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mercoledì 21 ottobre 2020

Fiorentina corsara in Ucraina: 2-1 col Dnipro

04-10-2013

Contavano i tre punti. Per dimenticare la sconfitta con l’Inter e il pareggio beffa col Parma. Per "mettere in ghiaccio" il passaggio al turno successivo d’Europa League. Per troncare sul nascere i primi malumori dopo un paio di risultati negativi. E i tre punti sono arrivati. Quella contro il Dnipro era sicuramente la partita più difficile del Girone E. Per tanti motivi. Mancavano Gomez, Pasqual, Rebic e Rossi (infortunati) e Aquilani (non convocato). Si giocava su un campo al limite della praticabilità, pieno di pozzanghere, che non ha certamente agevolato i fraseggi veloci dei ragazzi di Montella. E poi il tempo, zero gradi, con la neve mista a pioggia e il rischio di incappare in altri infortuni. Insomma, una battaglia vera, tra schizzi di fango e scivolate pericolose, contro una squadra in palla, seconda nella Premier League ucraina dietro allo Shahktar Donetsk. Ma la Fiorentina c’è e adesso la strada per la qualificazione è tutta in discesa anche perché il Pandurii, prossimo avversario fra tre settimane, non può far paura alla viola.

Nel freddo della Dnipro Arena sono saliti in cattedra Gonzalo Rodriguez e Massimo Ambrosini, non a caso gli autori dei due gol. Lo spagnolo è, ormai, il leder indiscusso della retroguardia gigliata. Difensore con una tecnica di base superiore alla media, basta vedere l’apertura sulla destra per Borja Valero in occasione del raddoppio o, andando più indietro nel tempo, il lancio per Cuadrado per il momentaneo 1-0 di Zurigo col Grassoppher. Non solo, perché l’ex Villareal è anche un bomber – tre gol in stagione (due in Europa League, uno in campionato) -, ma soprattutto è sempre decisivo nelle chiusure (Neto lo avrà sicuramente ringraziato sul liscio al dodicesimo minuto).
Il biondo centrocampista è stato il migliore in campo. E non è la prima volta quest’anno. Il colpo di testa del 2-1 è stato il degno coronamento di una prestazione fatta di corsa, grinta e cuore. Il pesarese è una diga davanti alla difesa, i contrasti e i duelli aerei sono tutti suoi, ma sta facendo vedere ottime cose anche in fase d’impostazione. La sua presenza aumenta di gran lunga lo spessore della Fiorentina . Non avrà i piedi di Borja Valero, Aquilani e Pizarro, ma da lui non ci aspettiamo certo lanci di trenta-quaranta metri. Meno spettacolo, meno qualità, meno fronzoli, ma molta più quantità e tenacia. La sensazione è che le gerarchie siano cambiate, con il Pek che potrebbe diventare il vice del numero 21 e non il contrario. Al momento della firma, intorno ad Ambrosini c’era scetticismo. Molti dubbi riguardavano non solo il suo passato in rossonero, ma anche, se non soprattutto, la sua condizione fisica, visti i 36 anni. Una scommessa vincente sino ad ora. Montella ha capito che non può fare a meno di lui ed è probabile lo riproponga all’Olimpico contro la Lazio

Domenica l’ultimo sforzo prima della benedetta sosta per le nazionali. La presenza di Giuseppe Rossi è ancora in dubbio, ma tornare da Roma con una vittoria darebbe una spinta emotiva incredibile in vista della sfida all'odiata Juventus il prossimo 20 ottobre.

di Stefano Niccoli