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mercoledì 20 novembre 2019

Fiorentina, 3-0 al Pacos. Buona la prima in Europa League

20-09-2013

"Buona la prima" e "chi ben comincia è a metà dell’opera", si dice in questi casi. La Fiorentina torna a vincere in Europa League cinque anni dopo il 2-0 all’Everton del 6 marzo 2008. Tre gol al Pacos de Ferreira per cominciare nel migliore dei modi il cammino nel Girone E. E’ bene chiarire fin da subito: quella portoghese è una delle squadre peggiori d’Europa e le sette sconfitte, di cui quattro in campionato, collezionate dall’inizio della stagione fanno capire la reale consistenza della formazione di Costinha, vecchia conoscenza italiana per aver giocato dal 2007 al 2010 nell’Atalanta. Vietato, però, sminuire il successo dei Montella Boys. Tre punti ci volevano e tre punti sono arrivati che, per essere pragmatici, fanno sempre tanta salute. Sul piano della manovra c’è ancora da migliorare. Specialmente nel primo tempo, la viola ha faticato e non poco a mettere insieme idee e occasioni, il tiki taka della passata stagione sembra essere un lontano ricordo per il momento. A dire la verità, nei primi quarantacinque minuti la truppa gigliata è parsa quasi pigra e svogliata. E difficilmente ci si poteva aspettare qualche lampo dagli iberici, visto il basso tasso tecnico. Ci ha pensato Gonzalo Rodriguez a svegliare i compagni grazie a un gol alla Pippo Inzaghi che ha messo in evidenza gli enormi limiti tattici degli undici di Costinha. 
Meglio, molto meglio la seconda frazione di gioco. Merito di un fantastico Borja Valero. Lo spagnolo si è caricato la squadra sulle spalle, regalando spettacolo a tutto campo con qualche gesto che da se è valso il prezzo del biglietto, come lo stop al volo di sinistro e il successivo assist per Matos in occasione del 2-0. L’ex Villareal sarebbe titolare in tutte le nazionali del mondo, ha avuto la "sfortuna" di far parte di una generazione di campioni come Xabi Alonso, Fabregas, Xavi e Iniesta.
Altro fenomeno della serata, Giuseppe Rossi. Una rete, la terza la sua, che tanto assomiglia a una delle molte messe a segno da un Dio del pallone come Lionel Messi. I due infortuni al ginocchio sono un lontano ricordo, per Pepito è come se fosse iniziata una nuova vita. L’italo-americano ha tutte le caratteristiche dell’attaccante moderno: piccolino, baricentro basso, piedi sopraffini. Insomma non certo un bomber di razza, ma è decisivo come un vero nueve. Quello di ieri è stato il centesimo gol da professionista (nazionale esclusa) e ha solo ventisei anni.
E poi complimenti a Matos Ryder, nel tabellino dei marcatori appena ventisei secondo dopo l’ingresso in campo. Un arma in più per Montella in attesa di Gomez e Ilicic.

di Stefano Niccoli