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venerdì 23 ottobre 2020

Chievo-Fiorentina, Montella: ''Vargas è ok. Per Gomez bisogna aspettare''

26-10-2013

Diciannovesima posizione in classifica, quattro punti, solo sei i gol fatti, diciannove quelli subiti con una differenza reti di meno nove. Sono i numeri – inquietanti – del Chievo, prossimo avversario della Fiorentina domenica pomeriggio alle 15. Gli uomini di Sannino non vincono da più di un mese, esattamente dal 21 settembre quando i gialloblù si imposero 2-1 sull’Udinese. Da allora, ben quattro sconfitte consecutive, con Juventus, Catania, Atalanta e Genoa. Presentata così, la partita del Bentegodi potrà apparire semplice e senza storia a favore dei viola. Ma mister Vincenzo Montella conosce i pericoli della trasferta di Verona. I clivensi sono, da sempre, avversari tosti per Pasqual & co. Basta tornare, per esempio, alla scorsa stagione. Era il 20 ottobre 2012 e i gigliati pareggiarono 1-1 grazie a un gol di Gonzalo Rodriguez.

Certo, tra le due formazioni non c’è storia sotto il profilo tecnico-tattico. Ma si sa come, con le così dette piccole, non basti la qualità. Ci vorranno corsa, impegno e sacrificio. Vale a dire proprio le caratteristiche che il Chievo metterà in campo, non essendo dotato di campioni e grandi palleggiatori. Una sfida, dunque, dalle tante insidie, visto che i veneti giocheranno con la determinazione di chi vuole abbandonare il fondo della classifica.
E poi c’è da considerare l’aspetto delle motivazioni perché qualcuno, anche inconsciamente, potrebbe sentirsi appagato dopo la splendida vittoria contro la Juventus. Ma siamo sicuri che l’aeroplanino saprà tenere tutti con le antenne ben dritte. Ci sono pur sempre tre punti in palio e la Fiorentina dovrà mettere la stessa grinta mostrata domenica scorsa con i bianconeri. Solo avendo il medesimo atteggiamento sia con le squadre di prima che con quelle di seconda fascia si diventa una big.
Un successo farebbe salire inevitabilmente l’entusiasmo dei gigliati per i due big match contro Napoli (mercoledì 30 ottobre) e Milan (sabato 2 novembre). In più, darebbe la possibilità di accorciare sulle prime della classe.

Passando ai probabili schieramenti, tra i padroni di casa sicuri assenti per squalifica Sardo e Rigoni. Al loro posto, Frey e Radovanovic.
Tra gli ospiti, out Ambrosini, Gomez, Rebic, Ilicic ed Hegazy.

Dalla sala stampa "Manuela Righini" dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo Montella:

"Joaquin? E’ cresciuto molto fisicamente. Quando l’abbiamo acquistato sapevamo che giocatore era, ma non possiamo garantirgli il posto da titolare fisso, a volte gioca a volte no. Era abituato ad allenarsi giocando, e quindi all’inizio ha avuto qualche difficoltà, poi ci siamo spiegati ed è cresciuto. Il momento buono? Dobbiamo gestire l’euforia, che fa male. La linea fra euforia ed entusiasmo è sottile. Cuadrado a sinistra? E’ da scoprire, gioca diversamente lì, si accentra di più e può essere utile. Matos? Dietro i suoi risultati c’è impegno e abnegazione.
Vargas? E’ recuperato a tutti gli effetti, si impegna con costanza, erano cinque anni che non era così magro. E’ a disposizione, vediamo se da domani o no. Mario Gomez? Ancora non è in gruppo, quindi ci vorrebbe qualche settimana di allenamento col gruppo per valutarlo. Thereau? E’ un giocatore interessante che mi piace molto. Le partite con Napoli e Milan? Sono scontri diretti, ma sono importanti tutte le partite. Ogni domenica possono cambiare gli scenari. Neto? Mi sta piacendo, soprattutto per come sta reagendo alle critiche, sta reagendo con grande personalità. Il gol di Pogba? Se il portiere chiama la palla e il compagno non gliela lascia… Rebic? Come da regolamento abbiamo mandato il giocatore in Nazionale, ma avevamo spiegato il suo problema pensando che l’avrebbero restituito subito a noi. Poi lui ha giocato, rischiando molto, e quindi al ritorno l’abbiamo tenuto fuori
".

Chievo: Puggioni, Frey, Claiton, Cesar, Drame, Estigarribia, Bentivoglio, Radovanovic, Hatemaj, Thereau, Paloschi.
Fiorentina: Neto, Tomovic, Rodriguez, Savic, Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Pasqual, Joaquin, Rossi.

di Stefano Niccoli