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venerdì 22 novembre 2019

Cesena-Fiorentina, Montella: ''Contro i bianconeri non basterà la tecnica''

14-12-2014
La Fiorentina si rituffa in campionato dopo la brutta figura in Europa League contro la Dinamo Minsk, per fortuna inutile ai fini della classifica del Gruppo K. Domenica 14 dicembre alle ore 18.00, i viola affronteranno il Cesena allo stadio Dino Manuzzi. I romagnoli stanno vivendo un pessimo periodo di forma. Non vincono, infatti, dalla prima giornata, 1-0 al Parma il 30 agosto, e hanno appena cambiato allenatore passando da Pierpaolo Bisoli a Domenico Di Carlo. In più, la tifoseria bianconera è sul piede di guerra nei confronti dei vertici del club. Tutto facile, quindi, per la squadra di Vincenzo Montella? No, perché quando una formazione cambia guida tecnica, molto spesso i giocatori ne beneficiano sul piano della voglia e delle motivazioni. I gigliati dovranno essere bravi a non sottovalutare l'avversario e a non avere un atteggiamento soft, un po' come successo contro la Dinamo Minsk. Il turno di campionato, sulla carta, è favorevole alla Fiorentina perché nella stessa giornata ci saranno Juventus-Sampdoria, Genoa-Roma e Milan-Napoli. I viola hanno la possibilità di guadagnare punti alle concorrenti per il terzo posto.

In porta rivedremo Neto. In difesa, Savic, Gonzalo Rodriguez e Basanta. A centrocampo, Pizarro in cabina di regia, ai suoi lati Borja Valero e Mati Fenandez. Sulla fascia sinistra agirà Marcos Alonso, su quella di destra Joaquin. In avanti accanto a Gomez, dovrebbe esserci – il condizionale è d'obbligo – Marko Marin. Assenti Cuadrado, squalificato, e Babacar, infortunato.

Di Carlo si affiderà al 3-5-1-1. Più sostanza e muscoli e meno qualità. Un solo attaccante, probabilmente Hugo Halmeida, con Defrel a supporto. In difesa, Capelli, Lucchini e Volta davanti al portiere Leali. I centrocampisti saranno Tabanelli, De Feudis, Cascione, Carbonero e Renzetti.

Dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo Montella:

"Questa squadra è composta da giocatori intelligenti e talvolta è giusto dire quello che realmente si pensa. Contro la Dinamo Minsk abbiamo fatto una figuraccia ma la squadra ha capito. Cuadrado? Sta bene. Contro il Cesena dovremo approfittare del fatto che la loro squadra ancora non conosce bene le idee del nuovo allenatore. Sul campo sarà difficile, dovremo fare nostra la partita e per fare questo non basta la tecnica. In classifica abbiamo la possibilità di rientrare. Le partite che ci aspettano sono tutte difficili, basta guardare gli ultimi risultati in campionato. Siamo stati criticati per i pareggi contro Genoa e Sassuolo: guardate dove sono ora in classifica.
E’ un momento importante, vedo la squadra concentrata e vogliosa di centrare il risultato. Gomez? Sta bene fisicamente. Aspettavamo il primo gol, che è arrivato a Cagliari, quindi ora ci aspettiamo di più. Di Carlo? Gli allenatori si conoscono, anche se è bene avere le idee chiare in casa propria prima di conoscere gli altri. Se mi aspettavo di più da qualcuno? La squadra ha un grande senso del dovere e l’impegno non manca. Bisogna capire quanto un giocatore sia funzionale in un determinato contesto. Questo è importante. Il campo sintetico? E’ qualcosa di diverso. Sicuramente non ce la potremo prendere con il campo (sorride, ndr). Aquilani? Ha avuto qualche problemino a livello fisico. C’è la sua massima disponibilità e volontà. Non l’ho voluto rischiare giovedì perché volevo averlo a disposizione per la partita di domani. Neto? Non so quanto sia vicino il rinnovo. E’ cresciuto ed ha potenzialità per farlo ancora. Il mio consiglio è quello di restare ancora alla Fiorentina piuttosto che andare in un top club a parametro zero.
La mentalità? Bisogna fare delle rinunce, poi ognuno arriva dove può arrivare. Fosse per me sceglierei sempre giocatori competitivi. Sono cose che si vedono fin dai 13 anni. Marin? E’ tra quelli che ha reso di più, è totalmente a disposizione. Il campo sintetico? I giocatori bravi sono quelli che sanno adattarsi alle contingenze. Il gioco è più veloce sul sintetico. La coppia Gomez-Marin? Sono giocatori complementari e si possono aiutare a superare la transizione negativa che stanno attraversando. Non ce la possiamo permettere. Pizarro? Quando gioca si diverte, quindi non si affatica a livello mentale. Joaquin? Lo conosco da sempre. E’ un giocatore nel suo ruolo tra i miei preferiti in assoluto. Nell’ultimo periodo mi ha fatto vedere di volersi sacrificare andando oltre quelle che sono le sue caratteristiche. Può giocare anche nel 4-3-3. Ha cambiato mentalità e mi ha fatto cambiare idea. Alla sua età non è facile.
Gomez? Non ha avuto quella continuità di gioco che ci aspettava e ne ha risentito anche lui. Negli ultimi metri è un giocatore devastante, non ha vie di mezzo. Marin e Richards ancora non in condizione? Mi aspetto di più da entrambi, forse devo cercare anche di farmi capire un po’ meglio perché il mio inglese non è al livello del loro. Sono due investimenti importanti della società. Orsato designato per un partita non di prima fascia? Per noi lo è, credo anche per il Cesena. Sensazioni? Sono concentrato sulla prossima partita. Già dopo Napoli ho detto di vedere una squadra più convinta, anche di poter risalire in classifica”.

di Stefano Niccoli