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domenica 17 novembre 2019

Fiorentina-Siviglia, Montella: ''Poche possibilità di passare il turno, ma ce la giochiamo''

13-05-2015

Rimontare tre gol al Siviglia. Giovedì sera servirà un'impresa. Anzi, forse è meglio dire un miracolo. Ma nello sport, mai dire mai, mai darsi per spacciati ancora prima dell’inizio della “battaglia”. La remuntada è difficile, ma non impossibile. Anche perché la storia del calcio offre molti esempi di rimonte storiche. Come Parma-Halmstad 4-0, ottavi di Coppa delle Coppe 1995-96 (andata: 3-0 per gli svedesi), o di Deportivo La Coruna-Milan 4-1, quarti di Champions League 2003-04 (andata: 4-0 per i rossoneri).

La Fiorentina ci crede e con lei i suoi tifosi, accorsi in più di mille all'antivigilia di martedì 12 maggio in occasione dell'allenamento a porte all'interno del Franchi. Lo stadio sarà una bolgia. Sono già stati venduti trentamila biglietti, ma l'obiettivo è arrivare a quota trentacinquemila.

Passando alla probabile formazione, Vincenzo Montella dovrebbe schierare i suoi uomini col 4-3-3 con: Neto in porta, Savic, Gonzalo Rodriguez, Basanta e Pasqual in difesa, Pizarro, Borja Valero e Mati Fernandez a centrocampo, Joaquin, Gomez (o Ilicic) e Salah in attacco.

Dalla sala “Viola Lounge” dello stadio Artemio Franchi di Firenze, le parole di Vincenzo Montella:

“Una rimonta nella mia carriera? A memoria non ricordo di averne fatta una così, forse in campionato ma non in coppa e comunque durante una partita.
Gomez? Sto valutando, ancora non ho deciso la formazione. Devo scegliere la strategia se attaccare subito o se aspettare. Il suo futuro? Può rispondere chi ha scritto un articolo sul suo futuro, io non ho molto da dire (sorride ndr).
Bayern-Barcellona? Ho visto orgoglio del Bayern Monaco e ho apprezzato un grande pubblico che ha sostenuto la squadra. Per quanto riguarda noi, ci serve una convinzione reale. Io ce l’ho perché ho visto bene la squadra all’andata, dobbiamo essere bravi anche a cercarci la fortuna. E’ importante non prendere gol.
Perché ci crediamo? Per primo dobbiamo crederci perché abbiamo fatto vedere che non valiamo meno di loro. Basta un gol, fatto in qualsiasi modo, per cambiare l’inerzia della partita.
Il buon momento di Ilicic? Per la partita di domani dovremo puntare su tutte le nostre risorse considerando anche la condizione fisica dei singoli. Ilicic sta bene, ha molte possibilità di giocare perché ci può essere utile. In generale i giocatori sono importanti anche quando subentrano a gara in corso.
Percentuali di passaggio del turno? Ne abbiamo poche, forse il 10-15% ma ce le vogliamo giocare bene fino alla fine.
Segnare tanti gol? Quello che conta è di forzare la gara mantenendo l’equilibrio. Non credo che sia fondamentale segnare obbligatoriamente nei primi minuti, possono verificarsi tante situazioni. Io stesso mi sono fatto tanti film di scenari possibili, anche segnare con un autogol degli avversari visto che non ci succede mai: dobbiamo rimanere in partita fino alla fine, poi tutto può succedere.
I tifosi del Siviglia pensano già alla finale? La città e lo stadio mi hanno impressionato, hanno tifato per 95 minuti e da tutti i settori: non avevo mai visto una cosa del genere. La squadra è completa e cinica.
De Laurentiis dice che Platini vuole far vincere la coppa al Siviglia? Non mi trova d’accordo, gli arbitri non sono decisivi e non indirizzano la gara. Rispetto alla gara di andata avremmo avuto qualcosa da recriminare ma quando si subisce una sconfitta netta c’è poco da dire.
Allenamenti a porte aperte? A me non piace molto aprire al pubblico perché con tanto entusiasmo non riesco a dialogare coi giocatori. Si può fare con volontà e piacere da parte nostra ma non sempre. Chiedo al pubblico di incitare questa squadra che negli anni ha dato tanto al pubblico. Si può perdere sul campo ma non come città: venderemo cara la pelle.
Come sta Salah? Ieri aveva qualche problema, credo e mi auguro che possa essere al 100%. La nostra convinzione è aumentata da una settimana ad oggi, ci avviciniamo all’evento e abbiamo voglia di rivalsa.
Rimonta storica? Ci teniamo molto, per fare la storia ci si deve credere intimamente. Devo convincere i miei calciatori che è possibile fare questa impresa. Mi interessa più vincere che entrare nella storia.
Faccio le mie più sentite condoglianze a Emery per la perdita di suo padre”.

di Stefano Niccoli