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venerdì 15 novembre 2019

Arrivato a Firenze il Memoriale italiano di Auschwitz: EX3 nuovo Polo della Memoria

02-02-2016
Dopo un viaggio di oltre 1.000 chilometri, partendo dalla Polonia, lunedì 1° febbraio è arrivato a Firenze il Memoriale italiano di Auschwitz: l'opera d'arte collocata nel museo presso l'ex campo di sterminio, poi smantellata, ha infatti trovato nuova casa all'EX3, l'Auditorium comunale a Gavinana chiuso da tempo e che presto diventerà Polo della memoria.

Ad accogliere il Memoriale, smontato e suddiviso in vari carichi trasportati da tir, c'erano il sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente della Regione Enrico Rossi, il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, la vicepresidente della Regione Monica Barni, il presidente dell'Aned Dario Venegoni e l'architetto Alberico Belgiojoso"Siamo orgogliosi - ha dichiarato il sindaco Nardella - che finalmente il Memoriale, simbolo delle atrocità della seconda guerra mondiale, trovi casa a Firenze, in un quartiere ricco di memoria. Mi auguro che tutte le scuole possano presto venire a visitare questo luogo che diventerà un vero e proprio polo del ricordo e del rifiuto di ogni atrocità, non un semplice museo ma un centro vivo dove imparare e conoscere, dove costruire un futuro più giusto".

Da tempo la direzione del museo polacco aveva chiesto di rimuovere la struttura perché considerata 'troppo opera d'arte' e 'troppo poco monumento documentale', non in linea con gli altri memoriali e allestimenti; peraltro, dal luglio 2011, il Memoriale era chiuso (per scelta sempre del museo polacco) e nessuno dei visitatori di Auschwitz aveva più potuto vederlo. All'appello dell'Aned per salvare l'opera, Regione e Comune hanno risposto subito entusiasti individuando la struttura di Gavinana come luogo ideale, non solo perché presentava le dimensioni adatte e una posizione favorevole all'afflusso di visitatori, ma soprattutto per la sua vicinanza ad altri luoghi simbolo della Resistenza fiorentina e della Seconda guerra mondiale: l'EX3 si affaccia infatti sulla piazza intitolata a Gino Bartali, 'Giusto tra le Nazioni', a poca distanza da un'altra piazza che porta il nome del Cardinale Elia Dalla Costa, anch'egli 'Giusto tra le Nazioni'; nel quartiere, poi, Villa La Selva ricorda il campo di concentramento per gli ebrei in attesa di deportazione, istituito dalla RSI. Tante altre presenze e tante altre memorie (cippi, monumenti, targhe) ricordano il prezzo pagato dalla popolazione del luogo nella lotta contro il fascismo. "La storia politica e della Resistenza in Toscana ne rappresentano le radici stesse e hanno naturalmente giocato a favore dell'ospitalità del Memoriale a Firenze – ha dichiarato il presidente Rossi - La storia di una Regione e del suo capoluogo nella Resistenza che parla di una partecipazione di popolo all'opposizione al Fascismo: non solo i gruppi armati dei partigiani, ma anche di migliaia di donne, di ragazzi che in vario modo parteciparono a questo moto di liberazione. La memoria della Resistenza accanto a quella sulle tante e terribili stragi di civili perpetrate dai nazisti durante l'occupazione, è viva e sentita nei nostri territori".

Il Memoriale, inaugurato ad Auschwitz il 13 aprile 1980, fu realizzato grazie a una progettazione collettiva e corale a cui contribuirono lo studio architettonico milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), lo scrittore Primo Levi, il pittore e maestro Mario "Pupino" Samonà, Nelo Risi e il compositore Luigi Nono che concesse l'utilizzo del suo brano "Ricorda cosa ti hanno fatto ad Auschwitz" per farne la colonna sonora. Un allestimento, quindi, dove la testimonianza passa attraverso il lavoro artistico e la cui casa fu il Block 21 di Auschwitz, uno dei tanti dormitori del campo di sterminio polacco. Al suo ingresso il Memoriale presenta una targa scritta da Levi: "Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell'odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai". Il Memoriale è costituito da una passerella lignea circondata da una spirale ad elica, dove il visitatore sentirà di camminare come dentro a un tunnel. La spirale è rivestita al suo interno con una tela composta da 23 strisce dipinte da Samonà, seguendo la traccia di un testo scritto da Levi, mentre dalla passerella salirà la musica di Luigi Nono; su quelle strisce il pittore Samonà racconta il fascismo e il nazismo, la Resistenza e la deportazione, con colori ripetuti non casualmente come il nero del fascismo, il bianco che allude al movimento cattolico, il rosso del socialismo e il giallo che riconduce al mondo ebraico. L'obiettivo del Memoriale dichiarato dall'ideatore Lodovico Belgiojoso, deportato anch'egli nei campi di sterminio e autore di più memoriali, era quello di ricreare allusivamente un'atmosfera da incubo, l'incubo del deportato: uno spazio ossessivo, tra luci, ombre e 'finestre' aperte sugli altri blocchi del campo. Primo Levi e Gianfranco Maris, allora presidente dell'Aned, scrissero nel 1979 che il Memoriale italiano voleva essere "un luogo dove la fantasia e i sentimenti potranno evocare, molto più delle immagini e dei testi, l'atmosfera di una grande indimenticabile tragedia": è proprio questa, infatti, l'essenza dell'installazione italiana.

Il progetto per l'installazione del Memoriale a Gavinana prevede la completa ristrutturazione dell'Auditorium Ex3 da parte dei servizi tecnici del Comune mediante la realizzazione, all'interno della sala espositiva principale, dell'altezza utile interna di oltre 11 metri, di un solaio che la divida orizzontalmente in due parti in modo da raddoppiare la superficie espositiva, nonché la realizzazione di una biblioteca. L'edificio si troverà quindi ad ospitare due destinazioni distinte: quella museale nella quale sarà installato il Memoriale e la biblioteca. All'area museale si accederà dall’ingresso su Viale Giannotti: al piano terreno troveremo i servizi per i visitatori (guardaroba, book shop, sala didattica, servizi igienici) e un breve percorso espositivo mentre al primo piano, raggiungibile con una nuova scala e un nuovo ascensore, verrà installato il Memoriale vero e proprio. La biblioteca avrà accesso da Piazza Artusi e si svilupperà anch'essa su due piani e sarà dotata di una nuova scala e di un ascensore. Non sarà solo una semplice biblioteca, ma un luogo collegato alla memoria della tragedia della seconda guerra mondiale, delle deportazioni, dell'occupazione fascista e della resistenza del popolo italiano. Grazie alla collaborazione di Anpi e Aned saranno raccolti i documenti, i cimeli e i racconti di quei cittadini che hanno vissuto quel periodo storico. Previste anche visite di formazione per le scuole. I tempi per i lavori sono stimati in circa due anni. Il finanziamento, da parte della Regione Toscana, è pari a 2.6 milioni di euro.

A.T.