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giovedì 28 maggio 2020

Il grande cuore della Fiorentina regala una vittoria fondamentale contro l'Inter

15-02-2016

Fondamentale vittoria della Fiorentina nel posticipo della venticinquesima giornata: a San Valentino i viola battono 2-1 allo scadere i nerazzurri milanesi, nello scontro diretto per il terzo posto che vuol dire playoff di Champions League. Con questi tre punti la squadra di Sousa supera la Roma e mette a debita distanza la stessa Inter e il Milan.

C'è un grande cuore al Piazzale Michelangelo, un cuore per abbracciare tutti gli innamorati nel giorno a loro dedicato; di sera invece gli innamorati del viola si aspettano un regalo dalla loro squadra amata. La Fiorentina ha bisogno di gettare il fatidico cuore oltre l'ostacolo per superare l'ostacolo Inter; i gigliati non sono più la spumeggiante compagine di un girone fa, ma sono una "squadra". L'Inter non lo è più da tempo, ammesso che lo sia mai stata: da quando i miracoli di Handanovic sono meno frequenti i milanesi stanno scivolando in graduatoria. Ma la classifica parla chiaro e nessuna delle due può perdere altro terreno nei confronti della Roma.
Formazione tipo per Sousa con Tello, Ilicic e Berna a supporto di Kalinic, dall'altra parte Mancini mette il trio "pesante" Eder-Icardi-Palacio. Fin dall'inizio lo schema è chiaro, dal trio offensivo partono lanci per il croato. Al quinto Berna si addentra in slalom al limite dell'area e con un sinistro velenoso mette in seria difficoltà Handanovic, il portierone viene salvato dal fuorigioco. Due minuti dopo è Ilicic a cercare la rete, il connazionale si salva di piede. Lo scatenato dieci viola al quarto d'ora serve un pallone invitante in mezzo all'area, Ilicic in corsa batte di piatto a colpo sicuro: Handa stavolta non ci arriva, il terzino Telles salva con provvidenziale scivolata. La Fiorentina ha inizato come da tempo non si vedeva, gli ospiti non riescono a uscire dall'assedio; al ventunesimo Berna travolge Miranda intento a proteggere Handanovic in uscita: poche proteste per il fallo del giovane gigliato.
Fino a Natale l'Inter vinceva giocando partite così, e al ventiseiesimo minuto il primo guizzo in avanti vale il vantaggio ospite: sfondamento centrale di Kondogbia per Palacio, dal fondo l'argentino pesca in mezzo all'area viola Brozovic, libero di piazzarla sotto l'incrocio. La doccia fredda abbatte per qualche minuto i gigliati, l'Inter tuttavia non ne approfitta. Sul finale di tempo i viola si rifanno vivi in avanti: da calcio d'angolo Vecino colpisce di testa, Handa con prodezza la manda in corner.

Nei primi dieci minuti della ripresa la Fiorentina pare rifiatare un po', nessuna occasione degna di nota. Entra Zarate per uno spento Tello, ma è Borja a rimettere le cose a posto: azione sulla fascia destra, Ilicic si accentra e fa partire un cross perfetto per la "pelata" del Sindaco, che aggira il fuorigioco interista e insacca. I Sousa Boys vogliono vincere senza se e senza ma, al sessantaquattresimo Zarate crossa dalla destra, Telles "para" il traversone in area senza che l'assistente di porta, a mezzo metro di distanza, si accorga di nulla. Kalinic si batte come un leone gettandosi su tutte le palle, ma quando i lanci non sono troppo lunghi ci pensa Handanovic a bloccarlo.
L'Inter non cambia nulla, nel senso che aspetta qualche spiraglio per partire in contropiede, di pericoli a Tatarusanu comunque non ce ne sono. Al minuto 82 l'episodio che dà la svolta alla gara: Telles entra con troppa foga su Berna e si becca la seconda ammonizione; con l'uomo in più Sousa inserisce Costa e Babacar, però le azioni nascono dai piedi del solo Zarate. Ed è L'argentino ex interista a gettare le basi della vittoria: Maurito si accentra da sinistra e tira da fuori area alla sua maniera, il terreno viscido tradisce Handa che non trattiene, Babacar è il più lesto a fiondare la sfera in rete per il due a uno.
Siamo già un minuto oltre il novantesimo, i minuti di recupero da tre diventano cinque; non servono ai milanesi, capaci solo di far espellere Zarate (mani al collo di un avversario mentre tentava di perder tempo). Oltretutto si fa buttare fuori pure Kondogbia per plateali proteste, poi finalmente l'arbitro fischia la fine.

La vittoria del cuore dicevamo, banale ma assolutamente corretto: la Fiorentina ha giocato davvero con il cuore, senza perdere mai la lucidità. Pochissime le insufficienze, e comunque nessuno ha tirato indietro la gamba. Il campo pesante ha ulteriormente accresciuto lo sforzo dei gigliati, in un periodo della stagione senza un attimo di tregua. Tottenham, Atalanta, Napoli e ancora Tottenham, tutto nelle prossime due settimane: con questo cuore i viola possono affrontare ogni sfida.

Leonardo Signoria