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mercoledì 13 novembre 2019

Fiorentina-Juventus: la grande sfida si avvicina. Montella: ''Vogliamo far felici i nostri tifosi''

04-12-2014

Il grande giorno si avvicina. Quello che tutti i tifosi gigliati si sono segnati sul calendario a luglio al momento del sorteggio della Serie A 2014-15. Venerdì 5 dicembre al Franchi arriva la Juventus. “Lei” come avrebbe detto l'indimenticabile Mario Ciuffi. E' la Partita dell'anno, quella più sentita a Firenze,  quella con la p maiuscola. Lo stadio farà registrare il sold-out. E non potrebbe essere altrimenti, vista la rivalità ultra-trentennale che esiste tra le due squadre. Tutto iniziò nel maggio 1982. La Fiorentina era impegnata a Cagliari, la Juventus a Catanzaro. Ai viola venne annullato il gol di Ciccio Graziani, i bianconeri passarono in vantaggio sulla squadra calabrese con un rigore di Brady, mentre Brio stese in area Borghi con una gomitata non sanzionata dall'arbitro. Un episodio dal quale nacque il famoso detto “Meglio secondi che ladri” e che grida ancora vendetta. Ma questo è il passato e non lo si può cambiare.

La Fiorentina arriva bene alla sfida con la Vecchia Signora. Le tre vittorie consecutive in una settimana – due in campionato, contro Verona e Cagliari, una in Europa League, contro il Guingamp – hanno aumentato il morale e l'autostima dei ragazzi di Montella che hanno bisogno, adesso, di dare continuità ai risultati per avvicinarsi al terzo posto, distante quattro lunghezze. Contro la Juventus vedremo un Mario Gomez diverso. Meno nervoso, ma più tranquillo, disteso e rilassato. Merito del gol di Cagliari. Un'autentica liberazione per il tedesco che non segnava in Serie A da otto mesi, dal 16 marzo contro il Chievo. L'auspicio è che la rete contro i sardi sia la prima di una lunga serie. Come ha detto Montella qualche giorno fa, Gomez è uno dei calciatori più rappresentativi della squadra, per questo deve essere anche lui a riportare la Fiorentina nelle zone nobili della classifica.

Dall'altra parte, la Juventus, l'acerrima nemica. Si pensava che l'addio di Conte potesse avere delle conseguenze su Buffon & co. Così non è stato. I bianconeri stanno assimilando bene le “lezioni” di Allegri e sembrano addirittura più forti della scorsa stagione. Guidano il campionato con tre punti di vantaggio sulla Roma. Grazie ad Andrea Pirlo, autore del 2-1 allo scadere nel derby contro il Torino. Un gol pesante segnato da uno dei pochi giocatori italiani ammirati all'estero. La Vecchia Signora ha un collettivo straordinario. Una difesa solida e robusta con Chiellini e Bonucci, un centrocampo di qualità con Pogba, Marchisio, Vidal, Pereyra e il già citato Pirlo, e un attacco spietato e concreto con Tevez, Llorente e Morata.

Ma la Fiorentina, dopo i due successi con Verona e Cagliari, non vuole fermarsi. L'obiettivo è chiaro: far diventare il 5 dicembre 2014 uguale al 20 ottobre 2013, giorno del famoso 4-2 targato Rossi-Joaquin.

Dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo Montella:
"Quella di domani è una partita molto importante, ci teniamo anche noi. Di per sé sarà difficile ma ci teniamo a fare bene contro un avversario di livello. Vogliamo regalarci e regalare ai nostri tifosi qualcosa di importante, anche per la classifica. Per ripetere il risultato dell’anno scorso bisogna avere fiducia e umiltà, giocare sempre al 100%. Non possiamo far fede alle prestazioni passati. Juve di Allegri più forte di quella di Conte? Non lo so. Hanno cambiato ma resta una squadra quasi imbattibile. E’ stato bravo Conte a costruire una mentalità vincente e Allegri a mantenerla aggiungendo qualcosa di suo. 4-3-3 fallito? Non sono d’accordo. Contro il Napoli abbiamo subito gol quando siamo passati al 3-5-2… Joaquin? Sta dimostrando il suo valore ed il suo senso di sacrificio. In allenamento sta dimostrando di meritare lo spazio che ha a disposizione.
 
Cosa chiedo alla mia squadra? Tutto. Serve tutto quando si gioca contro certe squadre. Saranno necessarie lucidità e grande senso del sacrificio. Messaggi da Roma? Sono concentrato sulla partita di domani a prescindere dal loro campionato. La partita sarà difficile per noi così come lo sarà per loro. Per loro sarà inevitabile cambiare qualcosa a livello tattico visti gli infortuni in certi reparti. La Juventus è talmente forte che è difficile metterla in difficoltà con una mossa a sorpresa. Marin è uno dei giocatori più indiziati a giocare. A Cagliari abbiamo fatto una buonissima partita, concedendo qualcosa anche per la bravura dell’avversario. Se vuoi fare buone partite e vincere, bisogna rischiare qualcosa. Lo deve fare soprattutto una squadra come la nostra. Gomez? Si è sbloccato, lo aspettavamo tutti. E’ al 100%, contiamo moltissimo su di lui. Un simbolo della Juventus? Ce ne sono tanti: Tevez, Pirlo, Buffon, Chiellini… Il temperamento di Tevez sicuramente lo è.
 
Pizarro? E’ uscito per qualche minuto a Cagliari ma è rientrato. Sta bene, si è allenato regolarmente. Mati Fernandez regista? Si è adattato benissimo da interno. Sta trovando continuità anche grazie all’assenza di infortuni. Non credo che per caratteristiche possa fare il regista. Rizzoli? E’ un arbitro bravissimo, sono contento della designazione. Basanta? Sta bene, si è allenato regolarmente ed è a disposizione. Il pubblico nostra arma in più? Il tifo caloroso ti dà qualche stimolo in più per andare oltre i propri limiti. Sono orgoglioso del nostro pubblico, è un arma in più per stimolare il senso di sacrificio dei giocatori. Spero che i giocatori non abbiano la stessa voglia, altrimenti finiremmo con molti espulsi (ride, ndr). Dovremo fronteggiare la Juventus mettendo in campo le nostra armi migliori: il palleggio e la mentalità.
 
Pochi rigori quest’anno rispetto alla scorsa stagione? Siamo arrivati un po’ meno in area nella prima parte della stagione, è vero. Oggi vedo una squadra diversa nella mentalità, che si avvicina molto di più a quella del passato. Ilicic? Secondo me sono state spese troppe parole fuori misura. Ci aspettiamo di più da lui ma questo non significa che non stia facendo buone cose. Ha delle potenzialità importantissime ancora inespresse nella continuità. Terzo posto? Quest’anno sara complicato per tutti anche arrivare in Europa League perché c’è una fascia folta di squadre che possono ambire a quelle posizioni. Il Napoli per me è una squadra molto forte che si avvicina alle prime due, mentre le altre se la giocheranno”.

di Stefano Niccoli