentuoso di questa Fiorentina, quello di cui è difficile fare a meno ma non ha ancora dimostrato completamente di essere in grado di prendersi la squadra sulle spalle nei momenti di maggiore difficoltà come ci si aspetta da un vero leader. Innegabile che il numero otto debba dare qualcosa di più sul piano della personalità se vuole guadagnarsi l’etichetta tanto in voga di “top player”.
La grande mole di gioco prodotta dai viola non si è tramutata in occasioni da gol. La mancanza di un attaccante di peso in alternativa a Toni non è certo problema di ora ma tornato d’attualità dopo Pescara e Udinese. A breve arriverà Larrondo dal Siena ma sul fatto che possa essere lui a far fare il salto di qualità in avanti alla Fiorentina i tifosi nutrono seri dubbi.
In conclusione, il capitolo portiere. Emblematica la papera di Neto in occasione del 3-1 di Muriel, un errore che ha di fatto concluso la partita con mezz’ora d’anticipo. Chi sperava che con il brasiliano la questione porta fosse ormai risolta si dovrà ricredere. Si riapre questo interrogativo dunque. Non ci voleva. Le gerarchie adesso potrebbero cambiare nuovamente. Mercoledì sera in Coppa Italia giocherà Viviano – a meno che non ci sia la sorpresa Lupatelli – ma non è da escludere una sua presenza anche domenica in campionato contro il Napoli. Decisione difficile quella che Montella dovrà prendere in questi giorni. In una settimana la Fiorentina si gioca gran parte della stagione e della credibilità conquistata fino ad ora.
Non è comunque il momento di farsi prendere dal panico. Lo ha detto anche il team manager Vincenzo Guerini dopo il match con l’Udinese, invitando tutti, squadra e tifosi, a fare quadrato e a mantenere la calma. Non potrebbe essere altrimenti. La Fiorentina ha fatto cose straordinarie, ha dimostrato di poterci e saperci stare nei quartieri alti della classifica. Ripensare dove la viola si trovava negli ultimi due campionati in questo momento della stagione fa venire i “brividi”. Due sconfitte consecutive, seppur dolorose, ci possono stare. La corsa all’Europa che conta è ancora lunga e non certo compromessa.

Stefano Niccoli