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martedì 12 novembre 2019

Fiorentina, Montella: ''Parma con la nostra stessa filosofia di gioco''

02-02-2013

Meno male che è iniziato febbraio, verrebbe da dire alla vigilia di Fiorentina-Parma. Alle spalle finalmente un gennaio maledetto, più nero che viola, storicamente il periodo più difficile per il Montella allenatore. Zero vittorie, quattro sconfitte, compresa quella con la Roma in coppa Italia, e un pareggio. Numeri eloquenti. Il terzo posto è laggiù, lontano sette lunghezze, nel frattempo anche il Milan ne ha approfittato recuperando a Jovetic & co. ben undici punti, utili per il sorpasso in classifica. Nonostante tutto, la squadra gigliata occupa ancora una più che dignitosa sesta posizione, il che vorrebbe dire ingresso in Europa League, traguardo che restituirebbe visibilità internazionale anche se povero sul piano economico. Se il campionato finisse oggi non c’è dubbio che ci sarebbe da festeggiare. A parte i voli pindarici di novembre e dicembre, quello resta l’obiettivo, al di là delle dichiarazioni di alcuni tifosi sulla Fiorentina come anti Juve. Dopo due anni di apatia e di tensioni tra la proprietà e alcuni giocatori (Montolivo, ndr), scopo del nuovo tecnico era quello di costruire un gruppo che tornasse finalmente a giocare a calcio. Ci è riuscito. La manovra non sarà fluida come un mese fa ma le occasioni da gol non mancano, vedere Pescara e Catania. I problemi ci sono, in attacco e in porta soprattutto, ma proprio da qui dovrà ripartire la risalita.

Detto questo, c’è bisogno di un cambio di passo, di una sterzata per tornare a sperare nella Champions League. La gara col Parma di domenica pomeriggio non si presenta però come le più semplici. Formazione in salute, quella di Roberto Donadoni, che può contare su alcune importanti individualità come Biabiany e Belfodil, senza dimenticare Amauri. Occhio alla legge del gol dell’ex. Gli scongiuri sono d’obbligo. I gialloblu, poi, arriveranno a Firenze col dente avvelenato dopo la sconfitta contro il Napoli di una settimana fa, la prima tra le mura amiche del Tardini.

Intanto le ultime frenetiche ore di trattative hanno regalato a Montella il centrocampista Momo Sissoko, in prestito dal Psg con diritto di riscatto fissato a 3,5 milioni. Acquisto importante quello del maliano che permetterà al mister campano una maggior rotazione tra gli uomini della mediana. Non è da escludere un cambio di modulo visto anche l’arrivo di Wolski. Vedremo. Probabile che l’ex Juve possa già essere disponibile per la partita con i bianconeri di sabato 9 febbraio. Tutto dipenderà dalla sua nazionale impegnata attualmente in Coppa d’Africa.

Peccato per l’attaccante, un bomber di razza avrebbe potuto risolvere le difficoltà degli ultimi tempi. Uno come Rolando Bianchi ad esempio, sul quale però Pradè e Macia si sono interessati con un pizzico di ritardo. Campagna di rafforzamento che merita comunque un sette, sette e mezzo in pagella. Erano anni che non si vedeva una Fiorentina così attiva sul mercato, sia su quello estivo che su quello invernale.

Adesso la priorità torna ad essere il campo. E lo sarà fino a maggio. C’è una qualificazione Champions in ballo. Da conquistare con un Pizarro in più, di nuovo titolare domani dopo l’infortunio rimediato all’Epifania con il Pescara. La sua assenza ha pesato come un macigno nell’economia della gioco viola. Montella le ha provate di tutte: Migliaccio, Aquilani e Borja Valero al centro ma senza nessun risultato di rilievo. Adesso il cileno è tornato, pronto a riprendersi le chiavi del centrocampo.

"Roncaglia? Penso sia un normale avvicendamento che ci può stare in funzione dell’avversario e del proprio momento - ha detto Montella in conferenza -. Abbiamo quattro titolari. E’ un giocatore di grande temperamento e personalità. Anche a sentire lui stesso, talvolta nell’arco di un campionato gli capita di avere un momento di abbassamento di concentrazione. Forse a livello nervoso gli manca qualcosa ma è una cosa normalissima.

C’è stata piena condivisione sulle decisioni di mercato. La società ha operato pensando non solo al presente ma soprattutto al futuro. Tre dei nuovi acquisti potranno essere disponibili al cento per cento il prossimo anno. Abbiamo fatto scelte anche per l’attuale come Compper e Sissoko, quando arriva, se arriva (ride, ndr).

Se contestualiziamo le scelte di gennaio, le rifarei, vorrei  vedere la stessa squadra e le solite prestazioni. Non credo sia una Fiorentina differente dal girone d’andata, così come non penso che gli avversari ci aspettino diversamente. Anche domenica scorsa abbiamo avuto una gestione totale della partita. Abbiamo concesso solo un tiro, forse due se vogliamo esagerare, creando 4-5 nitide occasioni da gol. Ci sono tante casualità ma mi accontenterei di vedere la stessa squadra anche domani nell’interpretazione della gara, nello spirito di gruppo e nella voglia di vincere.

Viviano? Rapporto normale, lo può testimoniare anche lui. A volte fanno bene gli scontri in famiglia, possono migliorare le relazioni, in questo caso non lo è stato, almeno nella sfera personale. Ha avuto un momento di appannamento con l’apice contro la Roma. Poi ha giocato Neto che si meritava questa chance, ha fatto delle buone prestazione, poi qualche errore che abbiamo pagato perché se la squadra avesse vinto così com’era successo con Viviano magari passava tutto in secondo piano. Sono situazioni che nel calcio ci possono stare. Domani farò una scelta come ho sempre fatto.

Il Parma è una squadra completa, con la stessa nostra filosofia di gioco. Ha un allenatore molto equilibrato e misurato. Dovremmo essere tutti così per smorzare i toni a fine partita. Mi piace moltissimo anche perché parla poco degli arbitri. E’ una squadra dalle armi simili alle nostre, fa tanto possesso palla, ha molta territorialità e tira spesso in porta. Sono due squadre che si assomigliano, sarà una partita davvero insidiosa.

Cambiare non vuol dire sempre migliorare le cose. Bisogna farlo con convinzione e abnegazione. Al peggio non c’è mai fine. Non siamo stati costruiti per attendere gli avversari ma per colpirli, è la nostra caratteristica. Sono contento che la squadra nelle difficoltà sia rimasta sempre se stessa. Non abbiamo mai subito l’avversario e meritato di perdere, forse solo con la Roma abbiamo concesso qualche occasione in più.

Abbiamo cercato di migliorare il gruppo per quest’anno ma nemmeno di indebolirlo per il prossimo. Spesso a gennaio c'è chi si indebolisce.

Larrondo e El Hamdoui avranno la loro possibilità, bisogna vedere il momento. Larrondo sta meglio, El Hamdoui è rientrato bene, parla meno l’italiano (ride, ndr), non gli ha giovato questo ma ha grande entusiasmo.

Sissoko? Ha caratteristiche importanti, può giocare in tanti modi, ha dimostrato di essere già tatticamente preparato, ha grande fisicità.

L'espulsione di Aquilani? E' giusta, sulle due giornate non so.  A volte qualcuno dice di peggio e l’arbitro fa finta di non sentire, è un aspetto che non si può cambiare, ma non è una scusante. Alberto sa che ha sbagliato, il primo a scusarsi è stato lui. Penso che verrà multato,  così come è successo con Olivera, deciderà la società.

Cuadrado a Miami per un'amichevole tre giorni prima la partita con la Juventus non mi sconvolge. Ormai il calcio moderno è questo, bisogna abitursi.

Balotelli? E’ positivo che i talenti stiano tornando in Italia, si alza il livello del campionato.

E' un dato di fatto che prendiamo più gol di prima. Quando non c’è Pizarro abbiamo meno possesso palla.

Son contento del mercato. Il Milan con Balotelli  ha fatto un colpo per l’immediato, può essere un valore aggiunto per scalare la classifica".

Queste le probabili formazioni:

Fiorentina: Viviano, Roncaglia, Rodriguez, Savic, Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, Borja Valero, Pasqual, Jovetic, Toni.

Parma: Mirante, Rosi, Paletta, Lucarelli, Gobbi, Marchionni, Valdes, Parolo, Biabiany, Belfodil, Sansone.

 
di Stefano Niccoli