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giovedì 22 ottobre 2020

Alessandro Diamanti si presenta: ''La Fiorentina è una sfida per me''

12-01-2015

Gomez non si sblocca quindi serve un rifinitore. Chi meglio di Alessandro Diamanti. Il pratese è diventato ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina sabato 10 gennaio. Il club dei Della Valle lo ha preso in prestito con diritto di riscatto dal Guangzhou Evergrande, formazione cinese con cui il classe 1983 ha vinto la Chinese Super League 2014 insieme all'altro ex gigliato Alberto Gilardino. “Sto bene, sono carico e non vedo l'ora di iniziare questa nuova avventura”. Sono state le prime dichiarazioni di Diamanti a violachannel.tv.

E' un trascinatore e ci farà molto comodo”, aveva detto Vincenzo Montella prima della gara contro il Palermo. Alino è ancora integro fisicamente, non ha subìto infortuni – gli scongiuri sono d'obbligo – ed è un calciatore in grado di risolvere le partite con un guizzo grazie al suo mancino letale. Potrebbe essere il partner ideale di Mario Gomez. D'altronde il tedesco ha bisogno di qualcuno che lo metta nelle condizioni di segnare con continuità. Cosa che, fino adesso, non è riuscita all'ex Bayern Monaco.

Alessandro Diamanti è stato presentato ai giornalisti lunedì 12 gennaio. Queste le sue parole dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Artemio Franchi:

“Perché sono voluto tornare a Firenze? Ho finito di giocare in Cina il 15 novembre, poi sono tornato in Italia. Ho saputo dell'interesse di molte squadre tra cui la Fiorentina e ho dato il mio ben volere ai viola. E' una sfida per me e io sono un amante della sfide.

Gomez? Non parlo mai del singolo giocatore. Ho visto una bella partita contro il Palermo. Devo aiutare la squadra, non un giocatore. Capita a tutti un momento di difficoltà, ma i grandi campioni superano i momenti difficili più facilmente rispetto ai giocatori normali.

Tornare dopo più di dieci anni in una grande squadra come la Fiorentina è un onore per me, vuol dire che ho lavorato bene in tutto questo anno.

La mia più grande qualità è che non mollo mai, do sempre tutto, mi svuoto totalmente. La mia grinta mi ha portato a vestire la maglia della nazionale e a tornare in una formazione importante come la Fiorentina.

Riconquistare la nazionale? La nazionale ci si merita solo giocando bene col proprio club, poi sta al Ct decidere. La convocazione me la devo meritare partita dopo partita.

Perché la Fiorentina? E' una sfida per me, passare da dodici mila chilometri a dodici da casa è una soddisfazione, volevo provare questo record (ride, ndr). Tornare a Firenze, spero da protagonista, è molto bello.

Non mi sono posto un obiettivo, devo lavorare a testa bassa giorno per giorno e pedalare.

Come sto fisicamente? Mi sento al massimo delle mie forze, il ritmo partita lo recupererò pian piano. Oggi mi sono allenato col gruppo, la condizione ottimale arriverà gradualmente.

La Champions? Non ci dobbiamo porre obiettivi, la Fiorentina può vincere contro chiunque. Dobbiamo pensare di partita in partita.

Il rapporto con Montella? Mi sono sentito col mister prima di venire a Firenze, sono a sua piena disposizione.

Il Diamanti migliore lo si è visto negli ultimi tre-quattro anni. Ho fatto bene anche in Premier League dove ho fatto otto gol, ma al West Ham ero ancora poco conosciuto. Anche al Brescia ho segnato sei-sette reti nonostante la retrocessione. Come continuità di assist, non tanto di gol, ho fatto molto bene a Bologna.

Ho sempre dato tutto per qualsiasi maglia ha vestito, non mi si può rimproverare nulla sul piano della grinta.

Sono molto carico e ho tanto entusiasmo. Giocherei sempre, non è facile allenarsi un mese da soli. Sono felice di essere in gruppo. Non vedo l'ora di giocare a calcio.

Qualche anno fa potevo andare in grandi squadre, ma ho preferito restare a Bologna. Poi sono andato in Cina perché sono un tipo strano. Adesso sono in una grande squadra.

L'esperienza in Cina è stata molto bella. Ho stravolto tanto della mia vita. Quello cinese è un campionato più difficile rispetto a quanto si pensi. Le temperature sono alte e quindi è difficile giocare, ma non so cosa porterei di quel campionato in Italia.

Castelletti mi portò a vedere un Fiorentina-Milan quando ero più piccolo e segnò Robbiati. Anselmo mi è sempre rimasto impresso per questo motivo.

Ho visto poche partite dell'attuale Serie A. Non vedo molti cambiamenti rispetto a quando ho lasciato l'Italia un anno fa”.

di Stefano Niccoli