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mercoledì 28 ottobre 2020

Cagliari-Fiorentina, Montella: ''Il Cagliari non si arrende mai. Avrei voluto conoscere meglio Zeman''

29-11-2014

Archiviata la pratica Europa League, con il primo posto nel Gruppo K grazie alla vittoria per 2-1 contro il Guingamp, per la Fiorentina è di nuovo tempo di pensare al campionato. All’orizzonte, la seconda trasferta, la terza se contiamo quella in coppa in Francia: dopo il Verona, è la volta del Cagliari, domenica 30 novembre alle 15 allo stadio Sant’Elia. La squadra di Montella, dopo il bel successo contro l’Hellas al Bentegodi, deve dare continuità ai suoi risultati, anche perché la classifica ancora non sorride, sebbene il terzo posto, occupato dal Napoli, disti solo sei punti (22-16). Contro i sardi, vedremo una formazione diversa rispetto a quella ammirata in Europa League. Torneranno Gonzalo Rodriguez, David Pizarro e Mario Gomez, tutti e tre non convocati per il match in Bretagna. Il tedesco sarà al centro dell’attacco. Bisogna vedere chi lo affiancherà. Marin, titolare contro il Guingamp, dovrebbe iniziare dalla panchina. Potrebbe esserci Babacar accanto all’ex Bayern Monaco. Attenzione, però. Se Montella dovesse riproporre il 3-5-2 di Verona, non è escluso rivedere Cuadrado in avanti, con Joaquin, autore di una buona gara contro Toni & co., sulla fascia destra. A centrocampo, dal primo minuto, ci sarà Borja Valero che ha usufruito di un turno di riposo in coppa.

Il Cagliari si presenta alla partita contro la Fiorentina con il morale a mille. In svantaggio tre volte con il Napoli al San Paolo, i rossoblù sono riusciti ad agguantare il pareggio e a sfiorare, addirittura, il colpaccio nel finale. La compagine di Zeman, per ora, non ha mai vinto davanti ai suoi tifosi. In cinque incontri disputati al Sant’Elia, ha conquistato solo tre punti, frutto di altrettanti pareggi, contro Sampdoria, Milan e Genoa. Le soddisfazioni più belle sono arrivate in trasferta, vedere il 4-1 all’Inter, il 4-0 all’Empoli e il già citato 3-3 col Napoli. I due giocatori più pericolosi sono, senza dubbio, Andrea Cossu e Victor Ibarbo. Il primo, più assist man che goleador, è quello con maggior tecnica, inventiva e qualità. Il secondo è bravo a coprire la palla, a far salire la squadra e ad aprire gli spazi per i compagni. Se la Fiorentina gli dovesse lasciare “praterie” aperte, potrebbe essere letale con le sue progressioni. Non ci sarà Marco Sau, alle prese con un problema muscolare. Sicuramente una bella notizia per i gigliati. I problemi maggiori, il Cagliari, li ha nella fase difensiva perché la retroguardia – composta da Avelar a sinistra, Rossettini e Ceppitelli nel mezzo, Balzano a destra - è spesso esposta ai contropiedi degli avversari.

La Fiorentina ha bisogno della vittoria per continuare la risalita in classifica e per presentarsi, al meglio, venerdì 5 dicembre contro la Juventus, la Partita con la p maiuscola.

Dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo Montella:

La partita è molto insidiosa e pericolosa. La squadra che andiamo ad affrontare non si arrende mai e fa dei ripiegamenti offensivi la sua forza. Dovremo stare attenti per tutti i novanta minuti perché loro sono molto bravi a mantenere il ritmo per tutta la gara.
Fiorentina e Cagliari giocano tutte e due cercando di attaccare, chi sarà più bravo in questo avrà più possibilità di vincere. Marin? E’ cresciuto nel suo insieme. Ha caratteristiche importanti e vogliamo farlo rendere ancora di più.
Zeman? L’ho conosciuto poco, avrei voluto conoscerlo meglio. Mi ricordo che con la Roma cambiò modulo contro di noi. Non credo che domani ci farà sorprese.
Calvarese-Cuadrado? Penso che Cuadrado lo sappia (ride ndr). E’ passato del tempo ormai, fu un errore di gioco ma ormai superato.
Fanno piacere i complimenti di Zeman, soprattutto da una grande uomo di calcio come lui. Di Zeman apprezzo da sempre la sua coerenza.
Marin prossimo acquisto in vista di gennaio? Anche Gomez (ride ndr), perché no? Il ragazzo sta tornando. Marin ha caratteristiche di visione di gioco importanti.
I buoni risultati fuori casa si ottengono acquisendo l’esperienza e la mentalità con il tempo. Babacar? E’ a disposizione, nonostante i crampi di giovedì, si è allenato regolarmente.
Joaquin? E’ un giocatore da esempio sotto il profilo della volontà, della professionalità e dell’impegno. Si è allenato per dieci giorni da campione per dimostrare a Verona che è ancora un giocatore valido.
Brillante? E’ un giocatore che si farà, è soltanto una scelta tecnica visti i recuperi di certi giocatori a centrocampo come Mati e l’inserimento di Lazzari che gli limitano le possibilità di giocare. E’ comunque un ragazzo di grande professionalità e in futuro riuscirà sicuramente a farsi.
Il capitano? Lo cambio perché credo che ce ne possano esser tanti in questa squadra e mi piace pensare che ci possano esser tanti capitani in rosa”.

di Stefano Niccoli