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domenica 17 novembre 2019

Fiorentina, sconfitta che fa a male a Torino

11-02-2013

C’è ancora molto da lavorare per Montella. E’ questo l’aspetto più evidente all’indomani della sconfitta di Torino. Era la prova di maturità ma che la Fiorentina ha bocciato miseramente. La peggiore prestazione nella gara più importante e più sentita dell’intera stagione. Quel che è peggio è l’aver terminato la partita tra gli “olè” dei tifosi bianconeri, un vero colpo al cuore per i giocatori e per gli oltre duemila arrivati da Firenze. Sarebbe stato un inferno lo Juventus Stadium, diceva il video provocatorio pubblicato venerdì sul sito ufficiale del club. Promessa mantenuta. Al di là del 2-0 finale il passivo sarebbe potuto essere ben più ampio. Sì, perché la squadra viola, già poco presente nel primo tempo, è completamente scomparsa nei secondi quarantacinque minuti. Non un tiro verso lo specchio della porta, con la formazione di Conte brava ad amministrare il risultato senza difficoltà alcuna.
 Ci sta di perdere con la Juventus. Non è la prima volta e non sarà certamente l’ultima. Quello che più fa male è il modo in cui la sconfitta è arrivata. Da “piccola”, senza orgoglio, senza un’identità ma soprattutto senza un minimo di gioco. "Netta" l'ha definita Pizarro. Pensare che molti, tifosi e giornalisti, prefiguravano un incontro quasi alla pari viste le assenze e le difficoltà delle ultime settimane della Vecchia Signora. Sono mancati i singoli. A partire proprio dal cileno, battuto alla grande dal suo omologo Pirlo, autore di un match sontuoso, totalmente di altra fattura rispetto a quello disputato mercoledì in nazionale (forse in campo c’era il fratello). Davvero troppo impreciso il centrocampista gigliato, mai da lui si erano visti così tanti palloni persi. E poi c’è Jovetic. A questo punto la domanda sorge spontanea: siamo sicuri meriti la famosa etichetta di top player? Almeno per il momento il montenegrino è lontano anni luce dall’essere un campione, per il quale il Manchester City e la stessa Juventus avrebbero fatto follie in estate per portarselo a casa. Non inganni il gol al Parma. La rete non cancella una prestazione sotto tono. La conferma è arrivata proprio da Montella nella conferenza di venerdì: “Jovetic? Paradossalmente si è sbloccato nella partita in cui ha fatto meno bene”. Che non sia un bomber da venti marcature è chiaro ormai a tutti. L’ha detto anche Toni al Corriere dello Sport. Ma nove centri rappresentano un bottino troppo povero per uno come lui.
La Fiorentina è un bellissimo progetto che sta crescendo come nessuno si aspettava, ma che ha bisogno di tempo per migliorarsi e arrivare al top. Un po’ d’equilibrio non guasterebbe. Ciò che troppo spesso manca nel calcio e in una piazza come Firenze in particolare dove è facile passare in un attimo dal sogno scudetto alla mancata qualificazione all’Europa. Per ora è un 2013 avaro di soddisfazioni ma è sempre bene tenere a mente la storia degli ultimi due campionati quando il dubbio non riguardava l’accesso o meno alle coppe bensì la permanenza in Serie A o la retrocessione.
In settimana ci sarà da guardarsi negli occhi, capire cosa non sta andando negli ultimi tempi e come uscire da questa difficile situazione. C’è bisogno di una svolta se non si vuole perdere altro terreno dal terzo posto. Domenica sarà un altro esame, al Franchi arriva l’Inter. Che il 2-0 di Torino serva da lezione.

Stefano Niccoli