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domenica 17 novembre 2019

Mario Gomez si presenta: ''Firenze destinazione giusta. Ora sono un fiorentino''

15-07-2013

Erano in venticinquemila (Maratona, curva Ferrovia e settori ospiti completamente esauriti) a dare il benvenuto a Mario Gomez. Caldo e afa non hanno fermato il desiderio dei tifosi viola di stare vicino al loro nuovo beniamino. Alcuni sono addirittura tornati dal mare per non perdersi il meraviglioso evento. In molti l’hanno aspettato per quasi tutta la scorsa settimana – invano - all’aeroporto di Peretola ed ora che è arrivato, con la maglia della Fiorentina sulle spalle, la festa può finalmente cominciare. Cori, striscioni, fumogeni. La città è letteralmente impazzita per il suo "gioiello". Adesso sognare in grande non è più un'utopia. Le fantasie volano libere su quale potrebbe essere l’obiettivo della prossima stagione, rimanere con i piedi per terra è difficile. Un’accoglienza così per un giocatore Firenze non la vedeva da anni. Anzi, non l’aveva mai vista. Sì, perché il tifo è una malattia. Lo era ai tempi della C2 con Nicodemo, Longo, Graffiedi e Riganò. Figuriamoci col panzer tedesco.
Manca ancora un mese e mezzo all’inizio del campionato, ma la voglia che i supporters gigliati hanno di ammirare la loro "creatura" è a dir poco incontenibile.

"Ciao ragazzi – le parola in conferenza stampa del Torero - . Adesso sono un Fiorentino e sono molto contento (dice in italiano). Spero di imparare presto la lingua. Sono felice e orgoglioso di essere qui, lo desideravo da settimane. Tutto è fantastico, la città, i tifosi e lo stadio è gremito di gente, ora spetta a noi dare il massimo per la maglia viola.
E’ tutto così bello questo entusiasmo, lo avvertivo già dalla Germania. Quando era chiaro che dovevo andarmene potevo scegliere tra Italia e Spagna, ma questa società ha grandi obiettivi e la città è fantastica, era la destinazione migliore per me.
Col Bayern Monaco ho vinto tutto ed è stato fantastico ma sono curioso di provare qualcosa di nuovo. Ho parlato anche con Guardiola che mi ha detto che la Fiorentina sarebbe stata una scelta giusta, visto che è una squadra che gioca un calcio d’attacco.
Qual’è il giocatore più importante della Fiorentina? So che ce ne sono molti e nei prossimi giorni li conoscerò, ma dovete considerarci come squadra che ha un obiettivo comune.
Firenze? La città è fantastica e ha giocato il suo ruolo nella scelta. Ma la componente più importante è quella sportiva e io volevo giocare, al Bayern non mi mancava nulla ma la cosa più importante è giocare ed essere protagonista.
Il mondiale 2014? Non è stato il motivo principale della mia scelta, poi ovviamente è sempre positivo giocare e poter segnare per guadagnarsi un posto in nazionale.
I risultati e il successo sono il sogno di tutti e questo è il mio obiettivo al momento, poter vincere un titolo in Italia.
Obiettivo di gol? Non c’è un obiettivo preciso, spero di segnare il più possibile.
Non ho parlato con Luca Toni di Firenze, l’unica persona a cui ho chiesto un giudizio è stato Guardiola e mi ha detto che Montella è un allenatore fantastico. Ho parlato col mio nuovo mister ed è stato gentilissimo, abbiamo parlato degli obiettivi"
.

Così,invece, il patron Andrea Della Valle sul campo del Franchi: "Quando vi ripetevo che il meglio doveva ancora venire intendevo questo. Vi meritate questa bellissima festa. Mario ha scelto Firenze e ha voluto essere qui insieme a noi. Per questo gli dico, grazie Mario. Verso la fine della trattativa hanno anche provato a portarcelo via con arroganza (Napoli, ndr), ma non ci sono riusciti. Volevamo far capire cosa sia Firenze a Mario e ci siamo riusciti. Adesso dobbiamo ripartire tutti insieme, il nostro progetto lo conoscete benissimo. Mario è stato incantato da quello che è il nostro gioco, ha detto che è l’uomo giusto al posto giusto. Oggi abbiamo la prova che ripartiamo con grandi obiettivi".

di Stefano Niccoli