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lunedì 18 novembre 2019

Franco Ballerini, inaugurata la statua in suo onore

20-09-2013

Ci sono alcuni atleti capaci di fare la storia dello sport. Basta pensare, per esempio, a Maradona e Pelè per il calcio, a Giacomo Agostini e Valentino Rossi per il motociclismo, a Senna e Micheal Schumacher per la Formula Uno. Stesso discorso lo si potrebbe fare per Franco Ballerini relativamente al ciclismo. I Mondiali 2013 si avvicinano, per la prima volta si disputeranno in Toscana, con l’arrivo di tutte le gare in viale Paoli a Firenze, la città natale dell’ex commissario tecnico della nazionale azzurra, prematuramente scomparso a soli quarantasei anni il 7 febbraio 2010 durante il rally Ronde di Larciano.
E proprio a lui, il Comune ha deciso di intitolare una statua – pesante 25 quintali, alta 2,40 metri, posizionata su un plinto di circa due metri - realizzata dal maestro Giorgio Butini e inaugurata venerdì 20 settembre 2013 al Nelson Mandela Forum di Firenze alla presenza del vicesindaco e assessore allo sport Stefania Saccardi, del presidente del comitato istituzionale Vincenzo Ceccarelli, del grande Alfredo Martini e del senatore e segretario PSI  Riccardo Nencini.
L’opera è stata fortemente voluta dalla famiglia Ballerini, in particolare dal fratello Mauro: “Desideriamo lasciare un segno tangibile di Franco in una città come Firenze in questa occasione particolare. Credo che sia noi familiari che tutti coloro che amano e si occupano di ciclismo siamo in debito nei suoi confronti anche se siamo consapevoli che tutto quanto possiamo fare non sarà sufficiente a compensare quanto Franco abbia fatto per questo sport”.

Nella sua carriera, Franco non ha mai vinto una corsa a tappe, ma può vantare ben due primi posti alla Parigi-Roubaix del 1995 e 1998. La passione sconfinata per questa classica del nord gli è valsa addirittura la cittadinanza onoraria di Roubaix. Un amore, questo, rafforzatosi col tempo, tanto che nel 2001, al suo ingresso nel velodromo del paese transalpino mostrò una sottomaglia sulla quale campeggiava la scritta “Merci Roubaix”.

Nell’agosto 2001 è diventato allenatore della selezione italiana professionisti, raggiungendo i successi di Zolder 2002 con Mario Cipollini e di Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007 con Paolo Bettini, vincitore anche della medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Atene 2004.
L’incidente di Serravalle Pistoiese ce l’ha portato via troppo presto. Trionfare alla prova in linea di domenica 29 sarebbe il modo migliore per portare in alto il nome e la memoria del “Ballero”.

Con questa statua dedicata a Franco Ballerini – ha detto l’ex Ct Alfredo Martini – Giorgio Butini ha voluto rappresentare la sua statura come atleta, tecnico, ma soprattutto come uomo. Franco era amato da tutto il gruppo e questo era un aspetto molto importante. Era famoso nel mondo, ma la sua popolarità non ha superato la sua indole, cioè il non voler mai essere alla ribalta, ma lavorare al meglio per gli altri. Franco era un uomo d’una simpatia eccezionale. Ce lo ricordiamo quando Bettini andava all’ammiraglia per ascoltare i suggerimenti di Franco. Franco è qui con noi, ci sente, lo possiamo toccare col nostro spirito e la nostra anima”.

Franco mi ha aiutato in un mio momento molto difficile – le parole di Bettini – quando nel 2006, dopo aver vinto il mio primo Mondiale, mi sono trovato di fronte la realtà della vita con la scomparsa di mio fratello. Franco è stata una delle persone che mi ha aiutato a reagire, mi ha fatto capire che la vita fin tanto c’è deve andare avanti e che bisogna godersela nel migliore dei modi. Ci ha lasciato, ma posso assicurare che era una persona fantastica, come un fratello, disponibile con tutti. MI fa piacere parlare di Franco perché qui ci si giocheranno tante medaglie la prossima settimana. Da quando sono diventato ct della nazionale italiana non siamo più saliti sul podio, spero che questo possa avvenire a Firenze”.