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domenica 17 novembre 2019

Mondiali di Ciclismo: Rui Costa re di Firenze

30-09-2013

Quando si dice: "le coincidenze". Per la prima volta i Mondiali di Ciclismo si corrono in Toscana, con l’arrivo a Firenze e chi poteva vincere se non Alberto Rui Costa, il portoghese con lo stesso cognome di quel Manuel che dal 1994 al 2001 tanto ha fatto sognare i tifosi della Fiorentina. Strano scherzo del destino davvero.

Gara dei professionisti bellissima, caratterizzata da una pioggia battente che ha smesso di cadere solo al nono dei dieci giri in programma del circuito Firenze-Fiesole. Il corridore classe 1986 (tre tappe al Tour De France e due giri di Svizzera nel suo palmares) ha vinto battendo in volata in Viale Paoli lo spagnolo Joaquin Rodriguez. In terza posizione, l’altro spagnolo, Alejandro Valverde (bronzo come a Valkemburg 2012). Niente da fare per il nostro Vincenzo Nibali, quarto. Dopo la Vuelta di Spagna, un’altra delusione per lo Squalo dello Stretto, autore, però, di una rimonta incredibile visto che al settimo giro del circuito era caduto insieme ai suoi due compagni Paolini e Scarponi. A quel punto, per la nostra nazionale, il Mondiale sembrava finito, ma il siciliano ha dimostrato forza, bravura e coraggio nel rientrare nel gruppo dei primi, dando agli azzurri una speranza di vittoria che a settanta chilometri dalla fine pareva essere svanita.

I primi a scappare, poco dopo la partenza da Lucca, sono stati il ceco Barta, il tunisino Chtiouoi, l’austriaco Brandle, il polacco Huzarski e il venezuelano Godoy che arriveranno ad avere un vantaggio massimo di otto minuti e dieci secondi prima di entrare a Firenze. La fuga dei cinque durerà 220 chilometri, con Huzarski ultimo a cedere.
Nei primi giri del circuito, la strategia dell’Italia cambia e la selezione di Paolo Bettini comincia spingere forte, causando così una selezione nel gruppo che via via si assottiglia. Intanto, il diluvio provoca alcune cadute e i primi costretti ad abbandonare la corsa iridata sono Chris Horner, Cadel Evans, Daniel Martin, Wiggins, Van Garderen, Samuel Sanchez e Nicolas Roche, mentre al quarto passaggio abbandonano Froome e Nairo Quintana. Al settimo, scatta Giovanni Visconti, bravo a raggiungere Huzarski, ma nella discesa di Via Trieste accade il patatrac con la scivolate di Scarponi, Paolini e del capitano Nibali. Nonostante lo svantaggio, gli ultimi due riescono a raggiungere il plotone.
La svolta all’ultimo giro: sulla salita di Fiesole attacca Nibali, davanti a tutti insieme a Rodriguez. I due, però, vengono ripresi in fondo alla discesa da Rui Costa e Valverde. Sono in quattro a giocarsi la vittoria, ma l'italiano è solo nella "morsa" dei due spagnoli. Rodriguez allunga, Valverde resta dietro a marcare Vincenzo, stremato per la rimonta, mentre Rui Costa va ad agganciare l’iberico a cinquecento metri dal traguardo, per poi batterlo in velocità. Per il Portogallo è il primo successo nella storia dei Mondiali di Ciclismo.

Nonostante il podio mancato per poco, tanti complimenti a Nibali per aver tentato l’impresa sino alla fine. "Sapevamo che sarebbe stato rischioso: ieri (sabato 28, ndr) lo avevo detto, sapevamo benissimo che si poteva scivolare su quell'asfalto – le parole del Ct della nazionale azzurra Paolo Bettini al Corriere dello Sport -. Peccato che sono andati giù quando è finito il caos e stavamo cercando di riordinare le idee: c'è mancato Paolini, ma un bravo devo rivolgerlo a Nibali e a tutti gli altri. Non pensavo che Nibali risalisse in bici. Senza quella caduta se la sarebbe giocata. Ha fatto un gran numero per rientrare, non me l'aspettavo: io andavo avanti con l'ammiraglia e non riuscivo a trovarlo". Immaginate lo sforzo che ha sostenuto Nibali. Preferisco la medaglia di legno a una sconfitta come quella subita dalla Spagna".

Stefano Niccoli