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mercoledì 20 novembre 2019

Il derby col Livorno battezza il 2014 della Fiorentina

04-01-2014

Finita la sosta natalizia, si ricomincia a fare sul serio. Insieme a Chievo-Cagliari e Juventus-Roma, sarà la Fiorentina ad aprire la diciottesima giornata di Serie A contro il Livorno (inizio alle 18 al Franchi). I viola vogliono cominciare il 2014 così come avevano terminato il 2013: con una vittoria. Per il morale e la classifica. C’è un terzo posto, distante appena tre lunghezze, da conquistare. L’impresa non è impossibile, il Napoli non sembra più fresco e brillante come ad inizio stagione e i passi falsi con Udinese e Cagliari lo dimostrano.

Gara abbordabile per i gigliati. Gli amaranto, penultimi a quota 13 punti, stanno vivendo un pessimo momento di forma, nelle ultime sette gare lo score è di un pareggio (2-2 contro il Milan) e ben sei sconfitte. Insomma, in casa dei labronici l’aria è pesante, con la panchina di mister Davide Nicola sempre più a rischio. Ma guai a sottovalutare questi match, notoriamente i più duri da preparare sotto il profilo dell’attenzione e della concentrazione. In più, si tratta di un derby e il Livorno farà di tutto per fermare il cammino dei "cugini".
Un altro interrogativo è dato dal rientro dalle feste. Paulinho & Co. sono tornati ad allenarsi il 27 dicembre, i viola il 31: gli ospiti potrebbero avere più benzina nelle gambe. Per Vincenzo Montella allenatore, poi, gennaio è da sempre un mese "maledetto" sul piano dei punti raccolti. Basta ripensare all’inizio del 2013, quando in campionato la Fiorentina perse contro Pescara, Catania e Udinese, compromettendo così la scalata verso la Champions. E non dimentichiamoci dell’eliminazione in Coppa Italia da parte della Roma.

Curiosità: la sfida di domenica fa tornare in mente la fine del mercato estivo e la vicenda Vargas in particolare. Il peruviano, scaduto il prestito al Genoa, non rientrava più nei piani di Montella, tanto che l’Aeroplanino decise di non portarlo col resto della squadra a Moena per il ritiro. Appesantito, fuori forma e lontano parente di quello visto alla prima esperienza in maglia gigliata, fu costretto ad allenarsi da solo ai campini sotto il solo cocente di Firenze. Lo scetticismo dei tifosi era alle stelle, sicuri che il "miracolo Ljajic" non si sarebbe potuto ripetere per l’ex Catania. Della stessa idea anche la società che, infatti, lo mise sul mercato. Sull’esterno sinistro si fiondò il Livorno. All’inizio di settembre la trattativa sembrava a un passo dalla chiusura, il club di Aldo Spinelli si era addirittura impegnato a trovare un’abitazione per il giocatore, la moglie e i figli nella zona dell’Accademia. La Fiorentina avrebbe pagato metà stipendio: 700 mila euro su 1,2. Insomma, pareva già tutto fatto. Poi, a sorpresa, il netto rifiuto di Vargas. "Sono davvero contento di rimanere alla Fiorentina. A Firenze contano su di me, resto volentieri", diceva al quotidiano El Comercio.
Sei mesi dopo la situazione è cambiata, e parecchio. Pur non essendo ancora al cento per cento, El Loco è un calciatore recuperato: i quattro gol fin qui messi a segno e i tanti chilometri percorsi sulla fascia sinistra lo testimoniano. Dimagrito di parecchi chili, è tornato un elemento fondamentale per il tecnico campano, consapevole di poter contare su un ragazzo voglioso di (ri)dimostrare il proprio valore, dedito alla causa viola e maturato mentalmente. Vargas c’è e Montella saprà sfruttare al meglio le sue immense qualità. 

Dalla sala stampa "Manuela Righini" dello stadio Artemio Franchi, le parole di Vincenzo Montella:

"Il rientro dalle feste? La squadra ha dimostrato di essere responsabile. E’ tornata bene dalle feste,, meglio dell’anno scorso. Hanno fatto una settimana intensa. Sono fiducioso per domani.
Pizarro? E’ un giocatore della Fiorentina a tutti gli effetti, si sta allenando bene. Aquilani può fare il regista davanti alla difesa. Anche Ambrosini può fare quel ruolo anche se ha caratteristiche diverse.. Centrale di difesa, invece, sarebbe un po’ forzato, in casi di emergenza, però, potrebbe esser utile. Ma preferisco considerarlo come centrocampista.
Abbiamo tante partite da dentro o fuori. Se vogliamo competere su tutti e tre i fronti abbiamo bisogno di giocatori tutti sullo stesso livello.
Vorremmo fare un colpo alla Rossi, ma che sia disponibile subito, non dopo sei mesi. Magari lo paghiamo dopo sei mesi
(ride, ndr).
La squadra sta dimostrando di crescere pian piano, siamo ancorati troppo ai risultati, ci facciamo condizionare troppo. Tutto è opinabile a seconda del momento. Sono molto meno critico delle vittorie rispetto a voi giornalisti.
Il Livorno? Non dobbiamo sbagliare l’approccio mentale, stiamo lavorando su questo oltre che sull’aspetto tattico. Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento mentale dell’anno scorso.
Il Livorno si è preso qualche giorno in più per preparare la partita, la mia è stata una decisione diversa su questo senso. Il Livorno è una squadra che ha fame di punti, ha molte varianti in attacco.
Jorginho? E’ un giocatore interessante, ma non so niente su un’eventuale trattativa.
Gonzalo? Si è preso una settimana di riposo. Gomez spero di rivederlo a pieno ritmo la prossima settimana, ma in campo ancora non si è visto.
Mercato? Se accorciare numericamente la rosa vuol dire aumentare il livello dei giocatori va bene.
I giovani? Hanno avuto meno spazio rispetto agli altri, ma ce l’hanno avuto. Giovani e giocatori esperti sarebbe il giusto mix. Far crescere, ad esempio, tre giovani che hanno lo stesso ruolo è complicato.
Roncaglia gioca meno della passata stagione? Non è vero. Stesso discorso per Pasqual. Li considero a tutti gli effetti dei titolari. Se andranno ai Mondiali, mi dovranno ringraziare.
Rossi? Ha avuto un calo fisico anche per via della Nazionale, ma sul piano tecnico non mi ha sorpreso. Vive solo per il calcio e questo lo aiuta. E’ rientrato bene dalla sosta.
L’impegno di Coppa Italia non influirà sulla partita col Livorno.
L’iniziativa per Andrea Luci? Il calcio ha dimostrato di essere sensibile verso ogni forma di solidarietà. La società è molto presente nel sociale e per questo motivo sono orgoglioso di essere l’allenatore della Fiorentina. E’ stato bello vedere Pasqual e Luci abbracciati.
La vittoria con la Juve è stata emozionante, non solo per la rivalità, ma anche per come è arrivata. Il gol di Gobbi
(Fiorentina-Parma 2-2, ndr), invece, ancora non l’ho digerito".

Le probabili formazioni:
Fiorentina: Neto, Tomovic, Gonzalo, Savic, Pasqual, Aquilani, Ambrosini, Borja Valero, Cuadrado, Ilicic, Rossi.
Livorno: Bardi, Ceccherini, Coda, Valentini, Schiattarella, Biagianti, Luci, Greco, Duncan, Siligardi, Paulinho.

di Stefano Niccoli