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mercoledì 20 novembre 2019

Spettacolo Fiorentina: 2-0 all'Atalanta

23-09-2013

"Rossi c’è", direbbe Guido Meda, il cronista Mediaset del motociclismo. Ovviamente non ci riferiamo a Valentino, ma a Giuseppe, fenomeno del pallone. Pepito non si ferma più. Anche ieri in gol contro l’Atalanta. Una rete, la seconda, bellissima, che solo i grandi campioni sanno realizzare. E lui un campione lo è. Per il numero quarantanove viola è il 4° centro in campionato (più uno in Europa League col Pacos) in altrettante partite, a secco solo nella gara maledetta col Cagliari. I numeri dell’italo-americano fanno paura: segna ogni novantaquattro minuti e quello contro la squadra di Stefano Colantuono è stato il centounesimo goal in carriera (nazionale esclusa). A soli ventisei anni. Gli elogi si sprecano. Che fosse forte lo sapevamo, che fosse così forte lo dubitavamo, che sarebbe stato decisivo, devastante, goleador già da subito sinceramente lo ignoravamo.
Con i nerazzurri, la Fiorentina ha vinto da grande, senza impressionare sul piano del gioco, ma senza nemmeno mai soffrire troppo. Arrivando in zona tiro con la giusta cattiveria. Non dimentichiamoci, poi, che mancavano Pizarro (squalificato), Gomez e Cuadrado (infortunati), non certo tre giocatori qualunque. I viola sono meno scintillanti, ma tremendamente più concreti di un anno fa.
Nel 2-0 di Bergamo non è stato solo Rossi a brillare, ma anche due "presunte" seconde linee: Wolski e Mati Fernandez. Il primo, titolare al posto di Joaquin, evidentemente ancora in ritardo di condizione. Il polacco ha sfruttato bene l’occasione concessagli – a sorpresa - dall’aeroplanino, andando vicino al gol dopo pochi minuti dall’inizio e propiziando l’1-0 di Mati con un colpo di testa stampatosi sulla traversa. Il secondo, come detto, ha avuto il merito di sbloccare la partita. Un gol che il cileno cercava da tempo e che speriamo lo possa liberare sul piano mentale. Le qualità le ha, eccome.
Per la seconda volta consecutiva, poi, la difesa non ha subito gol e questo è un dato molto importante da sottolineare. Si sa quanto in Italia sia fondamentale prendere pochi gol. L’ha dimostrato la Juventus nelle ultime due stagioni. Non era facile tenere a freno un bomber di razza come Denis e i due "velocisti" Maxi Moralez e Bonaventura. Rodriguez, Savic e Tomovic ci sono riusciti alla grande.
Giovedì il primo vero banco di prova per Pasqual & co. A San Siro contro l’Inter, rigenerata dalla cura di Walter Mazzarri e reduce dal rotondo 7-0 di Sassuolo. I viola vogliono i tre punti per capire se questo sia l’anno buono per provare a vincere lo scudetto. 

di Stefano Niccoli