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venerdì 30 ottobre 2020

Montella: ''Col Chievo partita insidiosa ma vogliamo andare in Europa''

02-03-2013

La sconfitta di Bologna ha messo in evidenza gran parte dei difetti di una squadra che, sì, ha fatto benissimo fino ad ora andando oltre ogni rosea aspettativa, ma a cui manca qualcosa per diventare una big a tutti gli effetti e a tempo pieno e non a singhiozzo come adesso. Una squadra che pecca di esperienza – ma questo è anche normale dopo la rivoluzione estiva -, ma soprattutto di cattiveria al momento di chiudere le partite. E purtroppo non è la prima volta.  E’ successo a Udine e a Catania, due gare simili, se non uguali, nel loro andamento e nel risultato. Insomma, un deja vù, un film già visto.
Il ko di martedì fa ancora più male considerando il livello tutt’altro che eccelso della formazione di Pioli, trascinata da un Diamanti in forma strepitosa ma pur sempre l’unico giocatore di qualità a fronte dei tanti a disposizione della Fiorentina. Tre punti buttati al vento che probabilmente costeranno caro in ottica terzo posto, lontano cinque lunghezze. Tanti da recuperare per la viola, troppo discontinua dall’inizio del 2013. Due sole vittorie parlano chiaro. Per fortuna il calendario sorride ai “Montella boys”. La prova del riscatto si presenterà già domenica contro il Chievo. Sulla carta non ci dovrebbe essere storia. In più tornerà Pizarro, squalificato al Dall’Ara. Ma il calcio, si sa, a volte può essere crudele e la Fiorentina lo ha provato direttamente con il Pescara, forse il punto di svolta – in negativo – del campionato. Vietato ricascarci, quindi, anche perché la sensazione è quella di un turno fondamentale per l’Europa che conta. Milan e Lazio si sfideranno sabato sera a San Siro, mentre l’Inter farà visita a un Catania a dir poco sorprendente. Insieme alla Roma, i toscani saranno i soli a non essere impegnati con una diretta concorrente. L’occasione è da sfruttare. Lunedì la situazione sarà più chiara per qualche ragionamento in più. Montella, però, dovrà fare i conti con l’assenza di Cuadrado. L’aeroplanino dovrebbe optare nuovamente per il 4-3-3 con il tridente d’attacco composto da Jovetic, Toni e Ljajic. Idea, questa, che stuzzica e non poco le fantasie dei tifosi. Non mancherebbero le controindicazioni. Il montenegrino, infatti, tornerebbe a giostrare defilato sulla sinistra. Lo stesso farebbe il serbo lasciando vuota, così, la corsia opposta. Da qui l’alternativa del classico 3-5-2 con  Romulo sulla fascia destra.

Poca cattiveria? Le critiche fanno bene perché fanno crescere. La cattiveria non va tradotta solo in mancanza di risultati. Siamo forse una squadra poco pratica perché non riusciamo a gestire dei vantaggi quando il nostro avversario è più debole di noi - ha detto Montella alla vigilia -. Non sappiamo gestire le partite senza sofferenza alcune volte: è un punto in cui dobbiamo migliorare. Solo se siamo aggressivi e convinti sappiamo fare meglio: dato che questo non sempre è possibile, dobbiamo essere più pratici, a cominciare dalla difesa. Dobbiamo imparare a conoscere i nostri limiti: siamo in un percorso di crescita. Sarebbe bello essere pratici e vincere sempe, ma noi non siamo perfetti, ci vorrà del tempo. Non voglio essere disfattista, qualcuno lo è stato: la squadra non deve essere influenzata.
Sono arrabbiato per il ko del Dall'Ara. Credo che il dna di una squadra sia figlia del carattere del proprio allenatore: la squadra è arrabbiata come me. Domani troveremo una squadra difficile, esperta che sa aspettare e soffrire. Il Chievo sa venire fuori dalle situazioni difficili. Sarà una partita insidiosa. Se la Fiorentina farà la sua gara e non si farà trascinare dagli umori credo che ne verrà fuori.
Quando si valutano i giocatori l'attenzione è una componente fondamentale. Un giocatore fa test continui. Dobbiamo migliorare tutti, ma siamo a buon punto.
Cuadrado? E’ un giocatore particolare: mi aspetto molto di più da lui perché deve fare più gol e più assist. Può diventare più pratico di quanto lo sia ora. Il suo ruolo? Sia lui che Pasqual hanno sempre giocato più in alto dei centrali. Per sostituirlo abbiamo provato tante soluzioni, domani vediamo.
La gara d’andata? Giocammo sotto ritmo ed i valori tecnici nostri non vennero fuori, fu un primo tempo brutto per bravura del Chievo e per nostro demerito.
Gli errori individuali? Quando ci sono è colpa anche mia: dobbiamo saper crescere sotto questo aspetto. Non si può subire gol all'85° perché in certe situazioni deve prevalere la praticità, non la qualità.
 Noi vogliamo arrivare in Europa: sappiamo che è difficile ma lo sapevamo anche prima. Tutti hanno le pressioni, molti club ne hanno più di noi. Vogliamo ottenere il nostro massimo e le prossime 12 partite ci diranno chi siamo e dove arriveremo.
Io sono sempre me stesso, non credo che per farsi capire dalla squadra sia sempre necessario alzare la voce. Non servono delle recite. Quello che devo dire alla squadra lo dico a modo mio e credo di essere compreso.
Nella partita di Bologna non ho fatto dei cambi perché quello che ci mancava era l'atteggiamento, non un giocatore diverso. Eravamo troppo bassi. Mi sono arrabbiato per l'atteggiamento della squadra, che non è stato quello giusto. Il Bologna ha vinto la partita per cattiveria, non per superiorità tecnica. Abbiamo subito il gol del 2-1 dopo 3-4 errori consecutivi. Sconfitte così sono esperienze che ci servono per crescere. Dobbiamo diventare capaci di difendere il risultato.
I nuovi acquisti? Stanno tutti bene, devo valutare tante cose. Vedremo se ci sarà l’occasione.
I punti di adesso? Meno di quanti ne avremmo meritati
”.

Le probabili formazioni:
Fiorentina: Viviano, Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Jovetic, Toni, Ljajic.
Chievo: Puggioni, Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Jokic, Guana, Rigoni, Cofie, Paloschi, Thereau.

di Stefano Niccoli