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sabato 24 ottobre 2020

Fiorentina col Verona per il riscatto. Con Jorginho nel mirino

01-12-2013

Fiorentina-Verona di lunedì sarà importante per più di un aspetto. In primis per quello sportivo. I viola vogliono dimenticare la brutta sconfitta di domenica scorsa a Udine e riprendere il cammino trionfale che li aveva portati a vincere sei delle precedente sette gare. Ma soprattutto dimostrare che il ko del Friuli è stato solo un incidente di percorso. Ovviamente ci vorrà uno spirito diverso, non c’è dubbio che contro Di Natale & co., i ragazzi di Montella abbiano disputato la loro peggior partita da inizio stagione. Specialmente nel secondo tempo in cui i bianconeri hanno legittimato il successo creando almeno tre nitide palle gol. Gran parte del merito va a Neto se i gigliati sono riusciti a tenere in bilico il risultato sino al triplice fischio di Tagliavento. Ma è bene guardare il bicchiere mezzo pieno. Complice la sconfitta del Napoli contro il Parma, la zona Champions è rimasta a quattro punti e i partenopei saranno impegnati, sempre lunedì ma alle 21, nella insidiosa trasferta di Roma contro la Lazio.
I gialloblù verranno a Firenze col coltello tra i denti, desiderosi di cancellare l’1-0 patito nel derby col Chievo. La squadra di Mandorlini è una delle sorprese più liete in quest’avvio di campionato. Ventidue punti – dopo tredici giornate - sono tanti per una neopromossa. Un bottino considerevole in ottica salvezza. Fuori casa, però, i veneti fanno una fatica tremenda ad esprimere il loro gioco. Non a caso lontano dal Bentegodi, per ora, hanno vinto solo una volta, il 6 ottobre a Bologna per 4-1. E poi torneranno Toni e Romulo, due che hanno lasciato un ricordo completamente opposto in riva all’Arno.

Il match del Franchi sarà importante anche sotto l’aspetto del mercato. Non è un mistero che tra gli ospiti ci sia un calciatore che piace, e molto, a mister Montella: Jorginho, considerato l’erede di David Pizarro. I toscani difficilmente investiranno una cifra consistente per il classe 1991, ma la trattativa potrebbe entrare nel vivo a giugno. Non sarà un’operazione facile perché sull’italo-brasiliano hanno messo gli occhi altri club prestigiosi. La Juventus innanzitutto, con i bianconeri alla ricerca di un vice Pirlo. E poi l’Arsenal, il Chelsea di Mourinho e il Porto. Jorginho è il prototipo del centrocampista multifunzionale, un regista moderno che sa arretrare e tamponare così come impostare e concretizzare. Non un Baggio naturalmente, né tanto meno un giocatore già fatto, ma la stoffa per diventare un campione c’è. Con lui il salto di qualità sarebbe assicurato.
All’ombra di telecamere e taccuini, quindi, Daniele Pradè e Sean Sogliano, direttore sportivo degli scaligeri, potrebbero parlarsi e cominciare a discutere dei dettagli di una trattativa destinata ad essere una delle più chiacchierate la prossima estate.

Dalla sala stampa "Manuela Righini" dello stadio Artemio Franchi, le parole del mister Vincenzo Montella:

"Le anti-Juventus? Il campionato dice che le squadre di testa sono aumentate, ogni piazzamento è più difficile. La Juve resta la squadra più completa, le altre sono migliorate e nel mercato di gennaio possono fare qualcosa.
Il mercato? Dipende dalle opportunià e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. La società ha già fatto degli sforzi ed è contenta del lavoro così come i tifosi lo sono. Fino ad oggi è stato fatto un grande lavoro e questo non deve essere annullato.
Toni? Lo scorso anno ci ha dato moltissimo, sia in campo che nello spogliatoio. Quando si fanno delle scelte vuol dire che ci si è pensato a sufficienza. Ad una certa età servono degli stimoli, probabilmente dietro Gomez e Rossi avrebbe giocato poco. Abbiamo preferito poi investire su giocatori giovani.
La squadra? Sta bene, sta meglio dello scorso anno. Pasqual ha avuto un affaticamento, vedremo nelle prossime ore.
Ilicic? E’ un ragazzo che si spende per la squadra. Il lato posturale non si può cambiare ma l’atteggiamento sì. Se si comporta bene, come fatto fino ad oggi siamo tranquilli.
I margini di miglioramento sul mercato? La società non me l’ha chiesto. Io vedo il bicchiere pieno o quasi, mi riferisco anche a ciò che la società ha fatto per la squadra. Gomez è stato un grande acquisto, accontentiamoci.
Cuadrado? Può giocare sia a destra che a sinistra con caratteristiche diverse. A Udine, partendo da sinistra, è arrivato tre volte in porta. A seconda della corsia esprime le sue caratteristiche, così come Joaquin. Cuadrado partendo da sinistra fa più gol.
Vargas? Sta bene, è una risorsa importante per la Fiorentina e ha dimostrato grande condizione pur non giocando molto, dà certezze a livello fisico e comportamentale.
Il Verona? Ha molta allegria e non ha subito l’impatto con la Serie A, sono la sorpresa del campionato. E’ una squadra compatta in fase difensiva ma non rinuncia ad attaccare; è una squadra solida e coraggiosa nell’affrontare le partite.
L’obiettivo? L’obiettivo e la volontà sono di essere competitivi ma dipende anche da ciò che fanno le altre società. Non dobbiamo perdere la nostra dimensione.
Jorginho? Non lo conosco benissimo, sta facendo un gran campionato ma non so se è da Fiorentina.
I calci piazzati? Li prepariamo ancora insieme a tutto lo staff, alcune lacune sui calci piazzati difensivi erano emersi anche lo scorso anno. Abbiamo segnato un po' meno, forse lo scorso anno di più.
Due partite senza gol? Non è un campanello d’allarme.
Batistuta? Ho avuto un bel rapporto con lui, mi auguro ci venga a vedere perchè ci farebbe piacere. Se porta le scarpe lo facciamo giocare
".

Le probabili formazioni:
Fiorentina: Neto, Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Joaquin, Rossi, Cuadrado.
Verona: Rafael, Romulo, Maietta, Moras, Albertazzi, Hallfredsson, Donati, Jorginho, Iturbe, Toni, Juanito.

di Stefano Niccoli