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martedì 12 novembre 2019

Fiorentina-Inter 4-1: show viola al Franchi

18-02-2013

C’è una frase o meglio un’esclamazione del noto giornalista Sky Maurizio Compagnoni che fotografa alla perfezione il 4-1 della Fiorentina all’Inter: “Questo è calcio spettacolo”. Era il trentasettesimo del primo tempo e Aquilani aveva appena sparato l’ennesimo tiro dalle parti di Handanovic. Il risultato era sul 2-0, il meglio sarebbe arrivato nella ripresa con le doppiette di Ljiac e Jovetic a firmare un poker umiliante. Firenze si aspettava una risposta dopo la cocente sconfitta di sabato con la Juventus, una serata di grande calcio per riprendere il treno “Europa”. E l’ha avuta. Forse nemmeno il più ottimista tra i tifosi avrebbe immaginato una notte così. Spettacolo puro al cento per cento. Da tempo non si vedeva la squadra di Montella giocare in questo modo. A dire la verità non la si era mai vista. Chiaro come quella di ieri debba essere catalogata come la migliore prestazione della campionato. Migliore anche di quella di settembre con la Juve. Quattro gol in più sono un dettaglio non da poco in un giochino come il pallone. Nerazzurri demoliti, letteralmente presi a pallonate, mai in grado di capire cosa dovessero fare in campo. In balia di una Fiorentina formato Barcellona – con le dovute proporzioni ovviamente -, con un “tiqui taca” che non si vedeva dal periodo magico di novembre e dicembre. Stramaccioni ne avrà di cose da dire ai suoi, davvero troppo discontinui, soprattutto in trasferta dove, dopo un inizio di stagione strabiliante, hanno collezionato ben sei sconfitte nelle ultime sette gare. Difficile capire cosa sia successo dopo l’impresa di Torino con l’Inter etichettata come l’anti Juve. La sensazione è quella di un progetto di gioco lasciato al caso, senza reali obiettivi di medio e lungo periodo. A differenza, per esempio, di Napoli, Lazio e Fiorentina.
Vincere era importante per tanti motivi. Per il morale in primis. Non ci vogliamo nemmeno immaginare l’aria intorno ai giocatori in caso di sconfitta.
Per la classifica, tornata finalmente a sorridere alla truppa viola. Nonostante il brutto avvio di 2013 i Montella Boys sono ancora in piena lotta per la qualificazione Champions. Il terzo posto è lì, a portata di mano, a soli due punti. C’è da aspettare il risultato della Lazio, impegnata stasera a Siena, ma risulta evidente il calo di forma della formazione di Petkovic.
Per Jovetic, negli ultimi tempi finito nell’occhio del ciclone per le sue scialbe prestazioni. In una notte il montenegrino si è ripreso tutto. La Fiorentina non ne può fare a meno, è lui il top player di questo gruppo, l’unico capace di colpi balistici come quello del secondo gol. E pensare che molti lo avrebbero voluto in panchina.
Per Ljajic. Chi se l’aspettava un Adem così. Finalmente un match da incorniciare, da tenere come punto di riferimento allenamento dopo allenamento, da ricordare per migliorarsi sempre di più.
Per Diego Della Valle, in tribuna dopo tre anni, da quel maledetto Fiorentina-Bayer Monaco del 9 marzo 2010. Ha scelto la giornata giusta per tornare al Franchi e riabbracciare il popolo gigliato dal quale sembrava volersene distaccare. Sarebbe curioso sapere cosa ne pensa della nuova squadra, ripartita in estate da zero grazie al ritrovato entusiasmo del fratello Andrea. Ci auguriamo di vederlo di più da queste parti. Se possibile anche contro il Chievo tra quindici giorni. L’appeal, certo, non sarà lo stesso ma sarebbe la testimonianza di un amore tornato finalmente grande.
E Montella? I complimenti vanno soprattutto a lui. L’aeroplanino ha capito gli errori di Torino e non ci ha pensato due volte a passare dal 3-5-2 al 4-3-3 costruito ad arte proprio per Jovetic, molto più vicino alla porta delle altre volte – i risultati si sono visti – e Ljajic. Senza dimenticare Cuadrado, devastante il colombiano. Il cambio di modulo potrebbe rappresentare una svolta per il finale.
Il cammino è segnato. Se la Fiorentina è guarita definitivamente sarà il Bologna a dirlo
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di Stefano Niccoli