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domenica 17 novembre 2019

Fortezza da Basso verso il restauro: gli studi per la conservazione e la valorizzazione

20-01-2016
Principale luogo fieristico e congressuale di Firenze, ma anche monumento rappresentativo della città e depositario di una lunga storia che ha inizio nel Rinascimento grazie a Alessandro de' Medici: è la Fortezza da Basso, che in questo 2016 sarà interessata da importanti lavori di restauro progettati dal Comune di Firenze in accordo con la Soprintendenza. In vista di questi futuri interventi, da luglio a dicembre scorso, la Fortezza è stata oggetto di studi e attività interdisciplinari di assoluto rilievo, grazie ad un accordo tra Comune, Università degli Studi di Firenze, Istituto Geografico Militare e Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR. Le principali istituzioni scientifiche del territorio si sono quindi unite per raccogliere conoscenze più approfondite in merito allo stato di conservazione del bene e alle sue tecniche di costruzione; un'attività di rilievo e progettazione volta al restauro dell'intera Fortezza e che si è avvalsa dell'utilizzo di metodi avanzati e tecnologie di ultima generazione.

"In pochissimi mesi siamo riusciti a realizzare un lavoro eccellente dal punto di vista qualitativo, facendo un rilievo critico a un momumento tanto complesso come la Fortezza, che prima di oggi non era ancora stato fatto - ha dichiarato l'assessore all'urbanistica Lorenzo Perra durante la presentazione dei lavori presso l'Istituto Geografico Militare - Il nostro obiettivo è rendere la Fortezza ancora più bella e adeguata a soddisfare i desideri crescenti della città. Oggi siamo a metà percorso, ma il 2016 sarà l'anno della progettazione definitiva e adesso siamo pronti alla fase successiva". L'assessore ha infatti ricordato come questo progetto preliminare "stia tracciando la strada di un investimento di poco meno di 150 milioni di euro per il recupero dell'intero bene, per il rifacimento di gran parte dei padiglioni espositivi, dei camminamenti di ronda e altri luoghi".

A caratterizzare il progetto sono stati tre elementi, determinanti per poter passare più agevolmente alla fase successiva menzionata da Perra: rapidità, sinergia e qualità. "Partendo a luglio da zero, siamo riusciti a portare a termine questa attività con risultati positivi e in modo efficiente - ha affermato il rettore dell'Università di Firenze Luigi Dei - Questo è un segnale importante di un approccio virtuoso che mi auguro possa proseguire in futuro". A confermare le parole del rettore è stata Maria Perla Colombini, direttrice dell'Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali del Cnr: "La Fortezza rappresenta una sfida per noi, che dobbiamo guardare al futuro, portando avanti questo meraviglioso monumento. E per farlo bisogna lavorare uniti, perchè dove c'è sinergia, si raggiungono sempre buoni risultati in breve tempo, superando anche la burocrazia - e ha poi aggiunto - Con questo progetto abbiamo dato una risposta positiva e concreta alla città di Firenze". Ritmi di lavoro serratissimi hanno portato alla conclusione delle attività in soli sei mesi dalla firma dell'accordo: durante questo lasso di tempo, i diversi gruppi di lavoro hanno condiviso impostazioni, metodi e risultati di un piano di indagine che è partito dal rilievo metrico tridimensionale e ha integrato prove geofisiche, campionamenti e saggi materici, analisi chimico-petrografiche e indagini archeologiche. Come già anticipato, nel corso dei lavori sono stati utilizzati metodi avanzati, quali fotogrammetria digitale, scansioni 3D, sistemi di mobile mapping e sistemi di georadar all'avanguardia.

Un'attività articolata, grande esempio di ottimizzazione delle risorse e integrazione multidisciplinare, grazie alle competenze messe a disposizione dalle singole istituzioni coinvolte. Questo, però, è solo l'inizio di un nuovo capitolo della storia della Fortezza: come sottolineato dalla Colombini, "in sei mesi si è prodotta nuova conoscenza che servirà ad andare avanti, a costituire la base per un approccio scientifico e ragionato al restauro della Fortezza". Un approccio che dovrà contare sempre sulla sinergia e sulla qualità, come auspicato in conclusione dallo stesso rettore Dei: "Mi auguro che questo rappresenti solo un seme che, germogliando, possa portare in futuro ad altre proficue collaborazioni".

di Alessandra Toni