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giovedì 14 novembre 2019

''Un goal per l'inclusione sociale'' alla Polisportiva Isolotto

03-12-2015

"'Un goal per l'inclusione sociale' è un progetto pilota che parte dal Quartiere 4 del Comune di Firenze. Un modo bello per dimostrare come si fa' sport in questa Città. Lo sport come diritto di cittadinanza è un'idea portata avanti dall'amministrazione. L'obiettivo è quello di far integrare la disabilità e lanciare un messaggio emblematico fatto di accoglienza, inclusione e divertimento". L'assessore allo Sport del Comune di Firenze Andrea Vannucci, giovedì 3 dicembre, ha tagliato il nastro della prima edizione di "Un goal per l'intrusione sociale", un'iniziativa nata dalla sollecitazione di un cittadino del Quartiere 4 e manifestata durante un incontro pubblico nella 'maratone di ascolto'; quella che era all'inizio unicamente un'idea si concretizza per rispondere alle necessità della cittadinanza e allo stesso tempo sensibilizzare i giovani sulle tematiche della disabilità. Grazie all'impegno delle istituzioni pubbliche, l'Associazione Trisonomia 21, la 'Totti Soccer School', laFondazione Artemio Franchi e il settore giovanile di FIGC Toscana, la Polisportiva Isolotto di Firenze ha ampliato i propri orizzonti e realizzato un sogno che serbava da tempo in un cassetto: offrire a tutti i ragazzi un'opportunità di aggregazione, anche ai soggetti affetti da disabilità intellettiva. La UPD Isolotto aprirà dunque le proprie porte a dieci bambini di età diverse per far sperimentare loro le dinamiche di gioco, di squadra ma soprattutto il senso di appartenenza ad un gruppo. Si potranno allenare accanto ai loro coetanei 'normodotati', percepire l'agonismo ma anche godere del sano divertimento che lo sport è in grado di donare a tutti.
Per raggiungere quest'obiettivo saranno costituiti dei veri e propri team in grado di rispondere ad ogni tipo di necessità; un insegnante, un fisioterapista, uno psicologo un pedagogista e moltissimi assistenti seguiranno i loro progressi e saranno pronti a sostenere ogni loro vittoria accompagnati dall'immancabile presenza dei genitori.
Il pallone è da sempre stato considerato lo sport di aggregazione per eccellenza, soprattutto nel nostro Paese. Per la sua capacità innata di far nascere relazioni durature, di poter confrontarsi con altri, di sviluppare il proprio fisico e migliorare la percezione che si ha di stessi: ecco gli elementi per cui è stato scelto proprio all'interno di un progetto che punta all'inclusione sociale, come questo. La novità risiede nel fatto che i 10 ragazzi selezionati verranno inseriti in squadre eterogenee e non in team 'speciali' e per tanto saranno un valore aggiunto che permetterà a loro di crescere, mentre ai compagni 'normodotati' di prendere consapevolezza che la disabilità non può essere un limite.
Come ha concluso Franco Torrini, della Fondazione Artemio Franchi, "il patrimonio morale dello sport ha molte sfaccettature. Abbiamo dato il sostegno a questo progetto per trasformare la cultura dello sport e soprattutto formare persone normodotate o affette da disabilità", perchè lo sport è un diritto di tutti, non conosce barriere o colori.

Per maggiori informazioni: www.upisolotto.com

Martina Viviani